Terminata la guida su Las Historieta Argentinas, pubblicata in tre puntate e la stupenda “lettera a Hector Oesterheld”, dopo qualche mese torna su questo magazine il nostro amico, collaboratore, nonché esperto e Antropologo Damiano Gallinaro.

Oggi Damiano ci farà conoscere, o riscoprire, la figura dell’artista Bruno Premiani, del quale la critica fumettistica italiana dovrebbe approfondire tanto.

Buona lettura

Mario Benenati
Curatore di Fumettomania Factory Magazine

Comunicazione di servizio: partirà a metà novembre il crowdfunding per l’acquisto delle scaffalature-librerie per l’Archivio di fumetti (primo tassello del B.A.M. FUMETTO), per poter sistemare gli oltre 10.000 fumetti di nostra proprietà.


Bruno Premiani: una vita di impegno tra fumetto e antifascismo.

di Damiano Gallinaro

Giordano Bruno Premiani auto caricatura

Alzi la mano chi, in Italia, conosce Bruno Premiani.

Sono certo che si sono alzate poche mani dall’uditorio virtuale e forse fino a pochi mesi fa sarei stato tra quelli che si sarebbero rivolti a google per scoprire di chi stiamo parlando oggi.

Eppure Bruno Premiani è stato, non solo un grande disegnatore e fumettista, ma anche uno dei primi artisti antifascisti a dover scegliere l’esilio di fronte alle crescenti censure del regime, e fu un precursore di quella Scuola o Gruppo di Venezia che qualche anno più tardi, proprio sfuggendo al fascismo divenne, insieme a H.G. Oesterheld, il cuore della rinascita delle historietas argentinas.

Ma andiamo con ordine.

Giordano Bruno Premiani nasce a Trieste il 4 gennaio del 1907, figlio di un impiegato della ferrovia imperiale slovena, che in seguito per non avere problemi italianizzò il suo nome e madre italiana, nasce quindi come suddito del Regno Austro Ungarico. Il padre, di fede anarchica, rende omaggio al grande Giordano Bruno, in questo modo dando un imprinting forte alla vita del figlio. Raccontano le cronache che venne arrestato per la prima volta all’età di 12 anni mentre partecipava ad una protesta insieme al padre.

Dopo gli studi superiori, nel frattempo Trieste è divenuta parte del Regno d’Italia, e  in questo ambiente in mutamento, frequenta la scuola d’arte triestina divenendo fumettista politico. Non sopportando la piega che stava prendendo il fascismo a livello socio-culturale, decide di emigrare in Argentina nel 1930 in quello che senza dubbio possiamo considerare un auto esilio.

In Argentina iniziò a scrivere e disegnare per il quotidiano Critica, nella sezione di fumetto educativo, chiamata “Visto y Oido” (Visto e Sentito) dal 1932 al 1940. Sul sito Ahira (ahira.com.ar) se cercate Premiani potrete scaricare molti dei suoi lavori per Critica.

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Nelle vignette più o meno velatamente continua a dichiarare la sua avversione al regime fascista, tanto da far dichiarare al governo italiano che sarebbe stato arrestato se fosse tornato in Italia.

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Immagine 3 – premiani-critica

L’ambasciata italiana in Argentina, dal 1933 al 1938, mandò vari dettagliati dossier sull’attività del disegnatore. In uno di questi dossier si trova una cartolina consegnata dalla polizia argentina disegnata da Premiani a corredo del testo dell’Inno antifascista Italia Libera. Nell’informativa si chiedeva di non diffondere la foto di Premiani che accompagnava la cartolina per evitare, dando pubblicità al suo antifascismo, di dare carta bianca alla rivista Critica per una campagna sensazionalista contro l’Ambasciata italiana e la polizia argentina.

Un’informativa del 1933 identificava, infatti, Critica come un giornale antifascista e Premiani come un caricaturista responsabile di tutti i disegni che denigravano il fascismo e la gerarchia.

Premiani ritornerà in Italia solo per un breve periodo nel 1950 al crollo del fascismo per partecipare al funerale della madre.

Negli anni trenta del novecento, viaggia a lungo in America Latina disegnando e inviando materiale al giornale Critica fino ad essere conosciuto come “el poeta del lapiz” (il poeta della matita). Durante uno di questi viaggi incontra la sua futura moglie Beatriz, discendente di una famiglia ungherese, con cui si sposerà a Buenos Aires.

Durante gli anni quaranta realizza illustrazioni per molti periodici argentini tra cui Leoplan e il magazine per bambini Billiken, dove scrive e disegna anche alcune storie educative e adattamenti a fumetti di classici della letteratura, che spesso firma con lo pseudonimo P. Monte.

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Scrive anche alcune historietas per le riviste El Hogar e Mundo Argentino, le più importati: El mundo perdido (1947) e “Peter Fox lo sabia” (1948).

Nel 1947, la sua attività come disegnatore di historietas entra nel vivo quando Dante Quiterno, editore della rivista Patoruzito, accetta la sua proposta di adattamento di classici della letteratura in seguito conosciuti come “Clasicos Patoruzito”. Inizia con Coriolano di William Shakespeare, proseguendo con Moliere, Victor Hugo fino a Dante.

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immagine 6 – premiani-moica

Esteban Laruccia, uno dei più grandi esperti dell’opera di Premiani, ha calcolato che per la rivista, in tredici anni, dal 1947 al 1960, il cartoonist ha disegnato ben più di sessanta clasicos. L’ultimo lavoro uscì qualche anno dopo nel 1962, quando la rivista da settimanale era divenuta mensile e aveva cambiato di formato.

Nel 1948, forse grazie a qualche contatto in loco, si trasferisce in USA, anche a causa delle sue posizioni antiperoniste, continuando comunque, come visto, il suo lavoro per Patoruzito.

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Immagine 7 – premiani-crash1

Quindi sfiorò soltanto l’epoca del Gruppo di Venezia formato dai fumettisti antifascisti in fuga dall’Italia dell’epoca, tra cui Hugo Pratt, Ongaro, Pavoni, Moliterni, ma di sicuro lasciò delle tracce del suo lavoro e della sua militanza anche nelle vite di questi altrettanto grandi artisti.

Tra il 1948 e il 1952 entrò nel team creativo della DC Comics (all’epoca National Comics) dove disegnò, tra i tanti, il personaggio di Tomahawk e Pow Pow Smith Indian Detective. Uno degli aspetti più strani della carriera del cartoonist, fu la collaborazione con il Dipartimento di Stato per cui disegnò una serie di biografie brevi di figure storiche come Walt Withman, e George Washington tra gli altri.

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Immagine 8 – premiani-whitman

Quello che sembra a molti davvero strano è come un immigrato con precedente militanza politica come Premiani possa essere stato incaricato da un’autorità statale per disegnare la propaganda americana in un ambiente repressivo come quello che fece seguito al maccartismo.

Nel 1952 ritorna in Argentina e nel 1953 muore l’amata Beatriz con cui aveva iniziato a scrivere e disegnare una storia “El Caballo”, di ben 160 pagine, che esce a nome suo e di Beatriz nel 1957 come tributo alla moglie.

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Immagine 9 – premiani-caballotapa

Nell’edizione del 1978, nell’introduzione Elio Botana scrive: “Bruno e Beatriz iniziarono questo lavoro come omaggio alla bellezza e la libertà, la libertà che si trova lontano dalle prigioni senza limite che sono le città in cui siamo condannati a vivere”. I due non ebbero figli e Premiani non ebbe altre relazioni dopo la morte della moglie.

Ritorna negli USA nel 1960 e uno dei primi lavori è una storia breve per Classic Illustrated. Tra i tanti lavori ricordiamo il n. 156 che contiene una gemma della sua produzione “La conquista del Mexico”.

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immagine 10 – premiani mexico

Molti però non sanno che il nostro cartoonist è stato il creatore grafico di uno dei Supergruppi più bizzarri e di nicchia del panorama fumettistico statunitense a cui Amazon Prime, recentemente ha dedicato una bella serie.

Curiosi di scoprire di quale supergruppo si tratta? Ecco un indizio:

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Immagine 12.premiani_doom-patrol-121 (settembre-ottobre 1968).
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Se la foto non vi dice nulla allora vi aiuto io, Bruno Premiani è stato il creatore grafico, su testi di Arnold Drake e Bob Haney, della Doom Patrol, le cui storie ha disegnato dal numero 1, pubblicato sulle pagine di “My Greatest Adventures” n. 80 del giugno 1963 fino all’ultimo numero del 1968, quando si fece decidere ai lettori la sorte del gruppo.

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immagine 13 – premiani_doom 2

Il successo della serie e dei personaggi che verranno ripresi e stravolti più volte nella storia della DC, da grandi autori come Grant Morrison tra gli altri, si deve sicuramente ai disegni di Premiani, ma anche alla scrittura surreale di Drake.

Stupiti?

E se vi dicesi che è stato il creatore di un altro supergruppo DC molto più mainstream?

Guardate la foto sotto.

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immagine 14.premiani_teen

Ebbene si sono proprio i Teen Titans, di cui invece trovate una bella serie su Netflix, creati nel 1964 sempre su testi di Bob Haney.

Sorpresi vero?

La vita di Bruno Premiani è stata una vita interessante, sorprendente e segnata dall’impegno politico. Ha pagato con l’esilio il suo essere antifascista, ricevendo però in cambio, come una sorta di restituzione, la gloria imperitura del creatore di personaggi iconici dell’universo DC.

La sua ultima opera nota è una storia breve della serie antologica The Unexpected nel 1971.

Muore in Argentina il 17 agosto 1984 all’età di 77 anni.

NOTE

Per ulteriori approfondimenti in italiano sull’autore segnaliamo questo articolo di Alberto Beccatini del 2017 (https://fumettologica.it/2017/06/bruno-premiani-fumetti-doom-patrol/), la scheda sull’autore nel sito comicsbox (https://www.comicsbox.it/autore/premiani_bruno), ed wikipedia.

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Damiano Gallinaro Breve biografia

Antropologo è socio e ricercatore per l’Associazione Nazionale Professionale Italiana Antropologi (ANPIA). Nel 1996 si laurea in Giurisprudenza e  nel 2004 in Teorie e Pratiche dell’Antropologia. Nel 2011, dopo un percorso di ricerca di tre anni ottiene un PhD in Etnologia e Etnoantropologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Da sempre appassionato di fumetti ha collaborato alla rivista Glamazonia e nelle sue pause dal lavoro di ricerca antropologica si diletta nello scrivere storie che spera un giorno possano diventare fumetti. E’ sempre più convinto che da grandi poteri nascano grandi responsabilità.

Sotto trovate il link per accedere la suo nuovo sito

NOTE EXTRA

Gli articoli precedenti dello stesso autore, del 2022:

14 lugliohttps://www.fumettomaniafactory.net/lettera-ad-hector-german-oesterheld-di-damiano-gallinaro/

23 giugnohttps://www.fumettomaniafactory.net/da-fierro-al-futuro-de-las-historietas-di-damiano-gallinaro/

9 giugnohttps://www.fumettomaniafactory.net/lepoca-doro-delle-historietas-1950-80-di-damiano-gallinaro/

25 maggiohttps://www.fumettomaniafactory.net/las-historieta-argentinas-dalle-origini-alle-prime-editrici-specializzate/

6 aprile : https://www.fumettomaniafactory.net/mort-cinder-storie-delleterno-viaggiatore/

22 marzo: https://www.fumettomaniafactory.net/mort-cinder-luomo-dalle-mille-vite/

8 marzo: https://www.fumettomaniafactory.net/marcianeros-cera-una-volta-la-fantascienza/

22 febbraio: https://www.fumettomaniafactory.net/watami-le-due-vite-di-un-cheyenne/

8 febbraio: https://www.fumettomaniafactory.net/bull-rocket-di-oesterheld-e-solano-lopez/

25 gennaio: https://www.fumettomaniafactory.net/black-poppy-storie-di-guerra-quella-vera/


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