Videogame e fumetti.
Continua l’interessante approfondimento sul videogame Dragon Age e sui rapporti con i vari fumetti da esso derivati, a cura dell’esperto Fabio Ciaramaglia (già apprezzato sullo storico sito Glamazonia.

Oggi Fabio si sofferma sul secondo capitolo di questa asimmetrica trilogia, Those Who Speak.

Buona lettura. Attendiamo i vostri commenti.

mario benenati, curatore del sito-Web Magazine fumettomania


APPROFONDIMENTO:
DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!

foto dei libri e sui fumetti su Dragon Age

Rimorsi passati e prospettive future, Isabela tra Tevinter e Qunari.

L’apertura del secondo capitolo di questa asimmetrica trilogia, Those Who Speak, così come gran parte degli eventi, si svolgono nell’Impero del Tevinter.

Come già detto nei precedenti articoli, Tevinter è fondamentalmente il posto da cui provengono gran parte dei villain della saga di Dragon Age. È un luogo cui spesso ci si riferisce ma non è mai stato rappresentato nei giochi, quindi possiamo dire che da un punto di vista grafico è la prima volta che l’immaginazione dei fruitori del mondo di DA viene sfamata.

Copertina di Those Who Speak
Copertina di Those Who Speak

In base ad alcune indicazioni fornite sia dai giochi (il finale di Dragon Age Inquisition) che dalle opere esclusivamente in prosa (Tevinter Nights è proprio l’ultima raccolta di racconti brevi pubblicata nel marzo 2020) che a indiscrezioni del mondo dei gamer, proprio a Tevinter (e Antiva) sarà ambientato il quarto gioco previsto per il 2023.

Giusto per menzionare le cose più importanti del curriculum da villain del Tevinter, i suoi magister (maghi) furono coloro che all’alba dei tempi sconfissero gli elfi rendendoli schiavi e cercando di sfruttare fino al midollo le loro conoscenze. Furono gli stessi magister a bruciare al rogo la cosiddetta “Bride of the Maker” (moglie del Creatore), Andraste, la profetessa che iniziò di fatto la Chiesa che porta il suo nome; furono sempre alcuni di loro che, per cercare di raggiungere il Maker, furono da lui maledetti, quindi rinascendo nel corso dei secoli come Arcidemoni e dando inizio alle periodiche “Blight”.

Anche la trama di Dragon Age Inquisition ha i suoi snodi principali nell’uso indiscriminato, e potenzialmente disastroso, di artefatti magici elfici da parte di uno di quei Magister che cercarono di sconfiggere il Maker, Corypheus. In pratica, gran parte dei disastri che caratterizzano il Thedas hanno avuto la loro origine nel Tevinter.

Il Tevinter è modellato sull’Impero Romano nel pieno della sua decadenza, con alcuni elementi dell’Impero Romano d’Oriente.

C’è un Imperatore, chiaramente, ma gran parte del potere è esercitato dal Magisterium, ovvero una sorta di senato in cui soltanto i maghi di più nobile lignaggio possono far parte. Esiste anche la Chiesa d’Andraste, ma è una versione riformata, e probabilmente anche eretica, in cui il ruolo della magia è importante e non subordinato al mero uso da parte degli uomini; questa chiesa ha anche il suo “Divino”, il capo supremo, che però contrariamente alla chiesa tradizionale in cui la Divina è sempre donna, in questo caso è uomo.

Tornando brevemente sull’aspetto grafico, non sorprenda che gran parte dell’architettura del Tevinter sia in uno stile simile al neoclassico, mentre per l’abbigliamento ci si rifà allo stile tardo medioevale-pre-rinascimentale del resto del setting.

La storia di Those Who Speak si concentra maggiormente sul personaggio di Isabela, e così come era capitato nel primo con Alistair, alcune fasi della storia sono viste attraverso il suo punto di vista. Essa si apre durante un ricevimento in Tevinter cui partecipano i tre protagonisti che, ricordiamo, sono alla ricerca di Aurelian Titus. Nel convulso ricevimento, nel quale essi sono accompagnati da Mae, un’amica di Varric su cui torneremo in seguito, Alistair affronta Titus senza pochi preamboli pertanto si arriva necessariamente a uno scontro frontale.

Aurelius Titus
Aurelius Titus

Il Magister, quasi sconfitto nel proprio territorio, riesce a fuggire. Senza soluzione di continuità segue un viaggio in mare verso una specifica isola che Mae ha rivelato essere la “sede senatoria” di Titus. Il problema a questo punto diventa un altro: l’isola in questione è molto prossima al confine marittimo con il territorio dei Qunari, pertanto c’è il rischio di incrociare qualche loro nave di pattuglia.

I Qunari, letteralmente “People of the Qun”, vengono introdotti per la prima volta in Dragon Age Origins con il possibile comprimario Sten. L’incontro avviene a Lothering, la prima città in cui il Grey Warden si reca dopo la disfatta di Ostagar, il posto dove ci si imbatte per la prima volta con il fondamentale personaggio di Leliana; in aggiunta, è anche il luogo da cui parte la famiglia di Hawke in Dragon Age II, una sorta di “città delle storie”.

Sten è tenuto prigioniero per aver massacrato degli innocenti, poiché era alla ricerca della propria spada persa in combattimento e gli era stato fatto credere che loro fossero i ladri. Parlavo di “possibile comprimario” perché quella di salvarlo dalla prigionia, e quindi morte quasi certa considerando che da lì a poco Lothering verrà rasa al suolo dai Darkspawn, non è la scelta più ovvia. Si dovrà convincere Reverenda Madre e assumersi la responsabilità di tenerlo sotto controllo prima di poter annoverare Sten tra i comprimari.

Tuttavia, qualora questa opzione fosse scelta, è possibile attraverso molti dialoghi con lui comprendere gli elementi di base della cultura Qunari.

I Qunari sono, a prima vista, una strana commistione di Induismo, Confucianesimo e Islam, con elementi più moderni di stato totalitario. Essi seguono gli insegnamenti del Qun, il loro libro guida scritto da Ashkaari Koslun.

Ogni individuo all’interno del Qun deve contribuire al funzionamento del tutto, pertanto fin poco dopo la nascita a ognuno viene attribuito un ruolo nella società e viene dato un nome, che non è un nome proprio ma è l’indicazione del ruolo. In realtà anche le nascite nella società Qunari sono programmate a seconda dell’esigenza a partire persino dalla procreazione in cui è il Qun a decidere come accoppiare i genitori, cui peraltro i figli sono sottratti in tenera età proprio per essere educati al proprio ruolo. Sten, in effetti, non è il nome del personaggio che incontriamo, ma il suo ruolo di fante militare.

Sebbene il ruolo nella società sia fisso, non è impossibile cambiarlo, tanto da poter diventare, in futuro, uno dei tre membri del Triumvirato su cui si regge questo popolo: l’Arishok è il capo dell’apparato militare, l’Arigena si occupa del lavoro e delle invenzioni, l’Ariqun delle questioni filosofiche e religiose. Il cambiamento di ruolo non avviene per scelta propria, tant’è che chi non si comporta in sua conformità viene affidato alle cure della polizia segreta e i suoi rieducatori. Il funzionamento di questa società è preciso come un orologio e questo l’ha portata a essere tecnologicamente molto più avanzata rispetto al resto del Thedas, anche perchè i Qunari, non utilizzano la magia.

Per essere precisi, i Qunari hanno dei maghi chiamati Saarebas, ma li tengono letteralmente al guinzaglio solo per utilizzarli come armi di distruzione di massa. Questo opposto atteggiamento nei confronti della magia rende l’Impero di Tevinter e i Qunari ovvi acerrimi nemici. I Qunari sono prevalentemente di una specie diversa dagli umani, chiamata Kossith, caratterizzata dal corpo imponente e dalle lunghe corna, ma molti Qunari sono dei convertiti al Qun da altre specie e che possono prendere diversi nomi. I convertiti di altre specie sono in genere il risultato della “guerra santa” che i Qunari muovono costantemente verso il Thedas.

I Qunari sono un’opzione di scelta del personaggio giocante in Dragon Age Inquisition, e nella storia del gioco, interagiscono in vario modo soprattutto attraverso il personaggio non giocante di Iron Bull e nella trama del DLC “Trespasser”, ma il loro ruolo narrativo più cogente è sicuramente quello in Dragon Age II.

Quindi possiamo tornare a Isabela, che proprio in quel capitolo del gioco, aveva sottratto un artefatto all’Arishok che, alla fine, porta fuoco e fiamme nella città di Kirkwall prima che Hawke possa sconfiggerlo. La scelta di salvare Isabela è comunque solo un’opzione, perché si potrebbe decidere di consegnarla all’Arishok per via dei suoi crimini -e a quel punto la piratessa non farà più parte del gruppo di comprimari di Hawke.

Oltre alle opzioni che abbiamo già visto per Alistair, quindi, anche in questo caso il fumetto decide una sua versione, che possiamo chiamare canonica per Isabela.

Non è la sola scelta canonica. Infatti nel fumetto, dopo un ovvio scontro con i Qunari in cui la nave di Isabela viene arrembata e conquistata, i superstiti sono presi prigionieri. Alistair, come Re del Ferelden viene custodito, insieme a Varric, in una sorta di prigione di lusso in attesa che l’Arishok decida come meglio utilizzare questa importante preda.

Alistair incontra Sten
Alistair incontra Sten

Quando Alistair finalmente incontra l’Arishok scopre, e noi con lui, che non è nient’altro che lo Sten che lui stesso aveva incontrato in DAO. A margine è il caso di rilevare che da un punto di vista grafico, Sten ricalca la sua caratterizzazione proprio di quel gioco, quindi privo di corna: se è vero che, come ammisero anche i developer di Bioware, quella mancanza di corna era dovuta a un problema tecnico non risolto, la scelta di mantenerla in questo fumetto è una vera e propria scelta narrativa quindi dobbiamo presumere che Sten non sia di specie Kossith.

Il finale dei due duelli
Il finale dei due duelli

Dopo un primo sterile incontro, in cui i doveri e gli scopi del Qun necessariamente sono più importanti della ricerca di un padre, in un secondo incontro lo Sten-Arishok viene sfidato a duello da Alistair (un po’ come avviene per Hawke in DAII) che, dopo aver vinto, lo convince che entrambi hanno un nemico comune, quell’Aurelius Titus che probabilmente grazie al sangue draconico di Maric, è potenzialmente il fautore di un nuovo disastro marcato Tevinter. Questo avviene a margine e per lo scopo macronarrativo della trilogia, poiché, come detto, la protagonista di questo secondo capitolo è Isabela.

I Qunari non hanno dimenticato l’oltraggio di qualche anno prima, pertanto la sottopongono al carcere duro e all’interrogatorio di Tamassran (che nella lingua Qun vuol dire proprio il “Those Who Speak” del titolo). Questo è un ruolo esclusivamente femminile nella società del Qun ed è fondamentale perché sono proprio coloro che decidono le coppie, le nascite, i ruoli, i nomi. Ma soprattutto, si occupano di un processo di lavaggio del cervello ai confini della lobotomia per coloro che sono considerati dal Qun al di là di ogni possibile redenzione e reintegrazione.

Tamassran pone un’unica domanda in maniera ossessiva, vuole sapere il suo vero nome. Isabela non risponde, ma in qualche modo è costretta a rivisitare il proprio passato, a ripercorrere ogni singolo errore, peccato o crimine, e noi con lei, in questo modo colmando dei vuoti nel background fornito nel gioco in DAII. Veniamo a conoscenza del fatto che il furto dell’artefatto Qunari non era semplicemente per arricchirsi, ma per poter pagare le spese della sua nave e relativo equipaggio evitando però una serie di lavori senza scrupoli che aveva accettato in passato, come quello di trasportare schiavi.

Isabela sottratta alla madre
Isabela sottratta alla madre

Isabela ricorda anche di come sia stata sottratta alla madre: nulla viene detto in maniera esplicita, ma si intende che prima di diventare quella che conosciamo aveva subito duri colpi dalla vita (forse vittima di prostituzione minorile). Ma Isabela riesce a liberarsi dalla morsa di Tamassran praticamente in contemporanea della fine del duello tra Alistair e l’Arishok, rivelandone infine quel nome che voleva sapere, Naishe -che poi vedremo è tentata di riadottare di nuovo in luogo di Isabela.

Questo secondo capitolo della trilogia decisamente arricchisce Isabela dal punto di vista del background, ma al contempo dà maggiore profondità a un personaggio che, altrimenti, davvero sembrava solo uno Jack Sparrow al femminile. Il fatto che fosse alquanto venale e piuttosto infedele era apparso assai evidente in Dragon Age II, mentre nella breve apparizione in Dragon Age Origins era emerso anche il suo aspetto di truffatrice (infatti in quel caso lei bara con le carte).

Possiamo anche dire che forse, alla fine, il personaggio sembrava piuttosto stereotipato. Tuttavia, se con le scelte corrette in DAII si fa sì che Isabela non tradisca Hawke ma che torni per aiutarlo e se, come è capitato nel caso delle mie scelte, essi inizino una relazione, che viene anche menzionata come piuttosto stabile da Varric in Dragon Age Inquisition, c’è un processo di redenzione in atto.

Il personaggio non fu creazione di Gaider, ma di Sheryl Chee di Bioware, ed è evidente un maggior approfondimento che però non tradisce completamente i “non detti” del personaggio dei giochi. Tuttavia, c’è da dire che, a parte la menzione a margine in DAI, Isabela-Naishe al momento non è purtroppo più comparsa nei prodotti del franchise di Dragon Age, forse proprio a causa dell’abbandono del team Bioware da parte di Gaider.

Con questa anomala alleanza tra i tre eroi e i Qunari, riparte l’inseguimento ad Aurelian Titus e la ricerca di Maric, che finalmente si conclude nel terzo capitolo della trilogia, Until We Sleep, che vedremo nel prossimo articolo.

fine parte 8

Bibliografia minima

David Gaider e Alexander Freed (storia e dialoghi), Chad Hardin (disegni), Michael Atiyeh (colori, Anthony Palumbo (copertine): Those Who Speak, Dark Horse, 2012.

Pubblicato prima quindicinalmente tra l’agosto e il novembre del 2012 in tre parti da 14 pagine ciascuna, nel luglio dello stesso anno è stata pubblicata una versione cartonata, mentre nel marzo 2021 è stato pubblicato un trade paperback con le altre due storie che compongono questa trilogia e altre due storie successive e non collegate a questa (Magekiller e Knight Errant).

Per gli approfondimenti sul setting di questo articolo, oltre ai due volumi già citati The World of Thedas, è possibile consultare le voci “Tevinter” e “Qunari” sul non ufficiale, ma affidabile, Wiki di Dragon Age:

https://dragonage.fandom.com/wiki/Qunari ,

https://dragonage.fandom.com/wiki/Tevinter_Imperium

Esiste una traduzione di tutta la trilogia in italiano in 216 pagine, Il sangue dei draghi, pubblicata dall’Editoriale Cosmo nel luglio 2018.


NOTE EXTRA

Le puntate precedenti:

Articolo del 12 aprile 2022

Articolo del 29 marzo 2022

Articolo del 15 marzo 2022

Articolo dell’1 marzo 2022

Articolo del 15 febbraio 2022

Articolo dell’1 febbraio 2022

Articolo del 18 gennaio 2022


Biografia

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi. Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

Non ho perso l’animo nerd nemmeno da insegnante, ma a partire dal 2006 ho virato più sul versante dei videogiochi, in alcuni dei quali, forse per deformazione professionale, ho riscontrato elementi degni di analisi che però prima di ora non avevo avuto il coraggio di affrontare con maggiore serietà.

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