8° Salone Internazionale del Fumetto e dell’Animazione (3-5 marzo 2006)

Reportage Comicon a cura di Ambrogio ISGRO’

Venerdì 3 Marzo

Anche quest’anno (sana abitudine da prescrivere a tutti i fumettari, e non solo a loro) ci troviamo al Comicon a Napoli. Arrivati il venerdì pomeriggio a Castel Sant’Elmo, sbrighiamo la pratica accrediti e (dopo lo zainetto dell’anno scorso) ci becchiamo una comoda borsa (il prossimo anno un bel trolley, mi raccomando!).

Prima ancora di effettuare i saluti di rito, le nostre forze sono orientate ad ottenere gli ingressi per la prima nazionale di V for Vendetta (perché tradurne il titolo?), principale attrazione visiva della manifestazione. Rapido giro e primi acquisti, posizionamento di buste-borse-giubbotti allo stand del Centro Fumetto A.Pazienza e, prima di buttare le nostre stanche ossa sulle poltroncine dell’auditorium, trovo il tempo di incasinare la testa di Millidge per un buon quarto d’ora: compro qualche numero di Strangehaven e approfitto della sua presenza per un disegno…al mio turno chiedo al simpatico inglese di disegnarmi “qualcosa di magico”, risultato: si blocca la sua vena creativa (più tardi scoprirò che era andato avanti disegnando castelli a tal punto che «tanto valeva portare delle fotocopie…»), cerco di tranquillizzarlo dicendogli che è libero di disegnare qualunque cosa…alla fine mi accontenterò di un (ad essere sincero, mediocre) incappucciato con tanto di simboli e la dedica «something “magical” for…».

Tra le cose interessanti della giornata che mi sono perso, segnalo la rassegna sull’animazione tedesca e un incontro per addetti ai lavori incentrato sulla Critica del Fumetto in Italia.

Novità di questa edizione è la musica mandata dai dj nel bar.

Prendo posto in sala per vedere l’atteso film (in inglese, sottotitolato in italiano), mentre si conclude l’incontro con Lloyd e Delano. Per fortuna quest’anno niente perquisizioni all’ingresso (chi l’anno scorso era presente, sa a cosa mi riferisco). Il film si rivela essere molto bello (soprattutto per chi il fumetto non lo conosce), riuscendo a mantenere per un paio d’ore un buon livello di tensione. Grandiosa la prova degli attori e molto ben curate scenografie e scene d’azione (d’altronde le menti che stanno dietro a Matrix sono una garanzia in questo senso). Unico inconveniente, durante la proiezione, la sfasatura sottotitoli/film che si è verificata un paio di volte (per fortuna prontamente risincronizzati).

Così, usciti dal castello, torniamo in zona stazione (dove alloggiamo) e, dopo un paio di tentativi andati a vuoto per una pizza, vista l’ora ci arrendiamo a un infido carrozzone che per 15€ (!) ci rifila tre panini gommosi e una birra.

Millidge in posa dopo una delle sue dediche
Millidge in posa dopo una delle sue dediche. Per gentile concessione

Sabato 4 Marzo

Dopo una dolce colazione, ci avviamo a vivere quella che, come ogni anno, è la giornata più interessante. Valutata la mole di incontri previsti, decido di rimandare all’indomani la “vivisezione” delle mostre. Tra uno sguardo alle hostess (sempre carine e disponibili), acquisti e disegni, promozione della fanzine e chiacchierate varie, alle 14 vado a seguire l’incontro “I figli di Max e Moritz”, sul fumetto tedesco. Quest’anno infatti il Comicon è dedicato al fumetto inglese e tedesco, con particolare attenzione alla sceneggiatura. Un’ora interessante in cui gli alemanni (tra i presenti Flix, Mawil, Lust, Pfeiffer e il grande König) hanno spiegato come va il fumetto da loro, come si è arrivati a questa generazione di autori e trovato il tempo di sorridere della consueta confusione italica (rumori improvvisi e prolungati che coprivano la voce di chi parlava, gente venuta per l’incontro successivo che non avendo di meglio da fare chiacchierava allegramente…).

In particolare König spiega come i suoi fumetti (storie comiche sul mondo omosessuale) sono stati inizialmente accolti, fino ad arrivare al (meritato) successo internazionale. Riesco in extremis a domandargli cosa ne pensa della trasposizione in celluloide di Killer Condom (presentato all’Orso d’oro di Berlino nel ’96, che sarebbe stato proiettato quella sera nell’auditorium): «Dopo il successo del precedente film (Der Bewegte Mann, nda) che ha portato in Germania milioni di persone ai botteghini, hanno pensato di poter ripetere l’operazione comprando i diritti di Killer Condom. Dicono che i tedeschi non sappiano fare film: in questo caso posso confermarlo. Non l’ho visto al cinema, ma in una videocassetta che mi è arrivata a casa: volevo uscire mascherato per non farmi riconoscere…»!

Rapido giro per rendermi conto del sovraffollamento alla proiezione di Rat-Man contro Rasta-Man, nutrimento minimo per sopravvivere e mi trovo nuovamente in sala incontri in tempo per salutare il sempre impegnato Luca Boschi e prendere posto per ascoltare Chris Claremont (un mito della mia adolescenza). L’incontro non si rivela il massimo della vita, con X-Chris impegnato a rispondere a domande (non me ne vogliate) che assomigliano molto a quelle della simpsoniana parodia del fumettaro… Così, tra una battuta con la moglie che nel frattempo ha fatto il suo ingresso in sala e i figli che prendono posto accanto a lui, il pacato Claremont ribadisce che le vecchie sottotrame non saranno riprese, visti i cambiamenti che gli X-Men hanno affrontato nel frattempo, che lavorare tenendo conto di altri sceneggiatori implica delle limitazioni, ma è anche stimolante e che Grant Morrison ha svolto e svolge tutt’ora un ottimo lavoro.

Mi tengo stretto il posto a sedere, perché arriva l’incontro (almeno per chi scrive) più interessante del Comicon: si parla di sceneggiatura, mettendo a confronto la realtà seriale italiana (presenti Castelli e Cajelli) e la linea Vertigo (Delano, Millidge, Karasik e il “boss” Karen Berger).

Foto degli incontri al Comicon, con gli autori tedeschi.
Foto degli incontri al Comicon, con gli autori tedeschi.

Tutto procede in maniera rilassata con Castelli simpaticamente nei panni del traduttore per spiegare meglio alcuni concetti che sfuggono al “conduttore/traduttore” di ruolo (a proposito di questo simpatico personaggio, è divertente notare come alle volte “interpreti” domande e risposte nel tradurle e ci metta delle sue considerazioni personali in mezzo che provocano l’ilarità del duo Berger/Delano). Ognuno degli sceneggiatori descrive il proprio modo di arrivare a creare una storia, mettendo in conto anche i tempi di “produzione” richiesti dalle case editrici. Dopo il primo giro di interventi e qualche ulteriore considerazione, si passa alle domande del pubblico. Millidge non interverrà più, mentre la parte del leone la fanno Delano e Castelli. Si trova l’occasione anche per parlare di Jack Kirby (sia come fonte d’ispirazione, sia per la ripubblicazione della sua opera presso DC Comics) e per glissare sulle differenze di compenso tra Vertigo e Bonelli. Infine la Berger risponde riguardo all’eventualità di accettare sceneggiatori nostrani alla loro corte: è fondamentale che il lavoro sia fatto in inglese, cosa che richiede particolare padronanza della lingua. Castelli aggiunge che anche per la Bonelli vale, ovviamente riguardo agli sceneggiatori stranieri, lo stesso.

Foto degli incontri al Comicon con Karen Berger e Delano, con Castelli e Cajelli.
Foto degli incontri al Comicon con Karen Berger e Delano, con Castelli e Cajelli.

È tempo di andare in auditorium dove, come di consueto, si svolgerà la cerimonia di consegna dei premi Micheluzzi. A precederla la consegna del premio Nuove Strade (in collaborazione col Centro Fumetto A.Pazienza) a Giacomo Nanni.

Quest’anno il sistema di premiazione è stato modificato. Innanzitutto è stato istituito un comitato di selezione formato da 5 critici italiani, per sceglier le nomination. I fumetti sono stati divisi in 2 categorie: opere seriali (generalmente destinate alle edicole, a loro volta divise in due generi: realistico e umoristico) e opere uniche (graphic novel, generalmente destinate alle librerie). Inoltre per il fumetto estero si è allargato a 6 il campo delle nomination, con un premio assegnato alla miglior serie e uno al miglior libro. Scompare il premio agli editori.

La giuria, presieduta da Castelli, composta da Sergio Brancato (docente universitario e sociologo), Giusto Doni (direttore Canal Jimmy), Paul Karasik (docente oltre che scrittore) e Meg (cantautrice), ha premiato:

Serie regolari

Realistiche

Sceneggiatura – A.Bilotta per La Dottrina n°3 (Magic Press)

Disegno – Majo per Dampyr n°66 (Bonelli)

Serie – Dampyr (Bonelli)

Umoristiche

Sceneggiatura – G.Zoboli per Pilly (pubblicato in Baribal)

Disegno – P.Campinesi, A.Dalena, P.Ferrante, A.Rea per Monster Allergy n27

Serie – Rat-Man di Leo Ortolani (Panini)

Serie estera – Bone di Jeff Smith (Panini)

Libro estero- Cinema Panopticum di Thomas Ott (Black Velvet)

Libri

Sceneggiatura – Una lacrima sul viso di G.Mascitelli (I Cani)

Disegno – Questa è la stanza di Gipi (Coconino)

Libro – Fats Waller di C.Sampayo & Igort (Coconino)

Riedizione – Diario Vitt di Jacovitti (La Repubblica)

Finita la cerimonia, approfittiamo della bella serata per andare a cena e fare un giro del centro storico con il gruppo dei palermitani ed un paio di indigeni.

Durante questa giornata al Comicon c’erano anche: la rassegna sull’animazione tedesca (piazzarla contemporaneamente all’incontro con gli autori tedeschi, non è stata una bella mossa), i video di Nicolas Mahler Flaschko e Der Park, gli incontri mattutini (la consegna dei premi ComicUS Prize del sito Comicus.it, il confronto tra editori americani ed europei, la presentazione dei progetti underground e “Ignatz: manifesto dell’editoria nomade”) e una serie infinita di proiezioni.

Igort che si intrattiene sul palco, dopo aver ricevuto il premio Micheluzzi.
Igort che si intrattiene sul palco, dopo aver ricevuto il premio
Micheluzzi.

Domenica 5 Marzo

Alzatici un po’ sfatti dalla sera precedente e dal poco dormire, torniamo ad approfittare dei dolci napoletani per riprenderci. Constatato che il tempo comincia ad annuvolarsi, torniamo per l’ultima (sigh!) giornata al Comicon. La giornata odierna la dedico (finalmente!) alla visione accurata delle mostre presenti in fiera. Ad onor del vero, rispetto non solo all’eccezionale annata francofona, ma anche a quella nippo-coreana, le tavole degli inglesi non sono molte e poche quelle degne veramente di nota (e comunque la maggior parte fin troppo conosciute). Molto interessante la parte della mostra dedicata alla sceneggiatura che ambisce a portarci a un viaggio all’interno della mente degli autori. Tra frasi di Gaiman & co. e particolari installazioni, mi perdo piacevolmente tra gli appunti originali per le sceneggiature, a cui vi rimando, scoprendo che Millidge fa abbondante uso di foto, usando persone reali, per poi disegnarle. In questa mostra è allestito anche, per la prima volta, uno spazio sceneggiatori dove poterli incontrare. Mentre Claremont dà un’occhiata in giro e Lloyd rilascia un’intervista, passo all’altro piatto forte: il nuovo fumetto tedesco. Oltre a numerose tavole mai viste in Italia, c’è un nutrito numero di fumetti (in inglese) sul tavolo da poter leggere. Mentre in giro infuriano i ragazzi del Cosplay e quelli delle scuole (presenti per il premio Imago) a portare confusione e note di colore, riesco a isolarmi mentalmente per gustarmi i sorprendenti teutonici.

Particolare di una tavola di "V for Vendetta" capolavoro a fumetti di Alan Moore e David Lloyd.
Particolare di una tavola di “V for Vendetta” capolavoro a fumetti di Alan Moore e David Lloyd.

Tra tutti mi colpiscono Urban Elphes (visionario, pieno di occhi alieni e senza parole) e l’impegnato Chernobyl + 20 (a trailer) di Kai Pfeiffer, il leggero People Not Seen di Dirk Schwieger (tratto realistico e bell’uso del b/n), il poetico NeoTokyo di Oliver Grajewski, il divertente campeggio di We can still be friends di Mawil e soprattutto Ghost di Sascha Hommer (in cui il mondo è diviso tra gli umani che vivono in oscure città, caratterizzate dal disegno “puntinato” in stile Lichtenstein, e la solare campagna abitata dagli insetti, dove il puntinato resta solo in case, cespugli e zone d’ombra). Unica nota stonata: i cari tedeschi (a differenza dei coreani l’anno prima) non hanno portato un fumetto che fosse uno in vendita… In attesa che gli editori italiani più coraggiosi comincino a pubblicarli anche da noi, potete farvi un’idea (e scaricarne qualcuno) coi vostri occhi su www.electrocomics.com (dove trovate anche autori italiani) e www.monogatari.de.

Foto di una delle tavole esposte degli autori tedeschi.
Foto di una delle tavole esposte degli autori tedeschi. Per gentile concessione

Futuro Anteriore (organizzata dal Centro Fumetto A.Paz) permette di vedere, come sempre, le nuove leve nostrane, tra questi Alessandro Tota di cui vi invito a visitare il diario on-line www.pupazzetti.splinder.com, ponendo l’accento sulle esperienze collettive (Self Comics, I Cani, Canicola…). Tra gli altri autori in mostra, piace segnalare anche Manuele Fior, Francesco Cattani, Antonella Toffolo, Michelangelo Setola e Amanda Vähämäki.

Il restante tempo lo spendo per gli ultimi acquisti, quattro chiacchiere, qualche disegno e il tentativo di vedere Wolf’s Rain. Fallita la possibilità di vedere un-cartone-uno per sovraffollamento, torno mestamente tra gli stand per gli ultimi saluti e per dare (come consuetudine) una mano a sistemare lo stand del Centro Fumetto A.Paz.

Ad accoglierci fuori troviamo la pioggia, che non manca mai nel week-end del Comicon. Ultima cena ancora con simpatici palermitani e napoletani e, dulcis in fundo, brindisi in compagnia di SmokyMan ed altri fumettari.

La domenica c’erano anche: l’incontro con Bacilieri e König presentato da Kappa ed., la presentazione della nuova miniserie Bonelli Demian, La fattoria degli anormali progetto “crossmediale” realizzato da Cut-up ed. e XLAB, un’altra serie infinita di proiezioni.

Lunedì 6 Marzo

Parte di una tavola della mitica serie inglese di "Dan Dare"
Parte di una tavola della mitica serie inglese di “Dan Dare”

Sarebbe la mattina ideale per recarsi all’istituto di lingua tedesca Goethe per vedere la mostra sul fumetto tedesco I figli di Max e Moritz, ma la sfiga ci coglie sotto forma non solo di copiosa pioggia, ma anche di sciopero dei mezzi. Quindi, carichi come muli, dopo

una “rinfrescante” passeggiata tra la stazione e via Toledo, ci rechiamo in stazione, consci di abbandonare dolci e fumetti, ma consapevoli anche di esserci goduti un altro Comicon (che anche quest’anno ha riscontrato un buon afflusso di pubblico), cioè la migliore mostra in Italia dedicata al mondo, a noi tanto caro, dei fumetti.

A proposito, il prossimo (e sarà la nona edizione) si terrà a Maggio (2007, ovviamente!), ma ancora non si conosce il tema principale (i paesi da ospitare, per certi versi, sono finiti).

Tutti invitati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.