Il mese di agosto è stato veramente intenso!
Talmente così pieno di impegni, legati allo speciale sui 60 anni dell’Uomo Ragno, che dopo che la prima parte del n. 6 della fanzine pubblicata il 6 agosto, e la seconda parte il 7 agosto, i rimanenti articoli li stiamo pubblicando tra ieri, oggi e domani.

Il giorno dopo il nostro anniversario (il nome Fumettomania, infatti, fu inserito nella denominazione dell’associazione il 12 settembre 2012, esattamente 10 anni fa, NdR) ecco l’ultima parte degli articoli che costituivano il n. 6 della fanzine Fumettomania.
Oggi l’attenzione sulla Valiant (del 1995) che negli anni 90 presentò delle ottime proposte, fino a quando…. lo scoprirete leggendo l’articolo.

Si ringrazia il socio Antonio Barreca per aver sistemato le scansioni dei testi di questi articoli.

Buona lettura

Mario Benenati, responsabile del sito Fumettomania Factory Magazine


Il sommario del n. 6 (novembre 1995)


C’ERA UNA VOLTA LA VALIANT E CO.

di Domenico Cutrupia e Ambrogio Isgrò

Solar, Man of the Atom #3 (1991)
Solar, Man of the Atom #3 (1991)

Ah l’America! Terra di sogni, di promesse, di magie. Terra di grandezze e di miserie. Terra di meteore che dapprima sono tanto luminose da accecare, poi quasi scompaiono.

Ricordate la VALIANT? Dicevano che avrebbe scardinato, insieme alla tuttora benemerita IMAGE, il funesto duopolio MARVEL e DC. Quante lodi, quanti apprezzamenti a quei valorosi condottieri della narrativa disegnata che avevano trasformato una neonata indipendente in una major. Jim Shooter, Barry Windsor Smith, Joe Quesada, Bob Layton, sono i nomi eccellenti di quel manipolo di ‘eroi’. Un anno circa di roba da far leccare i baffi e poi l’oblio. Ovvero un mistero tuttora insoluto.

Shooter, Windsor Smith, Quesada, che avevano lasciato il segno con storie stupende come quelle di Solar e X-O Manowar, abbandonano, clamorosamente, la nave. Da quel momento tutti ad additare la nave alla deriva.

Certo, l’apporto di questi geni è stato importantissimo per portare la VALIANT a un livello qualitativo non inferiore alla IMAGE, ma può tutto ciò essere stato solo merito loro? Noi non lo crediamo, in fondo, il tanto osannato Shooter, con tutto il suo impegno e la totale autonomia di cui poteva godere nell’audace progetto Defiant (Sfidante) ha fatto cilecca; Quesada è uscito dalla nebbia solo da poco, e in tandem con Palmiotti ha fondato la Event Comics, debuttando con lo stupendo pompiere/supereroe Ash; Windsor Smith, a parte Rune, non ha fatto niente di eclatante.

Secondo il nostro modestissimo parere è stato tutto quel gridare alla nave che affonda a danneggiare l’immagine, e conseguentemente i risultati commerciali, della pur valida Valiant. Il tutto unito a qualche storia non riuscita e a una certa cecità dei dirigenti – che ci ricorda quella di Marvel e DC – nel non dare una giusta autonomia agli autori.

Che ci resta adesso? Forse non riusciremo neanche a vedere, qui in Italia, quanto di buono ha prodotto la Valiant. A causa della continua crisi del mercato provocata dall’ aggressività della Marvel Italia che punta più sui gadgets che sulla qualità dei prodotti editati, Turok sospenderà le pubblicazioni col numero 20 e l’ottimo X-O lascerà col n.13. E pensare che fino a non molto tempo pessime testate vivacchiavano anni e anni.

Povera Valiante poveri noi. Poveri noi che abbiamo perso un’altra occasione per sognare fantastiche avventure per la ‘morte cerebrale’ dell’Ultraverse. Triste parabola quella della MALIBU e del suo Ultraverse, trasformatosi da universo supereroistico dell’anno 1993 a misera appendice del fagocitante universo MARVEL.

La MALIBU COMICS, dopo avere perso l’ormai avviata Image, investì i soldi guadagnati con le opere di McFarlane e soci nella creazione dell’Ultraverse. Un universo supereroistico che, nonostante la presenza di grossi nomi come l’osannato Windsor Smith; il grande autore di storie di fantascienza Larry Niven; il fautore della rinascita di Wonder Woman, George Perez; il creatore di Man Thing, Steve Gerber e ancora, di Mike ‘Batman’ Barr di Steve ‘Cap. America’ Englehart, puntava soprattutto su tantissime, alcune veramente ottime, idee.

Ne era uscita fuori una serie di prodotti molto validi, come Exiles, Break Thru, Sludge, Night Man, Rune e Mantra. Ci piace ricordare quest’ultimo soprattutto per l’originalissima idea che lo caratterizzava: un uomo intrappolato nel corpo di una donna! Più in generale, le storie erano di un realismo inusuale e rifuggivano dai banali cliché delle storie supereroistiche.

I lettori erano affascinati dalla sfida lanciata dall’Ultraverse ai colossi MARVEL e DC. Una sfida che si basava, oltre che sull’originalità e sul realismo, sulla precisione: i puntuali e ben congegnati collegamenti fra le testate dell’Ultraverse avrebbero eliminato le incongruenze e le incoerenze tipiche degli universi MARVEL e DC.

Ma, ancora una volta, dopo un annetto di prodotti scintillanti, arriva l’oblio. Dopo poco tempo apprendiamo che, a causa del dissesto finanziario, la MALIBU viene assorbita dalla MARVEL. Proprio quella MARVEL a cui i creatori dell’Ultraverse volevano insegnare come fare fumetti. Ora ci tocca apprendere nelle news della ‘morte cerebrale’ dell’Ultraverse.

Come vorreste chiamare ciò che sta accadendo? Alcuni esempi: Lokis doppia NightMan, Mantra diventa totalmente donna perdendo la sua principale fonte di interesse, gli Exiles vengono resuscitati per essere inseriti nella continuity mutante e, orrore fra gli orrori, nasce Spider Prime. Speriamo che Hardcase, Prime e soci escano dalle loro pagine colorate per vendicarsi su chi li ha svenduti e su chi sta commettendo questo immane scempio. C’era una volta l’Ultraverse.

FINE


Gli altri articoli, tratti dal n.6 della fanzine fumettomania, sono stati pubblicati il 6 ed il 7 agosto, 8 ed il 9 settembre.

Gli altri articoli, tratti dal n.6 della fanzine Fumettomania, sono stati pubblicati il 5 ed il 7 agosto e l’8 ed il 9 settembre

https://www.fumettomaniafactory.net/lazarus-ledd-e-sulle-tracce-di-fumettomania/


L’INTERO NUMERO SEI DI FUMETTOMANIA

copertina-prima pagina di Fumettomania #6 - novembre 1995
FM#6 – novembre 1995

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