18° articolo tratto dal blog Fumetti di Carta, a cura di Orlando Furioso.
Il 17 febbraio 1936, fu pubblicata la prima storia di the Phantom, di Lee Falk e Ray Moore, da noi conosciuto come l’uomo Mascherato. Vogliamo ricordare l’anniversario dei 90 anni di questo eroe con un articolo estratto dal Fumetti di Carta. E’ bello che oggi sui social, alcuni gruppi (ad esempio The Phantom – Forever) ed alcuni appassionati, si siano ricordati di questo anniversario.
L’ultima volta che avevamo scritto di lui è stato nell’intervista che Filippo Marzo fece a Sal Velluto, il 18 giugno del 2020; in precedenza avevamo scritto di The Phantom il 19 febbraio 2011, con il mitico e compianto Carlo Scaringi nell’articolo “Phantom, un eroe dietro la maschera ” uno dei suoi comics tribute.
Buona lettura e buona riscoperta di questo straordinario eroe.
Mario Benenati, direttore culturale del Magazine di Fumettomania Factory APS
P.S.: il sito-blog Fumetti di Carta era dedicato a Maria Grazia Perini, questa omonima sezione della ‘stanza’ SCOPRI IL FUMETTO, continua ad essere dedicata a MGP.
L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 35 anni dalla fondazione – è quello di continuare a diffondere la cultura del Fumetto, e di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori.
Fumetti di carta, è stato, dal 2001 fino al 2016, un sito-blog di recensioni e articoli sui fumetti, a cura di Orlando Furioso , originario di Torino, e con altri collaboratori sparsi. Il sito, trasportato nel 2009 circa su blogspot.com, ha avuto nel corso degli anni tante “incarnazioni” fino a diventare “Pensieri di carta”, blog quasi solitario di Orlando con scritti anche di libri, musica ed altro, e poi nel 2021 fu chiuso dal suo autore.
Nel 2017 anche il sito specialistico LO SPAZIO BIANCO aveva scritto di questo blog, in un speciale intitolato Pionieri della Critica fumettistica sul Web.
The Phantom – L’Uomo Mascherato
di ORLANDO FURIOSO (articolo originario del 15 settembre 2014)
“Ma questa è una donna!”
”E anche questa! La banda aerea è formata da sottane!”
”Per poco non mi hai ucciso. Fortuna che la tua mira non è perfetta!”
”Farò meglio la prossima volta! E dica ai suoi uomini che noi siamo donne e non “sottane”.”
Dunque, qual è il segreto?
Un fumetto pubblicato originariamente nel 1936 (settantadue anni fa, nel 201, NdR) riesce, già alla sua terza vignetta, a catturarmi in modo così totalizzante al punto da non lasciarmi sentire nient’altro che i rumori dell’oceano, della giungla e le parole dei personaggi.
Deve per forza esserci un segreto.
Dunque il segreto di queste storie di The Phantom, opera di Lee Falk, creatore e scrittore, e di Ray Moore ai disegni, è comune a quello di altri Grandi Fumetti: in qualche modo riescono a bypassare decenni, mode, gusti, canoni e l’erosione del tempo.
Non posso pensare che sia qualcosa di calcolato, anche perché prevedere effetti futuri su una cosa così aleatoria come una storia a fumetti non credo sia semplice o possibile. Non credo che i Grandi Maestri del Fumetto fossero, mentre creavano i loro capolavori, pienamente coscienti della potenzialità e della grandezza di ciò che stavano facendo.
Di sicuro – voglio crederlo fortemente – c’entrano amore e magia. Certo: i soldi, la professione, sbarcare il lunario, superare la concorrenza e tutte le altre cose ben poco romantiche che si accompagnano a moltissime delle grandi opere e creazioni a fumetti (e non solo); ma l’amore deve entrarci in qualche modo, non credo sia possibile diversamente.
Amore sconfinato per l’Avventura e per il narrare (Falk fu anche scrittore e regista per il teatro oltre che romanziere).
Pura avventura, narrata con un ritmo incalzante ed efficace ancora oggi e nonostante l’inevitabile rimontaggio delle strisce: avventura condita con suspence, continui cliffhanger, sentimento, lotta e una perfetta, sapiente dose di ironia. Tutto questo magistralmente orchestrato dalla scrittura di Falk e dai bellissimi disegni di Moore contribuisce a far calare chi legge in un’atmosfera senza tempo, esotica e sospesa tra il batticuore, la tensione e la speranza.
Parlavo di amore perché non possono essere stati solo il denaro e le necessità di sopravvivenza a far sì che Lee Falk abbia scritto ininterrottamente le avventure di Phantom dal 1936 fino all’anno della sua scomparsa avvenuta nel 1999.
Dietro la sceneggiatura di Falk si percepiscono chiaramente il divertimento e la passione da lui stesso provati nell’ideare quelle storie, che pescano in modo originale dai fuilleton ai pulp-crimes, passando per i precedenti eroi mascherati come Zorro, mescolando tutte queste suggestioni in un’opera nuova e per l’epoca molto originale. Tant’è che il suo successo fu immediato e strepitoso, oltre che meritatissimo.
The Phantom, detto anche l’Ombra che Cammina, è una sorta di archetipo del supereroe: è probabilmente il primo in ordine di tempo ad indossare una calzamaglia come costume e pur non avendo superpoteri (ma grandi responsabilità sì!) ha caratteristiche psico-fisiche che lo rendono più forte, veloce, potente e intelligente di un comune essere umano. Eccezionale, ma restando pur sempre un uomo, anche se gli abitanti e le tribù della giungla lo considerano immortale, un Fantasma, un’Ombra.
Una storia risalente a secoli addietro lo ha portato a un giuramento solenne e totale: proteggere gli innocenti:
“Dedico la mia vita alla distruzione di tutte le forme di pirateria, avidità e crudeltà. I miei figli e i loro figli seguiranno le mie orme”
Giuramento piuttosto impegnativo che obbliga innanzitutto ogni Phantom a essere padre e a sperare di non avere solo figlie femmine…
Le sue storie si svolgono in terre che non ha importanza identificare con precisione sul mappamondo: sono comunque archetipi di quell’esotismo occidentale che prese piede sin dalla fine del Settecento. Giungle e pagode, savane e foreste, selvaggi antropofagi, belve feroci… “naturalmente” tutto sotto l’attenta e benevolmente paternalistica guida dell’Uomo Bianco, signore assoluto sempre e comunque.
Ma per carità, non andiamo a ideologizzare The Phantom ché faremmo la triste figura (e fine) dell’Hergé “razzista” e non mi pare il caso: The Phantom è il prodotto di un’epoca che stava faticosamente uscendo dal periodo coloniale e Falk un normale uomo occidentale della sua epoca (era nato nel 1911).
L’ottica stessa nella quale agisce L’Ombra che Cammina è quella paternalistica dell’uomo bianco che vuol vedere nel “buon selvaggio” le potenzialità per diventare più “civilizzato”.
La struttura originale delle storie, una striscia formata da tre o quattro vignette che veniva pubblicata quotidianamente sui giornali dell’epoca, fa sì che testo e disegni dovessero continuamente stimolare l’attesa dell’accadimento successivo e che quindi la storia non potesse mai permettersi punti morti o parti poco dinamiche, pena l’immediato calo d’interesse da parte del pubblico.
Come ben spiega Enrico Fornaroli nell’introduzione al volume su Mandrake e L’Uomo Mascherato dei Classici del Fumetto di Repubblica (n. 15, 2003):
“Una striscia giornaliera è costruita in modo che la sua lettura non sia troppo veloce e che la situazione narrativa non risulti incomprensibile anche a chi ha perso qualche puntata o a chi, semplicemente, ha la memoria corta. L’abilità di Lee Falk in questo campo è sorprendente: anche lette una dietro l’altra le sue strisce non sono mai ripetitive.”
Dunque il risultato erano – e sono – sequenze riuscite, efficaci, divertenti, emozionanti e coinvolgenti; storie meritevoli di essere lette oggi come settantadue anni fa.
E’ evidente che per chi legge oggi quelle storie, esse appaiono in certe parti ingenue, sopra le righe (aggiungerei “deliziosamente”!) e, quando si tratta di sentimenti, abbastanza impacciate, e forse per questo ancor più tenere in quei pochi, romantici e appassionati momenti d’amore tra l’Ombra e la sua fidanzata Diana Palmer.
E’ proprio lei, Diana, il primo personaggio a comparire nella prima vignetta della prima striscia: una donna forte che atterra con un cazzotto il suo istruttore di boxe.
E ancora, le donne sono le protagoniste della seconda storia del volume (“La banda aerea”): una gang di criminali formata esclusivamente da donne guidate da una baronessa pronta a tutto.
Ma non ci si aspetti un fumetto femminista: siamo nel 1936 ed è già “tanto” che qualche privilegiata, come Diana Palmer che viene da una ricca famiglia borghese, possa più o meno decidere della sua propria vita.
Dicevo all’inizio di queste righe che, per me, The Phantom ha un segreto, un “qualcosa” che gli permette di oltrepassare la barriera del tempo senza perdere in godibilità e senso della meraviglia e questa non è una caratteristica che possa accomunare indiscriminatamente tutti i Grandi Fumetti del passato: ci sono Grandi Fumetti che pur non perdendo un briciolo della loro importanza storica, riletti oggi non ce la fanno a sfondare quella porta corazzata di “saputoneria”, cinismo e “ormai-ho-già-visto-tutto” che ahimè ci portiamo un po’ tutt* dietro, specie se leggiamo fumetti da un bel po’. Farne i nomi sarebbe ingeneroso (e comunque, si tratta sempre di mie opinioni personali).
Al contrario, queste prime, splendide avventure del primo super-eroe in calzamaglia della storia dei fumetti, pur “vecchie” di settantadue anni, con disegni che anche senza l’uso di linee cinetiche pare si muovano e schizzino fuori dalla pagina, narrano avventure che funzionano ancora egregiamente, raccontano storie capaci ancora di coinvolgere e divertire tantissimo chi abbia la fortuna di leggerle.
Al solito, sono una frana coi “riassunti”, quindi fidatevi di voi stessi/e: andate in edicola o in fumetteria, prendete questo volumone in mano, sfogliatelo, annusatelo, rigiratevelo, leggetene qualche tavola e poi decidete. Decidete per il meglio: leggetevelo tutto!
Outro: Fuori Tempo Massimo?
Fa sorridere me stesso questo mio grandissimo entusiasmo dimostrato solo oggi, per un fumetto pubblicato in Italia sin dal 1936, soltanto sette mesi dopo la sua prima apparizione americana.
In realtà il mio incontro con L’Ombra che Cammina è piuttosto datato: ogni tanto, quand’ero piccolo, quindi moltissimi anni fa, me ne capitava qualche albo in casa, prestato da qualche amico di famiglia (dei miei fratelli maggiori) o vinto a carte o comprato da mio papà in qualche stazione ferroviaria per alleviare l’attesa di un treno.
Ho diversi ricordi legati all’Uomo Mascherato: il suo costume rosso (questo è il colore scelto in Italia per il suo costume), i pigmei piccoli e grassottelli della tribù dei Bandar e soprattutto il Teschio, un topos ricorrentissimo, anzi direi fondante, nella mitologia del nostro eroe.
Ricordo questi giornalini spillati con coloratissime copertine e una grossa testata, ricordo che li leggevo e mi piacevano, ma poco dopo, nel 1970, arrivarono in Italia i supereroi della Marvel che mi diedero qualcosa in più: una storia che continuava albo dopo albo e non finiva mai, in cui tutto era collegato e nella quale mi era più facile, anzi mi era assolutamente naturale, identificarmi.
Inoltre c’erano i poteri, i superpoteri ossia tutti i miei sogni descritti lì davanti ai miei occhi, su carta: bastava aprire il giornaletto e la realtà si sgretolava in un istante per riformarsi, mille volte più emozionante, nella mia fantasia.
Per qualche anno nelle mie letture non ci furono più occasioni per The Phantom e la sua Giungla. Colpa mia.
Solo recentemente, grazie alla collezione I Classici del Fumetto di Repubblica col già citato n. 15 del maggio 2003 (“Mandrake e L’Uomo Mascherato”) e poi con I Classici del Fumetto di Repubblica Serie Oro n. 18 del gennaio 2005 (“L’Uomo Mascherato – Il Mito dell’Ombra che Cammina”) ri-scoprii con grande entusiasmo alcune di quelle storie.
Da allora, pur non essendomi dato alla caccia di ristampe o albi antichi – che probabilmente non potrei comunque permettermi – ho riletto diverse volte quello splendido volume (e con esso anche quello dedicato a Mandrake, dello stesso Autore) e nella mia testa si è liberato un posto per eventuali e desiderate altre uscite.
Qualche anno dopo, nel 2009, l’Eura Editoriale (ora Aurea) fece uscire una nuova testata dedicata a Phantom – L’Uomo Mascherato, che però chiuse dopo solo sei numeri nell’ottobre del 2009. Comprai tutti e sei le uscite e mi dispiacque molto per la chiusura della testata.
Ma evidentemente il vero amore per l’Ombra doveva scattare con questo prezioso volume della Mondadori Comics che ristampa filologicamente le sue prime otto storie, del quale spero ardentemente ci sia presto un seguito (e poi, sognare non costa nulla, altri seguiti ancora).
Fuori tempo massimo dunque?
Probabilmente sì, ma l’amore arriva quando vuole, fregandosene di mode ed età e il tempo in cui arriva è sempre quello giusto!
Buonissima lettura!
Note a Margine:

The Phantom – L’Uomo Mascherato
di Lee Falk, testi
Ray Moore, disegni
Volume a cura di Max Bunker
(8 storie complete dal febbraio 1936 al gennaio 1939)
vol. cartonato, b/n, 640 pag.
costo originario euro 14,99
(si trova ancora allo stesso prezzo nei siti di vendita on linem su Amazon ed anche su e-bay)
Mondadori Comics
Per leggere tutti gli articoli, che stiamo estraendo dal blog FUMETTI DI CARTA,
ecco la relativa pagina con tutti i link
Biografia

Sono Orlando Furioso e col nome che mi ritrovo non ho mai avuto bisogno di un “nickname” 🙂
Leggo fumetti da 61 anni, avendo cominciato a 4 anni con Topolino e Almanacco Topolino. Ciò non fa di me uno specialista (non sono, ahimè, specialista in nulla), ma solo un appassionato o meglio: un innamorato.
Ho esplicitato questa mia passione dal 1992 al 1999 su una fanzine cartacea autoprodotta – una queerzine: Speed Demon – e dal 2001 al 2021 in un sito, poi blog, presente su vari “url” come Fumetti di Carta, chiuso poi nel 2021.
Ho sempre scritto con molto cuore e, giocoforza, poca tecnica e l’affetto di lettori, lettrici e collaboratori ha sempre colmato quell’inevitabile “gap” tra passione e (mancanza di) professionalità.
L’Amico Mario Benenati e l’Associazione Fumettomania mi concedono, e concedono alla vecchia Fumetti di Carta, la possibilità di avere ancora una affettuosa presenza in rete. A loro e a chi leggerà va il mio “grazie!”.
Orlando Furioso
TITOLI DI CODA
L’ARCHIVIO DI FUMETTI DI CARTA (2000-2021)
Cosi scriveva Orlando furioso nel 2009 circa , e nel 2025 conferma più che mai quelle parole di16 anni fa.
Questo blog (http://fumettidicartarchivio.blogspot.com/, nel 2009, Ndr) è stato creato unicamente per non perdere o disperdere i vecchi articoli del sito www (punto) fumettidicarta (punto) it, una webzine di recensioni, commenti, articoli sui fumetti e su tutto ciò che ai fumetti attiene.
Fumettidicarta NON è, invece, un “sito-di-critica” né tantomeno una “raccolta di news” sui fumetti: per queste cose ci sono già online ottimi siti che svolgono benissimo il loro “lavoro”.
Ma se siete capitati qui è molto probabile che conosciate già fumettidicarta e quindi sapete già cosa trovare e cosa non trovare qui, in questo archivio.
Un tempo le persone che componevano la redazione di fumettidicarta (o anche i collaboratori occasionali) scrivevano anche di libri, cinema, musica e politica; da circa due anni, invece, la webzine si occupa solo di fumetti e di argomenti ad essi strettamente collegati.
Questo archivio serve anche per non perdere quegli scritti che coi fumetti non hanno nulla a che fare, ma molto hanno a che fare col clima, anche “affettivo”, che per un po’ si respirò all’interno della redazione “allargata” di fumettidicarta.
Bei ricordi, teneri ed affettuosi, che non ci impediscono però di amare ancor di più la nuova strada intrapresa – quella solofumetto – che ci permette di esprimerci come vogliamo e come sappiamo, con la stessa libertà (e la stessa assenza di wannabe-ismo…) di sempre.
Buona ri-lettura! 🙂
O.F.







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