Dopo una breve pausa di due settimane (siamo stati impegnati con l’inaugurazione della mostra collettiva “Anthropocene…” e con i vari ospiti che sono stati a Barcellona P.G.) tornagli articoli su Dragon Age: Videogame e fumetti, siamo alla nona puntata.

Fabio Ciaramaglia (già apprezzato sullo storico sito Glamazonia) sta realizzando , e noi stiamo pubblicando, un interessante approfondimento sul videogame Dragon Age e sui rapporti con i vari fumetti da esso derivati.

Oggi Fabio si sofferma sul gruppo di storie raccolte nel volume Until We Sleep, che concludono il primo ciclo di fumetti di Dragon Age.

Buona lettura. Attendiamo i vostri commenti.

mario benenati, curatore del sito-Web Magazine fumettomania


APPROFONDIMENTO:
DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!

foto dei libri e sui fumetti su Dragon Age

Nani, lyrium, magia e the Fade.

Copertina di Until We Sleep
© degli aventi diritti

Con il gruppo di storie raccolte nel volume Until We Sleep, si conclude il primo ciclo di fumetti di Dragon Age pubblicato da Dark Horse. Con lo schema dei precedenti due volumi, anche questo ha il punto di vista principale incentrato su uno dei tre personaggi, in questo caso Varric Tethras.

Varric, come già accennato, è un personaggio poliedrico, poiché accanto alla sua vita da avventuriero convivono anche il mercante e lo scrittore di successo. È utilizzabile come comprimario sia nei giochi Dragon Age II e Dragon Age Inquisition, ma è chiaro che a livello narrativo sembra essere un personaggio alquanto centrale nel franchise.

Sta di fatto che in DAII non è solo un co-protagonista del gioco, ma colui che detiene la verità sul ruolo di Hawke e che ne racconta la storia nella cornice narrativa. È a suo nome la novella Hard in Hightown, e oltre a comparire in questi fumetti che stiamo trattando, comparirà successivamente anche nel volume Knight Errant entrambi sempre per Dark Horse e infine è una vera e propria eminenza grigia nella raccolta di storie brevi Dragon Age: Tevinter Nights.

Copertina di Tevinter Nights_RID
© degli aventi diritti

Come già accennato, Varric è un “nano di superficie”.

Nel Thedas c’è una profonda differenza tra i nani di superficie e quelli che abitano nei Thaig, le vere e proprie città di questo popolo. I nani dei Thaig sono rigidamente divisi in caste, la mobilità sociale è pressoché assente se non, come dire, in discesa quando si perdono i diritti relativi alla propria casta. Un’altra perdita di diritti avviene quando un nano per qualche ragione va in superficie: a meno di casi molto speciali, il nano in questione non potrà più tornare nel Thaig.

Tutto questo viene spiegato in gran dettaglio in Dragon Age Origins qualora si scegliesse come propria origine quella nanica, ma in realtà viene menzionato ulteriormente qua e là in tutta la saga. Quello che viene menzionato è anche che il regno dei nani è in profonda decadenza poiché dei tanti Thaig esistenti in passato l’unico attualmente popolato è Orzammar mentre gli altri sono stati devastati, durante i secoli, dalle orde di Darkspawn che comunque vivono nelle “Vie Profonde” anche quando non controllati da un Arcidemone.

La vita dei nani di Orzammar è una vita di trincea, di zona costantemente in pericolo, ma ciononostante piuttosto ricca. I nani intrattengono molti commerci con le nazioni della superficie anche attraverso dei propri agenti, più o meno autorizzati, che proprio in superficie vivono: il Carta, per esempio, è una associazione strutturata in maniera simile alla Mafia che si occupa soprattutto dei traffici illeciti e del contrabbando.

Il prodotto maggiormente commerciato tra nani e superficie è il Lyrium. Questa sostanza viene raccolta dalle rocce, successivamente filtrata e distillata per diventare un liquido bluastro. È il catalizzatore principale per poter utilizzare tutto ciò sia legato alla magia: è usata dai maghi per aumentare e amplificare i propri poteri, è usata anche dai Templari per poter contrastare quelli dei maghi.

Prima degli eventi di Inquisition, il commercio del Lyrium era rigidamente regolamentato con accordi tra Orzammar e i Circoli dei Magi proprio perché i principali fruitori della sostanza sono maghi e Templari. Ciò chiaramente non aveva impedito il commercio illegale, anche perché il Lyrium crea una estrema dipendenza: alcuni Templari a fine carriera sono spesso rappresentati come devastati, mentalmente e fisicamente, dall’uso di questa sostanza, e tutta la storia relativa a Cullen in DAI entra proprio nel dettaglio della dipendenza, delle crisi di astinenza e delle ardue possibilità di riabilitazione.

I nani tuttavia sembrano quasi completamente immuni agli effetti del Lyrium, ed è questo il principale motivo per il quale ne sono i maggiori produttori.

Ci torneremo in seguito in questo articolo, ma il motivo principale di questa immunità è che i nani, come specie/razza, non sognano, pertanto il loro legame con The Fade (la dissolvenza), la dimensione onirica da cui proviene tutta la magia, è tagliato di netto, e quindi, di rimando, tutto ciò che il Lyrium amplifica nei corpi e nelle menti delle altre specie, ovvero la magia, è inesistente nel corpo e nella mente di un nano. Il “Red Lyrium” è un’altra questione, ma ne parleremo altrove -ma è il caso di ricordare che Varric fu uno dei primi scopritori di questa sostanza.

Varric non è semplicemente un nano che ha lasciato Orzammar, ma uno che è nato proprio in superficie, pertanto gran parte delle sue abitudini sono decisamente più simili al mondo in cui è nato piuttosto che a quello originario.

Questo non gli impedisce, essendo anche un mercante, di intrattenere rapporti molto stretti con Orzammar stessa. Il fatto che come nano non possa sognare non gli impedisce nemmeno di avere una vivida immaginazione da utilizzare nella sua professione di scrittore.

Aurelian Titus - vignetta tratta dal volume Until We Sleep
Aurelian Titus, vignetta tratta dal volume Until We Sleep © degli aventi diritti

Tornando alla storia, essa si apre con l’assedio della fortezza di Aurelian Titus da parte dei Qunari e, mentre Alistair e Isabela restano al fianco di Sten-Arishok (il quale spiega nel dettaglio l’origine del sangue draconico di Calenhad, antenato di Alistair), Varric si intrufola nelle segrete.

Non è solo alla ricerca di Maric ma anche di Mae (diminutivo di Maevaris Tilani) che a seguito dello scontro con Titus in Those Who Speak era stata presa prigioniera. In effetti scopriamo qualcosa su Mae che era stato solo suggerito in quella sede, ovvero che questo personaggio è un cross-dresser, poiché, attraverso le vesti lacerate è possibile comprendere che il suo petto è decisamente maschile.

Sulle questioni di gender all’interno del franchise torneremo in seguito, quando parleremo dei personaggi di Fenris e Dorian Pavus (con il quale Mae è protagonista in “Luck in the Gardens”, una delle storie brevi di Tevinter Nights), ma basti sapere che l’atteggiamento degli autori, e quindi anche dell’ambientazione, è di totale apertura.

Varric trova Maric (2) . vignetta tratta dal volume Until We Sleep
Varric trova Maric – vignetta tratta dal volume Until We Sleep

Varric trova anche Maric, finalmente, ma è appeso al soffitto con diversi cateteri dai quali il suo sangue fluisce in uno strano dispositivo, chiamato Magrallen, che ha lo scopo di sfruttare il suo sangue di origine draconica e avere un accesso e controllo più diretto sulla magia che proviene dal Fade. Questo era la sede dei primi Dei o del Maker secondo gli insegnamenti della Chiesa di Andraste.

Ai tempi dei primi elfi essi avevano un contatto diretto con il Fade, con i suoi dei e con la magia, poi i Magister del Tevinter tentarono di arrivare alla “Città d’oro” sede del Maker e lo corruppero, portando alla definitiva separazione tra il loro mondo e quello dei sogni.

Non è totalmente impossibile entrare nel Fade da svegli, cosa che per l’appunto avviene in diversi capitoli del gioco, e in Inquisition una delle missioni principali è quella di chiudere una serie di fratture nel Fade stesso. Dal Fade è possibile attingere quel potere creativo dei sogni per ottenere la magia, ma è possibile evocarne anche alcuni abitanti, gli spiriti virtuosi, che però una volta entrati nel mondo della veglia possono corrompersi nei demoni dei vizi, alcuni dei quali peraltro vivono anche nel mondo onirico.

Lo scopo di Titus, quindi, è quello di avere un maggiore potere che fluisca dal Fade, attraverso il Magrallen, affinché possa portare a compimento i suoi piani diabolici, ovvero un mondo governato in stile Tevinter dai maghi mentre tutti gli altri sono forzati a essere loro schiavi.

Chiaramente Titus, per sconfiggere gli eroi, inizia a mettere in pratica i propri piani trasferendo sé stesso e loro proprio all’interno del Fade. Ognuno di loro, confuso in principio, viene assaltato dai propri desideri e aspirazioni, quindi per esempio nella versione di Varric questi ha una relazione felice con quella Bianca che costruì, e diede quindi il nome, alla sua balestra unica, mentre sappiamo, dalla storia narrata successivamente in Inquisition, che i due hanno avuto una lunga e travagliata relazione che poi è finita.

A margine è il caso di rilevare che il mistero sulla balestra “Bianca” viene mantenuto per quasi tutto il corso di Dragon Age II e per gran parte di Inquisition, e questa è la prima volta che viene visualizzata la Bianca in carne e ossa.

Maric sconfigge Titus. Pagoina tratta dal volume Until We Sleep
Maric sconfigge Titus. Pagoina tratta dal volume Until We Sleep © degli aventi diritti

Nel Fade sono finiti anche Isabela, che immagina di essere diventata una Qunari, e Alistair, che invece sembra essere felicemente soltanto l’erede del Ferelden, mentre Maric è vivo e ancora re. Anche con l’aiuto di Mae, ma sopratutto per la propria realizzazione che i nani non sognano, Varric riesce a convincere tutti della falsità che loro stanno vivendo e ad affrontare il proprio nemico Titus, che però sembra ancora troppo potente per loro. Il problema è che il sogno che ha trasportato tutti nel Fade non è di Titus, ma di Maric stesso che, in un momento di onirica autocoscienza, lo affronta direttamente e lo sconfigge.

Pagina finale della trilogia. Pagina tratta dal volume Until We Sleep
Pagina finale della trilogia. Pagina tratta dal volume Until We Sleep © degli aventi diritti

Le poche pagine finali sono dedicate ad Alistair che decide di distruggere il Magrallen, consapevole che così porrà fine anche alla vita di Maric, quindi chiudendo in maniera estremamente amara la sua ricerca. Questo lungo percorso di conoscenza non è stato però totalmente inutile, poiché Alistair rinuncia in pratica a ogni velleità escapistica e finalmente assume in pieno la propria responsabilità di re del Ferelden.

Le parole finali sono di Varric, cui Isabela chiede se questa “eutanasia” ai danni di Maric sia stata la scelta corretta: la sua risposta non è definitiva, poiché dice solo che tutti noi viaggiamo nella vita senza conoscere davvero, interrogandoci e provando, finché non dormiamo con chiusura circolare al titolo “Until We Sleep”.

Arrivati alla conclusione del primo ciclo di storie pubblicate da Dark Horse è il caso di sottolineare alcune cose.

Questi fumetti sono chiaramente indirizzati prevalentemente a un pubblico che conosca il franchise attraverso i giochi e i romanzi pubblicati prima. Il pubblico generico potrebbe non essere soddisfatto da alcune rapide spiegazioni fornite qua e là.

Non si potrebbe facilmente simpatizzare per Alistair e la sua ricerca che appare anche capricciosa da alcuni punti di vista, se non conoscessimo per bene tutto il percorso che lo ha portato a essere re; difficilmente si potrebbe comprendere la vicenda di Isabela senza conoscerne le sue vicissitudini con i Qunari e senza sapere cosa sono i Qunari stessi; la visione del mondo di Varric potrebbe non essere completamente chiara senza una previa assimilazione di che tipo di personaggio è.

Ci sono altre tracce qua e là: la vicenda di Yavana e il suo legame con Flemeth e Morrigan e il cammeo di Sten che è diventato Arishok, sono chiaramente ammiccamenti a lettori che conoscono già la saga. Allo stesso tempo, il pubblico fedele è messo di fronte a un “canone” che magari non è coerente con le scelte fatte nei giochi, come per esempio un Alistair esiliato o una Isabela prigioniera dei Qunari.

David Gaider disse questo in un’intervista sul forum Bioware (traduzione mia): “Alistair che è re del Ferelden non è ‘canone’ poiché di per sé non influenza le scelte fatte nel gioco né le sovrascrive. Il fumetto è una storia basata su una delle possibili versioni del mondo del gioco, ma in fondo dato che è un fumetto e non un videogioco non sarebbe in grado di reagire alle decisioni del gioco”.

È probabile che queste fossero in effetti le intenzioni iniziali, ma è chiaro che chi avesse letto prima il fumetto e poi avesse giocato Origins e DAII potrebbe essere stato influenzato da quelle scelte. Non credo nemmeno che lo stesso Gaider abbia voluto inserirsi sullo stesso piano di una semplice “fan fiction”, ma che probabilmente nelle sue idee di narratore quelle dovessero essere le scelte più corrette; e anche i lettori conoscono la differenza tra qualcosa scritto da un fan e qualcosa scritto da uno dei creatori della saga.

I successivi fumetti Dark Horse vanno nella stessa direzione tracciata da Gaider, anche se con un percorso differente, che tendono comunque verso una certa interattività del lettore. Cosa che è molto diversa rispetto al primo esperimento, da alcuni punti di vista fallimentare, del primissimo volume a fumetti su Dragon Age pubblicato nel marzo 2010 da IDW, di cui parleremo diffusamente nei prossimi articoli.

fine parte 9

Copertina delle ristampe Dark Horse
Copertina delle ristampe Dark Horse © Degli aventi diritti

Bibliografia minima

  • David Gaider e Alexander Freed (storia e dialoghi), Chad Hardin (disegni), Michael Atiyeh (colori, Anthony Palumbo (copertine): Until We Sleep, Dark Horse, 2012.
    Pubblicato prima quindicinalmente tra il marzo e il maggio del 2013 in tre parti da 14 pagine ciascuna, nell’agosto dello stesso anno è stata pubblicata una versione cartonata, mentre nel marzo 2021 è stato pubblicato un trade paperback con le altre due storie che compongono questa trilogia e altre due storie successive e non collegate a questa (Magekiller e Knight Errant).

  • Autori Vari, Dragon Age: Tevinter Nights, Tor Books, 2020. Non risulta al momento nessuna traduzione in italiano.

  • Oltre ai consueti due volumi The World of Thedas già ampiamente citati e utilizzati, si fa riferimento in questo articolo anche al Wiki non ufficiale, ma affidabile, e in particolare:

NOTE EXTRA

Le puntate precedenti:

Articolo del 19 aprile 2022

Articolo del 12 aprile 2022

Articolo del 29 marzo 2022

Articolo del 15 marzo 2022

Articolo dell’1 marzo 2022

Articolo del 15 febbraio 2022

Articolo dell’1 febbraio 2022

Articolo del 18 gennaio 2022


Biografia

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi. Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

Non ho perso l’animo nerd nemmeno da insegnante, ma a partire dal 2006 ho virato più sul versante dei videogiochi, in alcuni dei quali, forse per deformazione professionale, ho riscontrato elementi degni di analisi che però prima di ora non avevo avuto il coraggio di affrontare con maggiore serietà.

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