Dopo il sottoscritto e Dario Janese, arriva anche la pubblicazione della prima intervista del 2021 del fenomenale Filippo Marzo (anche se la chiacchierata con l’autore è del 2020).
Nel giorno in cui ricordiamo la nascita di Luigi Bernardi ( mitico Editore, scrittore, giornalista e talent scout, originario di Bologna) abbiamo il piacere di ospitare un grande scrittore inglese che sarebbe piaciuto tanto a Bernardi.
Cari lettori e lettrici Filippo incontra oggi lo scrittore : Jamie Delano, famoso per aver scritto Hellblazer, Animal Man, Man-Bat, che il sottoscritto ha avuto anche il piacere di incontrare alcuni anni fa a Lucca Games&Comics.
È un onore ed un piacere ospitarlo nelle nostre pagine
Buona lettura da Mario Benenati, direttore culturale di Fumettomania Web Magazine

DIRETTAMENTE DAL NOSTRO INVIATO A MONTERREY (MESSICO),
PRESENTIAMO:

Quattro chiacchiere con

banner 2 intervista a Jamie Delano

di Filippo Marzo e Vanessa molina

(supervisione di Cesare Giombetti)

FILIPPO MARZO: Salve a tutti amici di Comics Reporter e Fumettomania, l’ospite di oggi è il noto scrittore inglese Jamie Delano. Famoso per aver scritto Hellblazer, Animal Man, Man-Bat disegnato da John Bolton.
Ha scritto Doctor Who, Captain Britain e ultimamente si sta dedicando alla scrittura di romanzi per l’etichetta Lepus Books. Da poco è stato pubblicato in Italia il suo lavoro dal titolo Leepus Dizzy.
Ciao Jamie, benvenuto.

JAMIE DELANO: Ciao, grazie, un piacere conoscervi.

Copertina del nuovo romanzo Leepus Dizzy, pubblicato in Italia a luglio 2020 dalle edizioni Dana

FM: Puoi parlarci del tuo romanzo Leepus Dizzy, pubblicato in Italia a luglio 2020 dalle edizioni Dana?

Copertina del primo romanzo di Jamie Delano, intitolato: Book Thirteen.

JD: Sì, non sono molto conosciuto per essere uno scrittore di romanzi, durante la maggior parte della mia carriera ho scritto fumetti, ma quando ho raggiunto l’età di circa 60 anni ho pensato che se non avessi fatto qualcosa per cercare di realizzare la mia lontana ambizione di essere un romanziere, forse sarei stato troppo vecchio per farlo dopo.

Otto o nove anni fa, dunque, ho scritto il mio primo romanzo intitolato: Book Thirteen, una storia su – come si poteva supporre – uno scrittore anziano che aveva problemi a gestire i propri personaggi e la sua vita, e combinare i due aspetti: immaginazione e realtà. Ho avuto dunque il piacere di scrivere un romanzo in prosa, così come, allo stesso tempo e come mi aspettavo, credo che non abbia venduto molto, poiché non ero tanto bravo con l’auto-pubblicità.

Ho pensato che avrei scritto qualcosa più di narrativa di genere per il successivo, così ho sviluppato questo… la maggior parte della gente la definirebbe una distopia, ma io preferirei vederla come un’utopia. Per molti aspetti mi piacerebbe vivere nella realtà che ho creato per i romanzi di Leepus, una realtà squilibrata, dove tutti abitiamo in questo momento, in pratica è una storia ambientata nel futuro prossimo e in una realtà alternativa in Inghilterra. Una specie di confluenza di eventi apocalittici che sono accaduti che sono conosciuti come la “riduzione” e hanno dato luogo ad una netta diminuzione del numero degli abitanti del paese. È una sorta di fusione tra tutti i periodi della storia inglese, dall’età della pietra fino al presente, alcuni aspetti del medioevo ecc., è stato semplicemente molto divertente, è … anche una commedia dark, sarebbe la forma migliore per definirla, una commedia dark, mi sono divertito molto mentre la scrivevo.

cover del n. 1 della serie John Constantine Hellblazer (DC Comics, gennaio 1988)

FM: Parliamo del personaggio che hai fatto tuo, John Constantine Hellblazer. Creato da Alan Moore Hellblazer è diventato un tuo personaggio, qual è stato l’approccio nello scriverlo?

JD: Hellblazer era un personaggio apparso su Swamp Thing, creato da Alan Moore, che era un mio caro amico all’epoca; entrambi provenivamo dalla stessa città, in Inghilterra, ovvero Northampton.
Fin dall’inizio, Alan è stato il responsabile del mio inserimento come scrittore nel mondo dei fumetti.  Avevo sempre immaginato che sarei diventato uno scrittore prima o poi, ma ero un po’ pigro e realmente non ero abbastanza coinvolto per far sì che ciò accadesse.

All’inizio degli  anni ’80, Alan stava facendo carriera nei fumetti e mi presentò a degli editor della Marvel Comics che mi avviarono in questa carriera. Quando alla DC Comics mi hanno proposto di occuparmi a far crescere Hellblazer o sviluppare il personaggio di John Constantine con una sua propria serie, conosciuta in seguito come Hellblazer cercavano di fatto uno scrittore britannico per il lancio.

Sono stato fortunato, forse anche grazie alla segnalazione di Alan, che fece sì che inviassi una proposta per i primi 12 numeri del personaggio; non mi sarei aspettato che accadesse qualcosa ma, il lavoro impressionò Karen Berger, tanto da ricevere l’opportunità di scriverlo e il resto fu, come ho detto, storia. Dopo il primo paio di numeri parlai ad Alan delle trame e su come realizzare il lavoro, del personaggio in generale, ma per la maggior parte l’ho fatto da solo. Constantine era un personaggio molto importante, su Swamp Thing era un po’ una specie di uomo buio e misterioso,  suppongo; per mantenere il personaggio durante il lungo ciclo di storie ho approfondito la sua psiche un po’ più a fondo, la sua storia e il suo passato, e ho trovato più materiale per altre storie partendo da questo. Realmente il mio approccio con Hellblazer è stato…come su ogni cosa che scrivo, sedermi e dare vita al personaggio nella mia immaginazione, e seguirlo nella sua direzione.

cover del volumeJohn Constantine Hellblazer: The Fear Machine  (DC Comics)

FM: Fabio Butera ti chiede “Quanto c’è di te scrittore nei tuoi personaggi?”

JD: Bella domanda, forse più di quello che mi piacerebbe ammettere. Credo che sia impossibile come scrittore separarsi completamente dal personaggio, tutti i personaggi tendono a riflettere  gli aspetti della personalità del suo creatore, credo. Sono sicuro che trasmettano caratteristiche della propria personalità attraverso i loro personaggi, e io non sono l’eccezione.

C’è molto di me in molti dei miei personaggi, ma c’è anche un bel po’ di me che non è presente nei miei personaggi, ovviamente. Sei così concentrato sul personaggio del quale stai scrivendo in quel momento, quindi, sì, genera in me un conflitto quando ci penso, perché ho avuto una relazione molto intensa con il personaggio di John Constantine durante i quattro o cinque anni in cui ne ho scritto, nei primi ’90-fine anni ’80; sai, qualche volta dovevi convivere con questo personaggio, dal momento che ti svegli, fino al quando vai a letto la notte, e può diventare un po’… qual’è la parola giusta?…intenso suppongo.
Altri personaggi li puoi prendere o lasciare facilmente ma, con quelli che davvero ti interessano, sì, c’è sicuramente qualcosa di te in loro.

Cover del n. 1 della miniserie 2020 Visions, scritta da Jamie Delano (DC Comics)

FM: A quale storia o serie, tra le tante che hai scritto, sei legato particolarmente?

JD: Amo tutti i miei “figli”, ritengo che a qualcuno più degli altri, principalmente quelli che coinvolgono personaggi che sono interamente… personaggi e scenari creati del tutto da me, piuttosto che di proprietà aziendale o che sono stati creati da qualcun altro.

Ho creato 2020 Visions, una serie che ho scritto nel 1995 ed è stata ristampata quest’anno, in commemorazione… infatti ho reso possibile che questo titolo vivesse esattamente tanto da raggiungere la data in cui era ambientato… è stato uno dei miei titoli preferiti. Outlaw Nation, ne ero affezionato, The Hellblazer, so che Moore l’ha inventato, ma lo sento mio per lo meno per una sorta di proprietà parziale. Sono legato poi ai miei romanzi, che sono mie creazioni, e dunque al vecchio, irritabile Leepus. Quindi sì, amo tutte le mie storie, realmente, non potrei sceglierne una come preferita, non sarebbe corretto.

Cover del n. 1 della miniserie Outlaw Bation, scritta da Jamie Delano (DC Comics)

FM: Quali sono i tuoi prossimi progetti nel campo della scrittura?

JD: Sono vecchio, e prossimo al ritiro e fino a oggi non ho progetti legati ai fumetti, anche se ho dichiarato che mai rinuncerei all’idea di realizzarne altri, e forse lo farò in futuro, ma attualmente sono più impegnato nello scrivere libri. Non ho date di scadenza o editor, e dunque mi prendo molto tempo nel realizzarli e ricominciare ad affrontare quel terrore da pagina bianca di nuovo e scrivere una nuova storia, ma voglio scrivere almeno tre libri con protagonista Leepus, dunque ne manca ancora uno, almeno, questo é il mio prossimo progetto sul quale mi metterò a lavorare, per vedere dove ci porta Leepus, nello strano paesaggio dell'”Inglund” del futuro.

FM: Grazie mille per l’opportunità e il  tempo che ci hai dedicato. Da parte di Comics Reporter e Fumettomania ti ringraziamo e ti salutiamo, alla prossima.

JD: È stato un piacere, grazie per l’interessamento, vi ringrazio. Grazie, Ciao.


banner intervista a Jamie Delano

BIOGRAFIA DI JAMIE DELANO

Jamie Delano è uno scrittore di fumetti britannico. Ha fatto parte di quella che è considerata la prima invasione britannica, dopo Alan Moore, di scrittori che hanno iniziato a collaborare per i fumetti americani durante gli anni 80. È anche noto per essere stato il primo sceneggiatore della serie Hellblazer, con John Constantine. Gran parte della sua versione del personaggio è stata la base per il film del 2005 Constantine.

Copertina del volume italiano Man-Bat, scritto da Jamie Delano e disegnato di John Bolton

Jamie Delano ha scritto 37 dei primi 40 numeri di Hellblazer per la DC Comics tra il 1988 e il 1991. Ha anche sostituito, dopo Milligan, Grant Morrison nella serie di Animal Man. La maggior parte dei suoi lavori rimanenti sono stati per l’etichetta Vertigo, ecco perché per questo, oggi, è considerato uno dei pilastri di quella linea editoriale della DC Comics. Un altro dei suoi lavori notevoli è stato il rilancio di Capitan Bretagna a metà degli anni 80, insieme al disegnatore Alan Davis, per la Marvel UK, divisione inglese della casa delle idee, con la seconda serie di Captain Britain.

Gran parte del lavoro di Delano condivide lo stesso humus culturale con altri scrittori di fumetti britannici come Pat Mills e può essere inquadrato nella fantascienza e nell’horror, ma spesso si tratta di una fusione di entrambi i generi, che però sono interpretabili come allegorie del reale. Nella sua preoccupazione per la trasformazione di corpi e culture, attraverso la psichedelia, la cospirazione o la scienza, il suo lavoro condivide molto con artisti come David Cronenberg e possiamo riscontrare un’influenza da parte di Carlos Castaneda e Jim Morrison.

È noto per aver affrontato questioni sociali e politiche nelle sue opere, come la guerra tra i sessi (World without end), l’imperialismo e il genocidio (Ghostdancing) o il collasso culturale e ambientale (2020 Visions e Animal Man). L’approccio di Delano deve molto al lavoro silenzioso, freddo ma crudele degli scrittori britannici della “new wave” come Ramsey Campbell e J.G. Ballard.

Copertina del romanzo di Jamie Delano, intitolato: The River

Nella sua opera in prosa, Delano ha usato il suo vero nome A. William James per il libro libro, Book Thirteen, pubblicato nel 2012 sotto la sua etichetta editoriale, Lepus Books. Il romanzo successivo, Leepus: DIZZY, è stato pubblicato nel 2014 (da noi nel 2020 da Dana Libri) sempre per la stessa casa editrice. Gli ultimi lavori nel mondo del fumetto sono state in occasione del 20 ° anniversario, tornerà a Hellblazer (con lo speciale Pandemonium, una graphic novel disegnata da Jock), dei lavori per la Avatar Press (Narcopolis e Rawbone) e per la britannica SelfMadeHero degli adattamenti da Poe e Lovecraft. Jamie vive con sua moglie Sue. Hanno tre figli e cinque nipoti. Si può seguire su Twitter e sul web.

http://lepusbooks.co.uk/

http://www.jamiedelano.co.uk/



NOTE EXTRA

IL VIDEO DELL’INTERVISTA a JAMES DELANO

https://youtu.be/UYGdqZ8fJpo

In inglese con i sottotitoli in italiano

Nel caso non appaia l’anteprima del video ecco il link da digitare e/o cliccare per vederlo sul canale YouTube di Comics Reporter.

LE ALTRE “QUATTRO CHIACCHIERE” di FILIPPO

ANNO 2021

ANNO 2020

Ventunesima intervista – https://www.fumettomaniafactory.net/chris-claremont-non-ho-ancora-finito-intervista-di-filippo-marzo-e-fabio-butera/

Ventesima intervistahttps://www.fumettomaniafactory.net/con-tom-defalco-torniamo-a-chiacchierare-della-marvel-degli-anni-80/

Diciannovesima intervista – https://www.fumettomaniafactory.net/mi-piacciono-molto-i-periodi-della-storia-dellarte-kevin-eastman-lintervista/

Diciottesima Intervistahttps://www.fumettomaniafactory.net/siamo-ununica-famiglia-nel-mondo-della-fantascienza-e-dei-fumetti-intervista-a-bob-layton/

Diciasettesima intervistahttps://www.fumettomaniafactory.net/justice-league-tantissimo-divertimento-a-volte-non-sembrava-neanche-di-lavorare-4-chiacchiere-con-jm-dematteis/

Sedicesima Intervistahttps://www.fumettomaniafactory.net/gli-italiani-hanno-un-grande-senso-dellumorismo-intervista-a-geof-darrow/

Le altre interviste le trovate accedendo alla stanza-pagina “QUATTRO CHIACCHIERE DI FILIPPO CON….


Filippo Marzo nasce nel 1975, grande appassionato fin da piccolo di cartoni animati e fumetti, da Topolino a Sturmtruppen fino a Beetle Bailey. Crescendo i suoi gusti si spostano verso i super eroi e il connubio durerà per moltissimi anni.

Collaboratore con fanzine locali, diverse fan page e siti con contenuti cinematografici, visto che il cinema è un’altra sua passione. Piccolo collezionista di opere originali  è curatore di due mostre di sketchbook di disegnatori di comics negli anni ’90, sposta ancora una volta i suoi interessi verso il fumetto maturo e dai contenuti artistici sopraffini, con un occhio di riguardo alle case editrici indipendenti, come Eclipse, Tundra, Fantagraphics e Dark Horse.

Fan delle opere di Bill Sienkiewicz, Mike Mignola e John Byrne.

Da  qualche anno reporter e corrispondente dall’estero per quanto riguarda Comic Convention che hanno luogo in Messico e negli Stati Uniti.