ct08_10 Immagine tratta dall mostra espositiva dedicata al Commisario Spada, ed al suo autore Gianni De Luca, ad opera di BilBouBul a Bologna nel 2008.
Immagine tratta dall mostra espositiva dedicata al Commisario Spada, ed al suo autore Gianni De Luca, ad opera di BilBouBul a Bologna nel 2008. Per gentile concessione

Aprile 1970: la lunga guerra del Commissario Spada

di Carlo Scaringi

Da qualche decennio, diciamo dai tempi della prima “Piovra” televisiva, film, telefilm e romanzi denunciano con coraggio e impegno i crimini della delinquenza, soprattutto della mafia. In tutti questi anni abbiamo incontrato moltissimi poliziotti, commissari e investigatori vari che insieme agli uomini dei vari corpi specializzati delle forze dell’ordine combattono, e spesso sconfiggono, le cosche criminali. Personaggi come il commissario Montalbano, reso ulteriormente famoso dalla televisione, o Sarti Antonio, sergente della Mobile bolognese, sono forse i più popolari, accanto ad altri, diciamo così minori, ma egualmente riusciti. Solo il mondo dei fumetti sembra assente da questo forte impegno civile contro la delinquenza diffusa in tutto il Paese. I “poliziotti di carta” creati da autori italiani sono numerosi, i primi risalgono agli anni prebellici come Dick Fulmine e Furio Almirante, che vivevano e “lavoravano” negli Stati Uniti perché il regime non tollerava storie criminali ambientate in Italia. Purtroppo anche nel dopoguerra i nostri autori, forse per dare maggiore credibilità ai loro eroi, hanno continuato a inventare personaggi quasi sempre americani. Dopo un Gim Toro che combatteva a San Francisco contro le bande della locale “Chinatown”, abbiamo incontrato, nel corso degli anni, Ginko, implacabile avversario di Diabolik, Nick Raider e la criminologa Julia, protagonista dell’omonima collana edita da Bonelli, che collabora con la polizia di Garden City, città che ricorda una più piccola New York. Solo un poliziotto italiano, Sarti Antonio presente in decine di romanzi di Loriano Macchiavelli, è approdato nei fumetti, a metà degli anni Ottanta disegnato da Gianni Materazzo sulle pagine di Orient Express e poi in un libro edito da Flaccovio, “Le piste dell’attentato”. Anche Magnus ha illustrato da par suo un altro romanzo dello stesso autore, ora in libreria con una nuova storia, “Come cavare un ragno dal buco” arricchita da significative illustrazioni in bianco e nero di Otto Gabos, pseudonimo di Mario Rivelli, un sardo trapiantato a Bologna. In mezzo a tutti questi poliziotti esotici c’è posto anche per un personaggio tutto italiano, come il Commissario Spada, creato dal giornalista Gianluigi Gonano e disegnato con grande realismo da Gianni De Luca.

ct08_10 Tavola a fumetti tratta da Spada1

Spada ha debuttato il 19 aprile 1970 sul ”Giornalino”, un settimanale cattolico abbastanza aperto ai problemi del nostro tempo. Destinato a un pubblico giovanile che ignorava i grandi problemi della violenza metropolitana e del terrorismo di quegli anni, il Commissario Spada divenne subito un personaggio umano e credibile, con storie che aprivano una finestra in un mondo popolato di personaggi inquietanti, individui strani e folli, sette sataniche, delinquenti comuni e terroristi. La serie è durata una dozzina di anni, con qualche interruzione, e ha in pratica proposto una cronaca di fantasia ma con molti agganci con la realtà di quel difficile decennio. Spada è rimasto vedovo dopo le nozze perché la moglie è morta dando alla luce il figlio, vittima forse delle allucinazioni e degli incantesimi satanici evocati nella storia “I figli del Serpente”. I rapporti tra il commissario e il figlio adolescente, Mario, sono piuttosto tormentati con il contrasto generazionale accentuato dalla difficoltà di instaurare un vero dialogo, e dalle lunghe assenze del padre, dovute al suo lavoro. E’ un condizione affrontata in molte storie con realismo e rigore, e che imprime a questo insolito fumetto un tono decisamente umano, anche quando padre e figlio si comportano con una certa durezza. Spada è un “duro” dal cuore d’oro, che scoppia a piangere sul corpo di uno dei suoi uomini ucciso dai banditi, ma che non esista a scagliarsi con le armi in pugno contro chi attenta alla sicurezza dei cittadini. Al figlio che lo rimprovera perché la polizia ha ucciso un terrorista (“Adesso magari ti daranno la medaglia”), replica con fermezza: “Cosa si aspettano tutti da me? Ho fatto solo il mio dovere, siamo stati aggrediti alle spalle. Ma è inutile: i ribelli sono sempre più simpatici di noi poveri diavoli”. Gran parte delle indagini sono ambientate a Milano e dintorni, quasi sempre contro la criminalità comune, ma non mancano episodi dedicati al terrorismo, alla droga, perfino ai dirottamenti aerei, uno dei quali sarà appunto sventato grazie alle buone dosi di psicologia e umanità di questo commissario, unico nel panorama del fumetto italiano.

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ct08_10 Autoritratto di Gianni De Luca

Personaggio schivo e riservato, Gianni De Luca (nato in Calabria il 25 gennaio 1927 e morto a Roma il 6 giugno 1991) è stato uno dei maggiori disegnatori italiani, rimasto sempre legato all’editoria cattolica, prima al Vittorioso dove debuttò nel 1947 con una storia su Leonardo da Vinci, poi al Giornalino, dove pubblicò i suoi capolavori. Dopo una serie di storie sul mondo antico, De Luca affrontò nel 1951 un tema insolito per quei tempi, “Gli ultimi della Terra”, racconto fantascientifico del dopobomba. In seguito è tornato ai temi a lui congeniali, quelli storici e religiosi, dalla Bibbia alla storia della Chiesa. Il Commissario Spada, con il suo realismo, è stata quasi una parentesi nella sua attività, peraltro sempre aperta a nuove e originali esperienze, come a metà degli anni Settanta quando compose la trilogia scespiriana (Romeo e Giulietta, Amleto e La tempesta) con inedite soluzioni stilistiche ed espressive, con tavole dove i personaggi vengono quasi scomposti, disegnati in una sequenza che dà l’impressione del movimento. Uno dei suoi ultimi lavori è stato Paulus, un centinaio di tavole suggestive e incisive sulla storia di Paolo di Tarso e della sua conversione.

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