Terzo articolo dedicato a Dragon Age, scritto dall’esperto Fabio Ciaramaglia, già apprezzato sullo storico sito Glamazonia ( per alcuni suoi articoli su Sandman), dopo il buon riscontro dei primi due pubblicati, il 18 gennaio ed l’1 febbraio.

Oggi l’argomento sono i videogiochi della Bioware, da Dungeons&Dragons a Dragon Age.

Buona lettura

mario benenati, curatore del sito-Web Magazine fumettomania


DRAGON AGE dal videogame ai fumetti!

foto dei libri e sui fumetti su Dragon Age

Bioware : da Dungeons&Dragons a Dragon Age.

Nel 2001 viene messo in vendita il titolo Neverwinter Nights che segna un primo punto di svolta.

Questo videogioco è prodotto dallo stesso staff creativo di Baldur’s Gate e che dal 2005 prenderà il nome di Bioware. Al di là della campagna di gioco che narra di come il protagonista, il giocatore, entri nelle vicende della Wailing Death – un Covid 19 in chiave “Forgotten Realms” -, Aribeth e il suo tradimento, per poi salvare quasi incidentalmente il mondo, NWN si distingue per altro.

Ciò che è fondamentalmente diverso rispetto ad altri giochi di questo tipo è che lo staff creativo mette a disposizione degli utenti anche i codici di programmazione del gioco stesso -Aurora toolset, basato sul C++.

In tal modo anche i giocatori un po’ più scaltri da un punto di vista informatico possono tranquillamente creare delle proprie ambientazioni, delle proprie campagne di gioco e giocare sotto la supervisione di un Dungeon Master che ha a disposizione un diverso client. È quindi possibile giocare online, ma senza la necessità di pagamenti aggiuntivi oltre all’acquisto del gioco.

 la confezione di neverwinter nights

Quest’altissima duttilità è probabilmente stata la chiave di un successo così lungo, un successo che continua quasi senza soluzione di continuità per quasi un ventennio. Tant’è che nel 2018 la casa Beamdog ne ha acquisito la licenza riadattandone le specifiche tecniche affinché non solo possa funzionare su più moderni computer e sistemi operativi, ma anche su dispositivi mobili con sistemi Android e IOs.

Sono già presenti delle scelte multiple all’interno della campagna, così come le relazioni che si instaurano tra il protagonista e i vari comprimari, ma a livello narrativo il gioco non presenta enormi novità. Bioware ha continuato a lavorare su NWN con due espansioni, ma a partire dal 2005 abbandona quasi completamente il progetto, dedicandosi ad altri giochi non fantasy.

In realtà Bioware non abbandona completamente il fantasy, ma in effetti è al lavoro su un qualcosa di più ambizioso per certi versi, ovvero il gioco Dragon Age: Origins, la pietra angolare di quello che a tutt’oggi è un vero e proprio franchise di prodotti multimediali.

Con DAO, in qualche modo, il team Bioware, soprattutto nella persona di David Gaider, mette a frutto non solo l’esperienza tecnica nella produzione del gioco, ma anche ciò che ha imparato sulla ambientazione di D&D per ciò che riguarda le storie, i background e la caratterizzazione dei personaggi, liberandosi però, sia creativamente e sia da un punto di vista più fortemente commerciale, dal dipendere da materiale che appartiene ad altri e quindi producendone uno proprio originale.

DAO ha inoltre dei DLC (downloadable content– contenuti scaricabili), ovvero delle espansioni con missioni aggiuntive, che non sono completamente separati dal gioco principale e ne arricchiscono la trama. I DLC, nelle versioni acquistabili oggi, sono generalmente inclusi con il gioco.

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Sebbene il gioco venga messo in vendita solo alla fine del 2009, l’ambientazione viene presentata attraverso due libri di Gaider, The Stolen Throne (marzo 2009) e The Calling (ottobre 2009). Molti degli elementi di background del gioco -la guerra di liberazione del Ferelden contro l’Impero di Orlais, il rapporto di amicizia tra Re Maric e Loghain Mac Tir, il ruolo dei Grey Wardens- sono già anticipati nei due romanzi, che fungono dal vero e proprio prequel al gioco.

Appare abbastanza chiaro quanto ambizioso sia il “progetto Dragon Age” da parte della Bioware, se si considera che anche il famoso sito di webcomics Penny Arcade pubblica una brevissima strip di sole tre vignette, “Garbled for Your Protection” (Mike Krahulik e Jerry Holkins gli autori) che ammicca alla imminente uscita del gioco e ironizza su come alcuni giocatori prendano anche troppo sul serio le proprie creature virtuali.

Penny Arcade, tra l’altro, pubblicherà altri brevi fumetti ispirati specificamente a Dragon Age: Origins e la sua espansione Awakening, di cui parleremo in seguito.

fine parte 3

dragon age penny arcade strip

Bibliografia minima

Giochi:

Baldur’s Gate e l’espansione Tales of the Sword Coast uscirono rispettivamente nel 1998 e 1999. Baldur’s Gate II: Shadows of Amn e la sua espansione Throne of Bhaal uscirono invece nel 2000 e nel 2001, il tutto a firma di Bioware.

Sebbene sia ancora possibile trovare sul mercato i giochi in formato originale e su supporto CD, è consigliabile acquistarli nella cosiddetta “enhanced edition” (a firma Beamdog), in formato esclusivamente digitale e adatto anche ai più recenti sistemi operativi Windows ma anche Apple. Sono disponibili sulle principali piattaforme di gioco come Steam.

I capitoli successivi con titolo Baldur’s Gate non sono stati prodotti dallo studio Bioware.

Analogamente per Neverwinter Nights e le sue espansioni Shadows of the Undrentide e Hordes of the Underdark, originariamente usciti nel 2002 e nel 2003 con marchio Bioware, è sempre consigliabile prendere in digitale la enhanced edition (Beamdog) su piattaforme di gaming come Steam.

Dragon Age: Origins è uscito nel 2009 e nei due anni successivi si sono susseguite varie espansioni e DLC, di cui i più interessanti da un punto di vista narrativo sono Awakening e Witch’s Hunt. Anche in questo caso è possibile acquistare la versione originale in DVD ma sulle piattaforme Origin e Steam è possibile acquistare a prezzo moderato il gioco con un “bundle” con inclusi tutti i contenuti aggiuntivi.

Fumetti e libri:

David Gaider, The Stolen Throne, Titan Books, 2009. Esiste la traduzione in italiano, sempre del 2009, a cura di Cardinali, Di Falco e Rubbini e pubblicata da MPlayer Edizioni.

David Gaider, The Calling, Titan Books, 2009. In traduzione “La Chiamata”, pubblicata nel 2010 da Mplayer Edizioni e sempre a cura di Cardinali, Di Falco e Rubbini.

Mike Krahulik e Jerry Holkins “Garbled for Your Protection”, 2009, disponibile gratuitamente su https://www.penny-arcade.com/comic/2009/10/14 .

Immagini: la confezione di neverwinter nights e le copertine dei due romanzi e la strip di penny arcade

NOTE EXTRA

Le puntate precedenti:

Articolo dell’1 febbraio 2022

Articolo del 18 gennaio 2022


Biografia

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi. Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

Non ho perso l’animo nerd nemmeno da insegnante, ma a partire dal 2006 ho virato più sul versante dei videogiochi, in alcuni dei quali, forse per deformazione professionale, ho riscontrato elementi degni di analisi che però prima di ora non avevo avuto il coraggio di affrontare con maggiore serietà.

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