Con il mio solito ritardo, oramai cronico, da stamattina (7 aprile) ho iniziato a leggere tutta la lunga sequenza di storie di AvX, della Marvel Italia, con annessi albi collegati, usciti da novembre 2012 a questo mese di aprile 2013.
Nota bene: il voto si riferisce solo alle storie collegate a AVX.

Mario Benenati

PRIMO GIRO : AvsX 1

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Comincio da n.1 della miniserie AVX : i due racconti sono deboli e banali, Capitan America e Ciclope, due personaggi che che hanno una grande storia editoriale alle spalle, non si riescono a parlare e a comprendersi e si prendono subito a cazzotti, e coinvolgono nella scazzottata i due gruppi,  Avengers e X-Men (quest’ultimi quelli rimasti fedeli a Ciclope), tutto per Hope, la ragazzina ritenuta la messia dei mutanti, nella cui vita sta per arrivare la minaccia più terribile dell’universo la Fenice, che in passato prese possesso, fino alla morte, la mai dimenticata Jean Grey. I disegni di John Romita Jr., tranne in qualche vignetta, sono al di sotto del suo standard, peccato! Romita è bravissimo nel dare spessore ai personaggi specialmente se immersi un contesto urbano, vedi le tante magnifiche pagine di Spiderman, qui invece ci sono solo un’accozzaglia di persone, piatte, quasi prive di tridimensionalità.  Bella la copertina, ottimo il logo AvsX. Voto 5.

Avengers n. 8

La prima storia di quest’albo è collegata ad AVX. Le tavole d’apertura riportano il lettore al primo scontro sull’isola Utopia tra Avengers e X-Men, poi si torna indietro ed il lettore segue un Cap. America prima preoccupato, poi confortato da Thor, e poi affrontare la missione che porta il gruppo a chiudere i conti in sospeso con l’AIM e con la dottoressa Rappaccini; la storia si chiude con  due pagine molto ambigue che vedono il Protettore e la Suprema Intelligenza dialogare della Fenice, in arrivo sulla Terra.

C’è una stranezza nella storia, che non so sia nata nella traduzione o esista anche nella versione originale; nella splash page iniziale c’è scritto “<<UTOPIA, isola e dimora degli X-Men, al largo della Costa di San Francisco, ORA…>> poi a pag. 3 c’è una scritta (nella seconda vignetta): <<Torre dei Vendicatori. PRIMA>>. Fin qui niente di strano, la storia prosegue e termina; la stranezza é che non colgo il nesso tra il PRIMA e ORA, a parte la due belle vignette in cui vede Cap. America… Nel senso che se un personaggio viene raffigurato ORA (temporalmente) e poi con un bella sovrapposizione grafica ne viene narrato il PRIMA, alla fine della storia il lettore  dovrebbe tornare a vedere il momento temporale ORA, ciò non succede.
Tie-In che delude tranne le due pagine finali, e delude pure Walter Simonson, grande maestro, che non è più quello di trenta-venti anni fa. Voto 5,5

Thor & new Avengers n.164

Molto bella la storia dei Nuovi Vendicatori legata ad AVX n.1, scritta e disegnata bene, dalla coppia Brian Bendis-Mike Deodato, c’è pathos, alcuni dialoghi sono interessanti, specialmente quelli di Luke Cage ai dimostranti e quelli tra Luke e sua moglie Jessica. Il logorio psicologico dell’ex “Eroe in Vendita”, rende ancora più grave e “lacerante” quello che sta per succedere sia tra Avengers e X-Men, sia all’interno dei Nuovi vendicatori. Peccato che delle tre belle copertine, delle storie di questo numero, sia stata scelta quella meno bella, solo perché era quella legata all’evento AVX, con Wolverine raffigurato nel mezzo tra Cap. America e Ciclope.  Voto 7,5.

Iron Man & gli Avengers n. 56

Anche la serie Avengers Academy, partecipa a AVX con una storia molto particolare. Tutti i giovanissimi (e minorenni) mutanti ed avengers sono costretti a stare insieme, sotto lo stesso tetto,  lontano da Utopia e  dal campo di battaglia degli adulti.
Le due storie alternano dialoghi a piccoli scontri, con i mutanti che si sentono comunque prigionieri, spicca la figura di Laura ( X-23), che nel corso della storia riuscirà a decidere da che parte stare;  mentre nel frattempo uno Shaw molto violento ( che sia tornato quello di un tempo?), cerca di farsi strada dalla sua cella fino ai giovani mutanti senza che si riesca a comprendere le sue intenzioni.
Anche se era ovvio che gli autori volessero puntare i riflettori sui giovanissimi mutanti ed avengers, non volendo lasciare nessun protagonista fuori dall’evento, ritengo che potevamo fare a meno di questi due tie-in. Voto 5,5. 

Capitan America & Secret Avengers n. 30

Ottimo albo. Le belle storie di Cap. America riescono a recuperare quel pathos Kirbyano di fine anni ’70, alle quali storie si ispirano.  I disegni di Alan Davis fanno anch’essi al loro parte.
I Vendicatori Segreti, mi stanno piacendo; Remender ha scritto una serie di storie ( che in quest’albo si concludono), molto carine ponendo degli interrogativi importanti sulla robotica e sull’uso improprio che se ne potrebbe fare.
Le altre due storie, anch’esse estratte dai Vendicatori Segreti, sono collegate ad AVX e le ho trovate molto belle, sia per l’ambientazione cosmica, sia per il ritorno di Cap. Marvel (frutto di un piano, per ora segreto, di un  politico del pianeta Hala), sia per lo stile grafico del disegnatore brasiliano Renato Guedes. Infine ci sono alcuni dialoghi interessanti, specialmente tra Noh-Varr e Miss Marvel prima del loro “tradimento”.  Voto 7. 

Dopo aver letto lo scontro tra Capitan America e Ciclope, dal punto di vista dei Vendicatori, ci sono due albi dedicati ai Mutanti, per approfondire letto lo scontro dal punto di vista degli Uomini-X.

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Gli Incredibili X-Men n. 269

La coppia Kieron Gillen-Greg Land, nella prima storia dell’albo (tratta da Uncanny X-Men),  inizia il racconto alcuni minuti prima del faccia a faccia tra Scott Summer e Steve Rogers; i primi piani sono tutti per Ciclope e per Hope, quasi a sottolineare i sentimenti che stanno provando, con la consapevolezza che non c’è altra via d’uscita di quello che stanno per fare. Capitan America si staglia sull’acqua, a pagina 5,  come fosse una statua. I due leader si puntano il dito con fare minaccioso e poi comincia lo scontro; la storia si sofferma anche sullo scontro sott’acqua tra Colosso-Hulk rosso e sul primo tentativo di Wolverine di uccidere Hope; e si chiude con un colpo di scena : il comunicato stampa ( chiamato la lettera all’umanità), di Kate Kildare, l’addetta alle pubbliche relazioni degli X-Men. Il comunicato per quanto sia una mossa astuta di Scott, sottolinea però quanto sia psicologicamente  labile  e diseprato Ciclope di fronte ad un evento, il ritorno della Fenice, di cui non conosce realmente la portata.  Voto 6-

Ultimo tie-in collegato a AVX 1:
Wolverine e gli X-Men n. 7

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Questo numero si apre con Cap. America che fa visita a Wolvie, nella sua nuova Scuola (dedicata a Jean Grey), prima che inizi questa saga. Nella storia, al dialogo tra i due, si sovrappongono le normali attività della Scuola, tutto sottolineato dall’ottimo  disegnatore Chris Bachalo. Il Capitano fa appello al senso di responsabilità di Logan, ma Wolvie prende la sua decisione, invece, per il bene dei suoi studenti, e perché in Hope vede ancora una bambina non il terribile flagello che potrebbe diventare per causa della Fenice. La storia si chiude con la partenza di Wolvie e di Hank-Bestia, con il pianto di Blindfold (una degli X-studenti che ha la capacità di vedere il futuro) e con un furioso e preoccupato Gladiatore che lascia il pianeta capitale degli Shi’Ar alla volta della Terra non prima però di aver attivato il Commando della Morte.
Jason Aaron ci fa comprendere meglio come Wolverine non abbia tradito gli X-Men ma che vorrebbe risolvere il problema Fenice possibilmente senza uccidere nessuno, e che Ciclope è visto da Logan come colui che ha assunto un atteggiamento “facistoide”, per il quale sull’isola Utopia tutti i Mutanti devono essere soldatini ubbidienti, oltre che è fermamente convinto (sempre Scott Summers) che il ritorno della Fenice sarà il momento di rigenerazione e di rinascita per la popolazione mutante. Un’ultima annotazione, la copertina dell’albo è molto bella. voto 7

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