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Nel corso del 25° giorno del crowdfunding di Fumettomania Factory – APS, il cui obiettivo è quello di completare l’acquisto delle scaffalature per i locali della Biblioteca-Archivio del Fumetto che apriremo nella nostra città, riusciamo a pubblicare un altro nuovo articolo con dei testi estratti dal numero 8 della nostra storica fanzine cartacea” il cui direttore responsabile era il nostro grande amico Luca Boschi (scomparso lo scorso 3 maggio).

Nell’ambito dei festeggiamenti dei 40 anni di Martin Mystère, il character creato dal mitico Alfredo Castelli e pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore, ci aggreghiamo anche noi con la pubblicazione sul sito di due articoli, estratti dal n. 8 di Fumettomania.

il primo testo era intervista ad Alfredo Castelli del 1996, che abbiamo pubblicato ieri; mentre oggi pubblichiamo una recensione di uno dei primi Martin Mystère Gigante (del 1996) che si rivelò essere una buona storia.

L’articolo-recensione era del giovanissimo Lucio Sottile, grande lettore di fumetti Bonelli.

Ci rivediamo tra 15 giorni!
Buona lettura

Mario Benenati, curatore del sito Fumettomania Factory Magazine

Comunicazione di servizio:
Dall’11 gennaio al 12 marzo 2023 è attiva la campagna di Crowdfunding sulla piattaforma “Produzioni dal Basso”. L’obiettivo della raccolta fondi (con ricompense) è raggiungere 5000 euro poter completare l’acquisto delle scaffalature necessarie per la BibliotecaArchivio del Fumetto che apriremo nella nostra città!
Sosteneteci con una donazione libera oppure con una donazione ‘mirata’ per far vostra una delle 20 ricompense previste.

English version.
Service communication: From 11 January to 12 March 2023 the Crowdfunding campaign is active on the Italian platformProduzioni dal Basso“. The goal of the fundraiser (with rewards) is to complete the purchase of the shelves needed for the Comics Library that we will open in our city!
Support us with a free donation or with a ‘targeted’ donation to make one of the 20 rewards available yours.


Il sommario del n. 8 è riportato di seguito


E vista che nell’articolo pubblicato ieri si è parlato tanto di Martin Mystère ecco un articolo, tratto dal n. 8 proprio su di lui

Avventura e sentimento

Recensione sul Martin Mystère Gigante

di Lucio Sottile (agosto-settembre 1996 )

Martin Mystère Gigante del 1996: Xanadu

Ce ne sono tanti, di motivi, per apprezzare questo secondo Mystèrone; uno di questi, e certo non il più importante, é la sua corposità: una storia di 248 pagine al netto di copertina e articoli vari, la più lunga in assoluto mai dedicata al nostro Detective dell’impossibile. Ci sono i disegni, belli davvero, di Morales, che abbiamo già visto all’opera nel Libro di Sabbia e che presto potremo ammirare nel prossimo Almanacco del Mistero.

C’é poi la storia, che si può porre tra le migliori mai realizzate (una delle cose che mi piacciono di MM é che, pur raggiungendo raramente livelli da 8, oscilla comunque tra il 6 e il 7, senza mai cadere nell’insufficiente come invece capita in Dylan Dog, da cui ti puoi aspettare sempre o una storia bella come Il volo dello struzzo o una brutta come Doktor Terror, tanto per citarne due di Sciavi). 

Una storia, dicevo, proprio ben fatta, dove le varie citazioni non vengono snocciolate a caso e in maniera pedante ma si concatenano invece perfettamente alla trama. Simpatico, tra l’altro, l’omaggio a un film cult, Pulp fiction, nell’utilizzo del risolviproblemi Chester Wolfe.

E poi c’é un’altra cosa che approvo in pieno dello stile di Castelli: già l’anno scorso, negli albi regolari era riuscito ad accomunare la storia del passato di Diana (appunto!), quella dell’ormai defunta Ferrari Mundial di Martin, il ritorno dell’entità nota come Mabus, la fine dei mysteri italiani e il ritorno alle puntate spezzettate in una storia assolutamente normale, priva di autocitazioni inutili, rigorosamente non celebrati va e proprio per questo bella nella sua semplicità.

Ebbene (perdonatemi la girata larga) in Xanadu Castelli ci racconta un’avventura già accennata fin dai primi albi della serie, quella dell’incontro di Mystère con le api assassin_e sudamericane, ci svela il perché della scomparsa del Murchadna e del repentino cambiamento subito da Orloff, ci mostra (udite udite!) il nostro eroe che finalmente cerca di far fuori il suo acerrimo nemico e così via, il tutto senza mai lasciarsi andare, senza cadere nell’esagerato, nel grottesco. Insomma nel celebrativo.

Ci sono, questo si, dei difetti, ma chi non ne ha? La definizione di Detective dell’impossibile, tanto per dirne uno, non fu coniata da Sergej Orloff, ma da un anonimo giornalista (televisivo, mi pare). E Martin, poi, l’arma a raggi non l’aveva proprio scordata alla fine degli anni ’80, tant’é vero che é citata, ad esempio, nel secondo team-up tra lui e Dylan Dog nel racconto sugli Uomini corvo, uscito a metà dell’anno scorso. É debole, inoltre, l’utilizzo di un preteso ritrovamento del seguito del Frammento di Coleridge come riferimento storico-letterario (alquanto palese, nel racconto, già dal titolo) ad Agarthi.

Un ultimo difetto potrebbe essere costituito dai troppi rimandi alle storie passate, difetto che però diventa quasi un pregio per gli aficionados del BVZM, un modo per esercitare la memoria in modo da svilupparla e senza neanche usare La Settimana Enigmistica. 

Ma in ogni caso tutti i possibili difetti sono superati dalla qualità della storia, che é, lo ripeto, una della migliori mai realizzate. C’é persino il caro vecchio umorismo di fondo, quasi in sordina, che da un po’ di tempo era stato sostituito da uno più evidente ma meno delicato. C’é un Chris Tower umano, molto più efficiente del classico soldato macchina-da-guerra che sembra uscito pari pari dal Dottor Stranamore o , se preferite, dall’ombra dello scorpione.

C’é l’ampia caratterizzazione dei personaggi anche secondari. C’é, se controllate bene bene, un raggio di potenza in più che non si sa bene che fine faccia. Ma c’é, soprattutto, qualcosa che spesso é stata messa in secondo piano e che qui, invece, é quasi protagonista. In questo racconto c’é sentimento. Non il sentimento da telenovela, non sia mai, o quello sbandierato in certi albi di Dylan Dog (mi riferisco ancora a Doktor Terror).

No. Qui c’é semplicemente del sentimento, proprio quello che il nostro maledetto represso Martin cerca sempre di non mostrare, come facciamo a volte anche noi, considerandolo una debolezza dell’animo.

Ma stavolta no: questa volta, forse perché privo di difese in senso fisico ( é su una sedia a rotelle), Martin l’eroe si lascia andare, fa crollare il suo proverbiale self-control, diventa scontroso con tutti, insopportabile, diventa Martin l’uomo, con tutte le sue debolezze, e proprio per questo diventa anche più accessibile.

Come non immedesimarsi in lui nel ricordo di un amico perduto, di qualcuno a cui hai voluto bene nonostante i suoi difetti, o forse proprio grazie ad essi? Guardate Martin Mystère riflettere sui frammenti di tutto quello che c’ é stato e che non ci sarà più, tormentarsi nel crudele gioco del “se … “, rimpiangere qualcuno e un attimo dopo detestarlo, ~ poi di nuovo provare nostalgia per lui.

E’ difficile odiare qualcuno a cui hai voluto bene, non un conoscente, dico, ma qualcuno che per te é stato quasi un fratello, uno con cui hai condiviso le gioie e i dolori, e che a poco a poco é cambiato, é cambiato mentre tu stesso stavi cambiando, e così un giorno ti sei ritrovato a non sopportarlo più, e da allora é finita. Stop! una litigata e via, magari per qualcosa di importante o magari per una stupidata.

E’ una bella storia, si, ma lascia l’amaro in bocca, anche per quanto riguarda altri punti, come quello in cui il nostro amico scopre un altro stile di vita, quello del paralitico. Il paralitico che non può salire in taxi perché non c’é posto per la carrozzella, che non può andare dove vorrebbe, perché magari se non ci sono le barriere architettoniche c’é comunque qualcosa che ostruisce le rampe, il paralitico che sa benissimo di esserlo e ciò nonostante gli altri continuano a ricordarglielo e che odia chiedere aiuto ma é costretto a farlo.

Non é giusto che sia così, come non é giusto odiare un proprio simile, e forse ha ragione Kut Humi, quando dice ” … non é giusto né ingiusto. E solamente scritto.” Ma quello é un fumetto, e dal mese prossimo Martin Mystère non avrà più le cicatrici, e lui e Orloff saranno probabilmente costretti ad odiarsi (forse con una punta di rimorso in più). Noi, invece, viviamo nella realtà, ed in questo mondo perdere un amico o l’uso delle gambe non é né giusto, né ingiusto, né scritto. É solamente triste . 

 


L’INTERO NUMERO OTTO DI FUMETTOMANIA

File written by Adobe Photoshop? 5.0

LO POTETE VISUALIZZARE E SCARICARE DAL SITO DALL’APP HyperComix


NOTE EXTRA

FUMETTOMANIA INDEX 1990 – 2012

ovvero, tutte le informazioni e tutti i contenuti relativi ai 20 numeri pubblicati della rivista cartacea Fumettomania.

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