FUMETTOMANIA STORY…
Ovvero la storia della rivista Fumettomania, creata nel 1989-90, e dell’associazione siciliana fondata nel 1991.
Questa settimana presentiamo una riflessione di Maurizio Pustianaz, che ambiva a diventare una rubrica, sui manga in Italia all’inizio degli anni duemila e sui loro pregi.
Il testo è tratto dal n. 13 (Aprile 2001), numero dedicato alla fantascienza, con il quale festeggiavamo i 10 anni dell’associazione Fumettomania; quel numero era di 24 pagine, formato comic book, in B/N e con una tiratura di circa 350 copie. La copertina era a quattro mani, personaggio principale del grande fumettista Giuseppe Palumbo e rifiniture sia a colori, sia in scala di grigio dall’artista barcellonese Giuseppe Orlando.
Gli articoli tratti dalla fanzine cartacea Fumettomania continuano…
Come sempre buona lettura
mario benenati, direttore culturale del magazine on line di Fumettomania Factory APS
L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 35 anni dalla fondazione – è quello di continuare a diffondere la cultura del Fumetto, e di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori.
Il sommario del n. 13 è riportato di seguito
- 3 Editoriale di Mario Benenati e Salvatore Bucca
- 4 Destinazione F….iasco (Resoconto della mostra espositiva “DESTINAZIONE FUTURO”di Barcellona P.G.). di Mario BENENATI
- 5 Autori in mostra : Giuseppe PALUMBO
- 6 Duri, indipendenti ed incazzati! Intervista alla Perfect Trip Production . di Antonino RECUPERO
- 8 L’angolo dell’IGNORANTE. di Maurizio PUSTIANANZ (lo stiamo pubblicando oggi)
- 9 Autori in mostra: Stefano CASINI
- 10 Cittadino del mondo di Lucio SOTTILE
- 11 Un impegno concreto: avvincere i lettori . di L. SOTTILE
- 12 La commedia alla Mystère. DI Michele GINEVRA
- 13 Autori in mostra : Alessio SPATARO
- 14 Silvana GANDOLFI a Barcellona P.G. diE&T
- 14 Comics USA? di Giorgio CAMBINI
- 15 Medicina Nucleare di Diego GABRIELE
- 16 La nuova riforma scolastica: Fortyfield School di Ambrogio Isgrò
- 17 La fantascienza nei manga di Peppe MAIO
- 18 Autori in mostra: Salvo SANTONOCITO e Giovanni GENOVESI
- 19 Ista puella Amanda est di Domenico CUTRUPIA
- 19 D-Road : recensione di A. RECUPERO
- 20 Autori in mostra: Daniele G. FRERI
- 21 cfapaz_members-unsubscribe@egroups.com di M. BENENATI
- 22 Autori in mostra: John BOLTON
- 23 Aspettando… Alessandro BONI da Siena, una nuova autoproduzione dell’editore Medicina Nucleare
- 24 DEDICHE di Francesco FERRARI e Sam GLANZMAN
L’angolo dell’IGNORANTE
di Maurizio Pustianaz da Torino (gennaio 2001)
Prima di entrare nel vivo della rubrica, voglio dipanare un dubbio che certamente il titolo della stessa avrà creato. “L’Angolo dell’ignorante”: cosa può significare un titolo simile su una rivista che parla di fumeti? Beh, li titolo mi è venuto in mente pensando ai salotti ove i borghesotti si riuniscono per parlare del “nulla” più assoluto.
Il dubbio si infittisce? Ok, mettiamola così: se siete degli appassionati di fumetti cerlamente avete degli amici con cui condividete questa insana passione e con i quali vi ritrovate a casa di qualcuno (o in una sala di Biblioteca, ndR). Queste persone, però, non si sa come, ne sanno più di voi, oppure snocciolano critiche a questa o a quella casa editrice citando misteriose voci di corridoio.
Ecco. Ora abbiamo localizato la tipologia del salotto di finta tendenza e forse avrete capito che cosa vuole essere “L’Angolo dell’ignorante”: un mio divertissement ove io che non ho amicizie alcune dico le mie impressioni (sempre pacate e sempre dettate dal mio gusto personale in ambito fumettaro) sul panorama odierno dell’editoria italiana.
Ci siamo tutti? Si parte!
- Planet Manga Vs. Star Comics: a chi dare ragione?
Non riuscite a cogliere il motivo del mio primo punto? Proviamo ad analizzare la cosa insieme. Sempre più, nell’ultimo periodo le due case editrici di Bologna e Perugia, si stanno battendo pacatamente (più o meno) per creare un proprio parco testate, provenienti dal paese del Sol Levante e zone limitrofe, che possa incontrare il favore del pubblico.
Nei redazionali delle relative pubblicazioni i due contendenti si ignorano gentilmente ma nella realtà come stanno le cose? Diciamo da subito che fra le due la più aggressiva è la Pla-Ma visto il tentativo di alcuni mesi fa di sottrarre a Bovini e soci Sanctuary: serie disegnata dal maestro Ikegami e sceneggiata da Buronson (cosa che fece quando la Marvel riuscì a far cambiare idea a McFarlane riguardo il destino della pubblicazione di Spawn qui in Italia). Personalmente mi trovo a simpatizzare per l’editrice Perugina per quattro ragioni principali:
- migliore politica riguardo alla qualita/prezzo degli albi;
- questioni di gusto
- dovuto rispetto ai quattro Kappa Boys che simpatici o non che siano (non li conosco personalmente, perciò non mi pronuncio in merito) sono sempre stati i primi a portare i manga in Italia dopo l’avventura degli indimenticabili numeri di Eureka, contenenti tra le altre cose Golgo13 e Black Jack!
- anche se si rischia di aspettare anni, le serie vengono sempre concluse.
Non c’è dubbio che anche la Planet Manga sia meritevole di avere ripubblicato cose come Akira e Nausicaã, oppure avere portato in Italia Slam Dunk, Vagabond e Alita, però per i motivi di prima non la sento “vicina” come casa editrice. Il fatto, poi, di pubblicare volumi solo in libreria con un costo relativamente alto non mi trova d’accordo.
2. Perché i manga sono stati una rivoluzione e perché dovrebbero essere presi ad esempio quando si crea una serie anche in Italia?
Questo è un punto prettamente personale pero ci tengo a spiegare cosa mi gira in mente. Cito immediatamente quali sono secondo me i pregi dei manga:
– Il personaggio non dura in eterno, quindi c’è più possibilità che la storia non si trascini (vedi certi numeri di Dylan Dog e simili).
– Lo stile del disegno è sempre lo stesso e questo aiuta molto ad identificare li personaggio in un certo modo ed aiuta inoltre la creazione del suo “mondo”.
– L’autore è stimolato perché non sarà condannato a disegnare le solite avventure del solito personaggio.
Mi affretto a fare una precisazione, perché chi legge potrebbe pensare che io sia contro tutti i fumetti Bonelli.
Non penso che fumetti come Tex debbano morire di sana pianta, perché lui così come Zagor, Mister No, etc. fanno parte di una categoria di fumetti d’avventura che per forza di cose rispondono ad un certo “canovaccio” classico. Io personalmente ho seguito con affetto le avventure di Tex ed ho assistito con entusiasmo alla nascita di Mister No (memorabili le mie “battaglie” sindacali che mi vedevano rinunciare alla merenda per avere i soldi per comperare i primi tre numeri di Mister No).
Invece, fumetti innovativi come lo sono stati Dylan Dog e Nathan Never (più il primo del secondo), a mio avviso soffrono molto il ripetersi degli accadimenti all’interno della storia e col passare degli anni possono annoiare. E una cosa molto personale, però a conti fatti io di Bonelli leggo solo più Julia, Gea e Magico Vento (dico la verità: mi piacerebbe anche comprare primi 130 numeri di Zagor. Mi ricorderò sempre quando un mio compagno di classe alle elementari mi prestò “Odissea Americana”. Anzi, se trovate a poco prezzo il volumone a colori della Mondadori prendetelo! Era una strenna natalizia di quegli anni!).
Con questa premessa cosa può cambiare nel panorama del fumetto mondiale?
Beh, pian piano la “lezione” degli autori orientali è stata assimilata dalle nuove leve di autori americani. Lezione che ha portato alla creazione di mini serie come Painkiller Jane o Ash creerà un nuovo modo di concepire le storie e spero con questo che porti con se una ventata di originalità (che però dovrà fare a cazzotti col profitto). In fondo sarebbe un poco come creare dei personaggi d’autore (in Italia un buon esempio lo è stato Corto Maltese e molti altri) e portarli ad un pubblico ampio.
Secondo me anche se il mercato italiano è in crisi (vedi la recente scomparsa della Comic Art), alla fine, la qualità paga. Non voglio essere disfattista e nemmeno snob, però a conti fatti ora come ora i fumetti giapponesi sono tra i più economici, sono appassionanti e poi: nulla vieta agli autori (italiani e non) di dare sfogo al proprio estro creativo.
L’ultima cosa che è d’obbligo fare notare, è che tutti i giovani autori appena danno sfogo al proprio estro con buoni risultati, vanno a lavorare alla Bonelli. Beh, in fondo la pagnotta bisogna guadagnarla e poi la lungimirante casa editrice milanese non si fa scappare di certo buoni autori che gli consentono di potere continuare le serie esistenti e di crearne di nuove.
L’INTERO NUMERO TREDICI DI FUMETTOMANIA
LINK PER SCARICARLO SUL PROPRIO COMPUTER
https://www.fumettomaniafactory.net/wp-content/uploads/2024/06/FM_13_2001.pdf
NOTE EXTRA
FUMETTOMANIA INDEX 1990 – 2012
ovvero, tutte le informazioni e tutti i contenuti relativi ai 20 numeri pubblicati della rivista cartacea Fumettomania.


















