Il mese di agosto è stato veramente intenso!
Talmente così pieno di impegni, legati allo speciale sui 60 anni dell’Uomo Ragno, che gli articoli che state per leggere possono essere pubblicati solo oggi, dopo che la prima parte del n. 6 della fanzine è stata pubblicata il 6 agosto ed la seconda il 7 agosto.

Terza parte, dunque, degli articoli che costituivano il n. 6 della fanzine fumettomania. ci soffermiamo su una bella recensione di The Mask, un piccolo “gioiello narrativo” di Bryan Talbot (estratto dalla collana The Legend of The Dark Knight) e, visto il gran clamore che ha suscitato la prima stagione televisiva di Sandman per i tipi di Netflix, vi ripresentiamo un articolo (sempre del 1995), sulle origini del Signore dei Sogni.

Si ringrazia il socio Antonio Barreca per aver sistemato le scansioni dei testi di questi articoli.

Buona lettura

Mario Benenati, responsabile del sito Fumettomania Factory Magazine


Il sommario del n. 6 (novembre 1995)


RITORNANO LE LEGGENDE DI BATMAN

di Salvatore Bonanzinga (luglio-settembre 1995)

Proprio in questi giorni esce la nuova testata chiamata Batman Saga, che conterrà tutte le storie a partire dalla saga Knightfall fino al periodo precedente al n.1 targato PLAY PRESS. Questa casa editrice, tante volte chiacchierata e criticata per determinate scelte, ha tenuto fede ai suoi propositi.

A questo punto all’appello mancano gli one-shot, le mini serie e i racconti tratti dalla serie: Legends of the Dark Knights, a proposito di questi Alessandro Bottero ha promesso una prossima pubblicazione (questa introduzione va inquadrata rispetto all’anno di pubblicazione dell’articolo, cioè il 1995, NdR). n attesa vi presentiamo un articolo su

MASK di Bryan Talbot
(Legends of the Dark Knights #39-40)

Bryan Talbot Batman- Legends of the Dark Knight #40 Cover Original | Lot #92232 | Heritage Auctions_RID
Bryan Talbot Batman- Legends of the Dark Knight #40 Cover Original | Lot #92232 | Heritage Auctions

Attenendosi a una delle tendenze imperanti al momento nel panorama statunitense, la migliore delle testate del Cavaliere Oscuro ha presentato l’ennesima miniserie, interamente curata da un disegnatore; trattasi, appunto, di Mask, realizzata dall’inglese Bryan Talbot.

Dirò subito che Mask rappresenta, a mio avviso, una felice inversione di tendenza: infatti, anche se la figura del disegnatore-scrittore ha avuto illustri precursori (basti citare Frank Miller, John Byrne, Walt Simonson), molte recenti produzioni hanno dimostrato nient’altro che la presunzione di certi quotati “artists”, improvvisatisi sceneggiatori e, se non altro, rivelatisi decisamente a corto di image…nazione.

Talbot invece, ha dimostrato di sapersi ugualmente ben destreggiare col pennino come con la penna stilografica, sfornando un prodotto che si fa apprezzare per molte ragioni, non ultima quella di presentare coerenza tra gli elementi narrativi e grafici e accuratezza nella realizzazione che sono peculiari delle storie realizzate interamente da un solo artista (ovviamente quando costui è persona capace).

Nel corso dei due numeri della serie, l’autore ha sviluppato una trama estremamente cerebrale e introspettiva, tutta giocata sugli aspetti patologici della psicologia di Bruce Wayne; per far ciò sì è avvalso di un consulto psichiatrico specialistico, ed è probabilmente grazie a questo che Mask analizza la doppia personalità del personaggio Batman in modo più “scientifico” del solito, fornendone spiegazioni un po’ più realistiche della suggestiva ma improbabile irruzione notturna dell’ormai celebre pipistrello. La vicenda si sviluppa in una quasi totale assenza di azione.

Lo scenario principale è una camera di ospedale nella quale Bruce Wayne, dopo avere avuto un malore al termine di una delle sue spedizioni notturne come Batman, si risveglia smascherato e fisicamente distrutto.

Un acido dottore lo mette al corrente del suo nuovo status sociale: alcolizzato senzatetto, soggetto in più a frequenti crisi d’identità le quali lo portano a credersi un miliardario che, celandosi dietro la maschera di Barman, si impegna in una sua personale crociata contro il crimine.

Questa complicata situazione iniziale inizierà in seguito a chiarirsi e a rivelarsi come una montatura ordita da un uomo in cerca di vendetta nei confronti del giustiziere mascherato.

Prima però di venire a capo di questo ennesimo complotto, un inusuale “Batman in disguise” viene duramente messo alla prova da terrificanti allucinazioni, nonché da ancor più pericolose sedute psicoanalitiche, durante le quali la sua già minata sicurezza supereroistica verrà messa a dura prova; cito testualmente: << ... tu vedi il mondo come un caos senza senso. Senti che hai bisogno di imporre l’ordine. E’ un impulso fondamentalmente fascista che la gente condivide … >>.

Queste due diverse fasi narrative sono perfettamente riflesse nella composizione delle tavole, dove oscure e macabre ambientazioni (perfettamente rese da Talbot grazie alla sua collaudata vena horror) si alternano a pagine nelle quali i personaggi, ingabbiati in vignette rigidamente costruite; si muovono in una luce fredda e sbiadita, perfettamente rispondente all’atmosfera ospedaliera che caratterizza buona parte del racconto.

Tutta la parte grafica di Mask è da elogiare; il lavoro dell’olyotopics ai colori è, come sempre, assolutamente eccezionale (elogiando costoro, anche il più inesperto critico non teme di sbagliare) e la prestazione di Talbot alle mante si trova, forse grazie anche all’inchiostratura ora eseguita da sé stesso, una spanna sopra tutti i suoi precedenti lavori per le testate DC.

Forse, vista l’atipicità di questa miniserie (tutta incentrata sulla figura di Bruce Wayne), è troppo presto per esprimere un giudizio sul suo Dark Knight, ma l’interpretazione grafica del personaggio dataci dall’autore inglese, che si direbbe ispirata a quella di Mignola in Gotham by Gaslighte che più generalmente si potrebbe classificare come scuola “adamsiana”, appare indubbiamente felice e adeguata.

Talbot resta senza dubbio un autore da seguire. Speriamo di rivederlo presto all’opera su Legends o su una delle testate della nuova linea Vertigo.

LE ORIGINI DI SANDMAN

di Marco Sturniolo

Morfeo, Il signore dei Sogni © degli aventi diritti

Uno dei casi più amati, più discussi, più commentati. Qual è l’origine di un personaggio al confine tra letteratura e fumetto? Ecco una delle tante risposte dall’universo dei sogni.

Il pensiero di Ermete (l’antica dottrina del Verbo Solare) custodito per quattromila anni dalle mummie nelle tombe dei Re Egizi e nel Libro dei Morti, s’è riacceso sulle pagine di Sandman per merito di Neil Gaiman, simile al “sole di mezzanotte”, che si dice risplendesse durante i misteri d’Iside e Osiride.

Ermete Trismegisto, antico re, legislatore e sacerdote egizio fu l’iniziatore di quell’antica teogenia sacra ispiratrice della dottrina del Fuoco-Principio e del Verbo-Luce, che aveva a sua base una sintesi delle scienze conosciute sotto il nome di Osiris, il signore intellettuale, dapprima dio dell’agricoltura, simbolo della potenza inesauribile della vegetazione, identificato poi con il sole che durante la sua fase notturna rappresenta la continuità delle nascite e delle rinascite.

Egli è l’attività vitale e universale che, sotto la forma visibile di un dio, discende nel mondo dei “morti” per permettere loro la rigenerazione a vita nuova. Chiuso in una cassa da nemici gelosi e dal fratello Seth (dio egizio, identificato col principio del male, delle forze primitive sviate e della menzogna), mutilato, fatto a pezzi, quindi risuscitato dalla dea Iside (rappresentata spesso con ampie ali) è il simbolo del dramma dell’esistenza umana votata alla morte ma trionfante periodicamente sulla morte.

E’ rappresentato con tre attributi: lo scettro, la frusta e il bastone lungo. Egli è il messaggero notturno del travaglio dell’anima umana di fronte a grandi cambiamenti: è il sonno in quanto fratello della morte, perché un velo d’oblio separa il sonno e la veglia, come la nascita e la morte.

Iside, rappresentata alla ricerca di Osiride, suo fratello e sposo che resuscita dalla morte col suo soffio benefico, è la protettrice dei defunti che racchiude sotto le sue ampie ali. È considerata come colei che detiene il segreto della vita, della morte e della resurrezione, avente croce ansata (o nodo), come simbolo di chiaroveggenza e di chiave per la conoscenza dei misteri della vita eterna.

Questa è l’origine di Sandman? Perché no?

Ci piace immaginarla così, come ci piacerebbe immaginare una sua prossima ripubblicazione in Italia. Ma forse è questo il vero sogno.

ERMETE TRISMEGISTO - Visione Alchemica
ERMETE TRISMEGISTO – Visione Alchemica

FINE TERZA PARTE

Gli altri articoli, tratti dal n.6 della fanzine fumettomania, sono stati pubblicati il 6 agosto. ed il 7 agosto


L’INTERO NUMERO SEI DI FUMETTOMANIA

copertina-prima pagina di Fumettomania #6 - novembre 1995
FM#6 – novembre 1995

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NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 -2021

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