immagine disegnata da Hugo Pratt
Ranger: Appunti di Storia del Fumetto dalle Origini a Oggi.
Disney, Marvel, DC, Bonelli e i grandi autori e personaggi indipendenti nell’Arte Grafica Sequenziale.

Nella settimana in cui sono impegnato nella preparazione della mostra per i 30 anni di Fumettomania, riesco (seppure a tarda sera) a pubblicare il secondo approfondimento a firma di Dario Janese, che è dedicato ad uno dei grandi personaggi cosmici della Marvel, un grande eroe amato dai lettori: Capitan Marvel!

Leggete i nostri articoli: l’ultimo trimestre del 2021 ed il 2022 saranno scoppiettanti!

Mario Benenati, curatore del Sito Web-Magazine Fumettomania


Lone Ranger: Seconda stagione

CAPITAN MAR-VELL, L’EROE DEI DUE MONDI

di Dario Janese

(post originari del 19, 23 novembre e 9 dicembre 2014 dalla pagina social Lone Ranger)

Captain Marvel #29 vol. 1

Capitan Marvel è un nome emblema e sintesi di primato e contraddizione come forse nessun altro nella storia del fumetto mainstream.

Primato:

  1. E’ stato il primo alieno ad avere una sua testata in casa Marvel, anticipando di vari mesi il più celebre SILVER SURFER.
  2. E’ stato il primo protagonista Marvel ad essere soggetto a quello che oggi viene chiamato un “reboot”, cioè un rilancio tramite una revisione grafica e strutturale completa.
  3. E’ stato il primo eroe Marvel a morire (il Wonder Man di AVENGERS non conta, perché nel 1964 era un villain e non fu recuperato sino ai tardi anni ’70). E’ stato il primo eroe a veder uccisa la sua compagna, molto tempo prima di Gwen Stacy di SPIDERMAN (anche qui, Hank Pym non conta perché la moglie uccisa compare solo in un flashback di ASTONISH #44 riferito ad anni prima).

Contraddizione:

tranne il breve, magico periodo in cui le sue storie vennero scritte da una futura leggenda di nome Jim Starlin, questo eroe tormentato e tragico non fu mai amato da grande pubblico, tanto che la sua serie fu interrotta già al n.21, poi ripresa e cancellata definitivamente col 62.

Ma cominciamo dall’inizio.

E l’inizio è là dove tutto o quasi della Casa delle Idee ha avuto origine: cioè in FANTASTIC FOUR.

fantastic four #64

La civiltà aliena dei Kree fa il suo primo ingresso ufficiale nella mitologia dei FQ nel Luglio 1967, quando i 4 si imbattono nel sorvegliante robotico di un avamposto abbandonato da secoli, l’automa Sentry 451.

La sua distruzione da parte loro innesca la rappresaglia da parte del lontano impero, nella persona del Pubblico Accusatore Ronan, a sua volta sconfitto dagli eroi terrestri, attirando così l’attenzione Kree sulla Terra (come già era stato per l’Impero Skrull, suo acerrimo rivale nell’espansione nel cosmo) e ponendo le basi per grandiosi sviluppi narrativi che si protrarranno fino ai giorni nostri.

Il nome “Kree” deriva dalla civiltà perduta dei Krell dell’epocale film di fantascienza FORBIDDEN PLANET del 1956 (dal quale verrà poi preso anche il nome del villain, il dottor Morbius, usato per un noto antagonista dell’Uomo Ragno negli anni ’70).

vignetta con cap. marvel nell'identità del deceduto dottor Walter Lawson,

Fin dall’inizio i Kree appaiono diversificati tra una variante di pelle azzurra, gerarchicamente dominante, ed una in tutto simile alla nostra razza caucasica (sebbene Ronan alla sua prima comparsa fosse stato erroneamente colorato di rosa), e socialmente caratterizzati in modo fortemente militaristico. Questo aspetto era essenziale per l’autore Stan Lee, pacifista e progressista moderato ma convinto, che da subito intese usarli per mostrare l’intrinseca disumanità e la natura aggressiva di un’organizzazione sociale così strutturata.

Mar-Vell è un kree rosa, capitano dell’esercito e parte di un missione esplorativa volta ad infiltrarsi sulla Terra a scopo di studio in previsione di una futura invasione del pianeta. Un inserto drammaturgico in stile fuilleton lo vede assegnato in ricognizione solitaria dal suo perfido superiore Yon-Rogg, che bramando per sé le attenzioni della fidanzata di Mar-Vell, l’ufficiale medico Una, spera così di provocare l’eliminazione del rivale.

Un caso fortuito permette al capitano di assumere l’identità del deceduto dottor Walter Lawson, di prossimo subentro alla base militare che ha in custodia la Sentinella disattivata dopo lo scontro coi F4. Il capo della sicurezza alla base è una donna di nome Carol Danvers, che avrà un ruolo importante nelle future vicende dell’Universo Marvel.


Tutto questo si svolge in due albi di prova, i numeri 12-13 della testata large-size MARVEL SUPER-HEROES, tra Dicembre e Gennaio del 1967. Di lì a 4 mesi CAPTAIN MARVEL #1 avrebbe fatto il suo esordio nelle edicole d’America.

Captain Marvel #25 vol.1

CAPITAN MARVEL, L’EROE DI TUTTI I MONDI

Quando, dopo un avvio brillante e illuminato da Gene Colan su uno sfondo narrativo molto prossimo al FANTASTIC FOUR originario, le storie del riluttante guerriero kree si dispersero in trame altalenanti e in conduzioni grafiche discontinue, il già tiepido interesse del pubblico si diradò oltre. L’amata Una morì sulla Luna in una scena indimenticabile, Mar-Vell si scontrò col grosso calibro Iron Man, nientemeno che

fu chiamato a ridisegnarne il look e gli si diede come sidekick un comprimario di lusso come Rick Jones, vero fondatore dei Vendicatori e allora partner di Capitan America, in un legame di alternanza simbiotica beffardamente ripreso da quello tra l’originale Capitan Marvel in forza alla DC e il suo alter-ego adolescente, Billy Batson. Esito: zero.

Alla fine si optò per la sospensione indefinita del titolo, sino a che un autore interessato avesse prodotto del materiale di spessore : il che capitò a inizio 1973, quando un ambizioso e prolisso (sorta di Deadpool degli sceneggiatori Marvel) giovane di nome Jim Starlin presentò un progetto di rilancio apparentemente folle, che avrebbe richiesto il furto di un paio di numeri di serie molto seguite a titolo di preparazione, poi una decina di albi per lo sviluppo e il coinvolgimento dei Possenti Vendicatori stessi. Inutile dire che nulla di simile era stato mai tentato sino ad allora… ma Roy Thomas, fresco Editore in Capo ansioso di rinverdire i fasti dell’epoca Lee/Kirby, ne fu entusiasta e optò per la carta bianca.

Nè lui, nè i lettori se ne sarebbero dovuti pentire: questo fu chiaro fin dall’incipit drammatico di IRON MAN #55 e MARVEL TWO-IN-ONE #12, in cui Jim iniziò a scagliare eroi terrestri di primissimo piano come Iron Man e la Cosa contro gli agenti del nuovo iper-villain che avrebbe segnato come una firma l’intera sua opera futura: il folle titano Thanos, principe ereditario di un nuovo pantheon mitologico chiaramente ispirato all’Asgard e al Quarto Mondo di Kirby, e adoratore nihilista della Morte in persona, al cui servizio avanzava ora a reclamare la sovranità sull’intero Universo.

Iron man #55

CAPITAN MARVEL, UN UOMO E L’UNIVERSO

1973-74.
E’ difficile, oggi, comprendere pienamente l’impatto formidabile che l’avvento di Jim Starlin e la sua opera su CAPTAIN MARVEL, folle per i canoni dell’epoca, ebbe sulla storia successiva del fumetto super-eroico.

I parametri:

1) l’Eroe. Un guerriero con una spiccata propensione ad empatia e sacrificio, un personaggio laterale nel Marvel Universe, fu preso e proiettato nel ruolo di supremo difensore dell’Universo, anzi trasfigurato nel cosmo stesso tramite l’infusione di una “coscienza cosmica” che lo saettava di per sè nel continuum della pop-culture e della generazione beat, con il suo tema della coscienza espansa e della corrispondenza tra interiore umano e realtà esterna. CM divenne l’eroe per eccellenza della post-psichedelia, un Kerouac del fumetto d’avanguardia, per la prima volta inserito in un contesto di lettura del tutto popolare come una serie Marvel.

2) Il Nemico. Thanos, figura prometeica e demoniaca insieme, semi-dio folle e lucido insieme, titanico fin nel lignaggio storico: erede del leggendario Chronos, il Tempo dei Greci, nihilista in guerra implacabile con la pochezza della vita terrena, il suo fine ultimo è l’amore della Morte stessa, alla quale è ferocemente determinato a offrire in dote tutto ciò che vive.

Sfacciatamente ripreso dal Darkseid dei Nuovi Dei di Jack Kirby (fu Roy Thomas stesso a incoraggiare il plagio, mentre il primo layout di Starlin richiamava molto di più Metron, del quale rimase poi il trono vagante su cui Thanos amerà attraversare tempo e spazio – , il Titano Folle è il simmetrico opposto di Mar-Vell. L’uno nega la realtà con la quale l’altro si identifica.

Nello scontro metafisico tra i due, l’intero continuum Marvel verrà trascinato in una cavalcata da brivido in cui i massimi eroi – i Vendicatori, Iron Man, la Cosa e nuovi comprimari forti come Drax il Distruttore, Drago-Luna e i più spietati mercenari da tutte le razze aliene sino ad allora mostrate in tutte le testate dal 1961 in poi – appariranno come pedine sullo sfondo di una riedizione della guerra maniche tra il buio e la luce, tra l’Essere e il Vuoto.

3) Il Contesto: nelle mani di Starlin, ogni griglia narrativa salta e tutta la lezione eisneriana di deformazione dello spazio di lettura e sua trasformazione in strumento grafico viene spinta ad estremi mai visti prima, con la sola eccezione di Steranko: ma mentre la rivoluzione dell’altro Jim non esonda dalla grafica alla struttura del medium, questo Jim fa oltre a distorcere, spezzare, ribaltare arriverà in seguito a far rivolgere i personaggi al lettore, interrompendo le storie con improbabili e beffardi riassunti parodia dell’obbligo dell’epoca di compendiare la puntata precedente all’avvio della successiva (nella run su Warlock da STRANGE TALES #178 a WARLOCK #15).

All’epoca non pochi sollevarono dubbi di blasfemìa sulla trasformazione di Thanos in “dio” all’epica chiusa di CM 31, e dopo il cataclismico finale in cui un Mar-Vell alle soglie dell’oblìo trova un ultimo slancio per spezzare il Cubo Cosmico causando il collasso della Realtà, davvero poco restava da poter aggiungere alla trama e al personaggio.

Starlin decise da subito di abbandonare la serie per proseguire il suo trattamento sulle pagine di Warlock, dove proseguirà la faida con Thanos – ma non senza prima aver posto le basi di quello che sentiva come l’epilogo posponibile ma necessario di quella che, in fondo, altro non è che la trasfigurazione cosmica della matrice della Tragedia Greca: ascesa, orgoglio profano e nemesi. Come segnato era il destino del Prometeo e Faust Thanos, così lo era quello del suo oppositore, il Mosè del popolo Marvel, che non avrebbe mai visto la Terra Promessa.
Capitan Marvel sarebbe stato il primo eroe a lasciare questo modo, in senso letterale e definitivo.

la morte di cap. marvel GN

R.I.P.
LA FINE E L’INIZIO

1982. 12 Gennaio.
Niente di simile era mai successo prima.

Nessun eroe dei fumetti era morto, solo criminali o comprimari come lo Spadaccino (AVENGER KS #2, 1974) o Wonder Man (recuperato poi come eroe nel 1976). E nessuno, in ogni caso, in questo modo.

Jim Starlin lo aveva deciso da subito, quando alla conclusione della Thanos Saga, sentendo che il personaggio aveva completato un ciclo irripetibile, prima di lasciare la serie aveva firmato un ultimo numero (il 34) in cui poneva la base narrativa della sua fine.
Ma solo vari anni dopo Marvel, considerato l’esaurimento dell’interesse del pubblico e dopo un ultimo tentativo sulle pagine della rediviva testata MARVEL SPOTLIGHT, aveva consentito al suo Omero di casa di cantare l’epilogo dell’odissea di Mar-Vell, il guerriero senza più patria, l’eroe universale per eccellenza che si avviava a diventare martire.

pagina da la morte di cap. marvel GN: THE DEATH OF CAPTAIN MARVEL
pagina da la morte di cap. marvel GN: THE DEATH OF CAPTAIN MARVEL

Come tutti sapranno, l’Eroe muore di cancro, indotto dall’esposizione a un gas tossico alla fine del famigerato numero 34: e muore nel suo letto, circondato da tutti gli eroi di casa Marvel e omaggiato dalle delegazioni dell’intero cosmo da lui salvato, compresi gli odiati Skrull – che, come razza militare, riveriscono in sommo grado le qualità guerriere… tutte, tranne i Kree a cui appartiene, e dai quali è considerato un traditore e apostata.

La bellezza della storia è, in una parola, sconvolgente e fatta di dettagli difficili da dimenticare: dai fallimenti successivi dei massimi intelletti Marvel nel trovare una cura alle reazioni dei vari personaggi, dal suo partner Rick Jones a un esterrefatto Uomo Ragno, in uno scenario quasi-metalinguistico dove si rappresenta lo strappo finale delle regole implicite dei comics: in tale contesto Mar-Vell è sintesi dell’Umanità stessa, colta alla fine inevitabile della sua guerra contro il destino.

le tre pagine finali della GN: THE DEATH OF CAPTAIN MARVEL

E memorabile è il transito ultimo di Mar-Vell, cui Thanos – araldo e servente della Morte – concede gli onori di una lotta rituale, prima di introdurre il suo più rispettato nemico all’abbraccio definitivo della sua Signora. L’ultimo riquadro della scena, nella prima foto, ha un posto speciale nella memoria di ogni lettore di fumetti, perché il suo valore esce dallo stesso medium dell’Arte Sequenziale.

E’ chiaro a tutti che Mar-Vell siamo noi: l’eroe che in noi ha affrontato le sue sfide, ha compiuto le sue rinunce, ha subìto le sue perdite, ha incontrato le sue paure… la Coscienza Universale dell’essere mortali, umani. Amati.

Fine

BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.


NOTE EXTRA

Precisazione:

TUTTI gli articoli sono estratti dalla pagina FB chiamata Lone Ranger (Appunti di Storia del Fumetto dalle Origini a Oggi. Disney, Marvel, DC, Bonelli e i grandi autori e personaggi indipendenti nell’Arte Grafica Sequenziale), e vengono ri-pubblicati, a distanza di oltre sei-cinque anni, nel nostro web magazine con alcune piccole modifiche, impaginati diversamente, e completati con l’aggiunta di immagini.

Seconda stagione, gli approfondimenti con articoli brevi

Elenco articoli degli ultimi sei mesi:

1° approfondimento del 18-10-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/la-saga-del-costume-nero-di-dario-janese/

45° articolo del 27-09-21
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doppio articolo del 13-09-21
https://www.fumettomaniafactory.net/disney-la-questione-razziale-e-le-prime-apparizioni-di-famosi-personaggi/

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articolo del 30-08-21
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doppio articolo del 16-08-21
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doppio articolo del 12-07-2021
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doppio articolo del 05-07-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/la-vita-e-le-rinascite-di-matt-murdock-e-angolo-dellimbarazzo/

articolo del 21-06-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/per-asgard-la-nascita-di-un-dio/

articolo del 14-06-2021
https://www.fumettomaniafactory.net/doctor-strange-e-the-pink-floyd-comic-experience/

La prima stagione di Lone Ranger (articoli di approfondimenti scritti da Dario)
la potete approfondire in questa pagina del web magazine:

https://www.fumettomaniafactory.net/appunti-di-critica-fumettistica/lone-ranger-un-blog-di-storia-critica-del-fumetto/

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