Sedicesimo articolo dello speciale Licence to kill 70 YEARS OF 007 (dedicato al settantesimo anniversario di James Bond, creato da Ian Fleming, ed apparso per la prima volta nel romanzo “Casino Royale” del 1953, NdR).

Torna sulle nostre pagine il nostro amico Dario Janese, super esperto di fumetti USA, con un articolo che mette in correlazione James Bond con l’agente segreto della Marvel per antonomasia, un tale Nick Fury, che proprio l’anno scorso ha compiuto 60 anni dalla sua creazione.
Siamo felici e grati di avere Dario ‘a bordo’, tutte le volte che è possibile e lo ringraziamo per questo nuovo interessantissimo articolo (in attesa del prossimo, NdR) e porgiamo i nostri ringraziamenti alla Ian Fleming Pubblication per la loro liberatoria che ci permette l’utilizzo dei vari nomi, e per il banner dello speciale.

Questo progetto è in dirittura d’arrivo. Cosa ci riserveranno le prossime ultime settimane?
Forse un articolo sulla colonne sonore dei film di 007? Forse un articolo sulle Bond Girl? Forse qualche altra nuova illustrazione tributo a James Bond? Seguiteci e lo scoprirete.

Mario Benenati, curatore di Fumettomania Factory Magazine

P.S.: vi diamo appuntamento a giovedi per un nuovo articolo per l’altro progetto speciale, che stiamo realizzando in parallelo a questo, sui 60 anni della serie televisiva Doctor Who.


IL NOSTRO AGENTE ALLA MARVEL

(Articolo di Dario Janese)

Era la Primavera del 1965 e il mondo era delle superspie. L’imprevedibile ed enorme successo di 2 anni prima di un film a basso budget basato sul sesto romanzo dello scrittore Ian Fleming su un agente del Servizio Segreto Britannico aveva creato non solo una moda, ma aveva imposto alla cultura popolare mondiale un sottogenere fatto di clichè narrativi provenienti dal noir, ma aggiornati secondo una nuova realtà tecnologica.

James Bond e Dr.No erano le attualizzazioni dei tanti campioni dell’ordine costituito e dei potenti criminali che agivano nell’ombra contro l’Occidente, il cui archetipo era Fu Manchu di Sax Rohmer, di cui lo stesso No era la versione superscientifica.

James Bond doveva abbandonare il terreno narrativo che dal western era passato nel noir anni ’30, e salire di grado in un gioco più evoluto e difficile: le pistole diventavano elementi occasionali di un mosaico di armi mortali più avanzate e sorprendenti: laser, arti meccanici, mini-jet, penne esplosive, automobili volanti o sottomarine, satelliti artificiali, missili atomici.

Il mondo diventava una rete unica di sfide che veniva percorso a nuove velocità, anche se il retrotesto rimaneva il duello eterno tra virtù civile e brama di potere, ora spersonalizzata e quasi burocratizzata in un’organizzazione simmetrica e opposta all’ONU, la Spectre, prototipo di ogni multinazionale del crimine successiva. 

Marvel in particolare era stata avanti a tutti quando, sin dai primi anni ’50, nella sua precedente denominazione di Atlas aveva lanciato superagenti come Clark Mason e Kent Blake, ma senza grande attenzione presso il grande pubblico.

Poi, nel 1956, aveva fatto breccia l’oriundo cinese Jimmy Woo, ma soprattutto il suo arcinemico, il genio criminale Artiglio Giallo, una revisione di Fu Manchu in un contesto che si può tranquillamente definire pre-superoistico, reso complesso dall’amore contrastata tra Woo e la nipote dell’Artiglio, Suwan (sicuro ascendente di quello in tutto simile tra Batman e Talia, la figlia di Ras Al Ghul).

Al Feldstein e il grande Joe Maneely firmarono la serie YELLOW CLAW, passata poi nientemeno che a un Jack Kirby sulla via del ritorno alla futura Marvel, interrotta però l’anno dopo dalla drastica riduzione dei titoli dovuta a problemi distributivi. Ma i suoi pochi numeri fecero eco, e tra altri colpirono la fantasia di un giovanissimo Jim Steranko, che ne avrebbe ripreso i personaggi sulla sua celebre gestione di Nick Fury

Già, Fury.

Chi era costui?

Sergente fury_n.1 della collana italiana
Sergente Fury_n.1 della collana italiana. Immagine utilizzata solo a fini divulgativi © degli aventi diritti

Nel 1965 era un veterano della Seconda Guerra Mondiale e protagonista dell’unico serial bellico della neonata Marvel, SGT.FURY AND THE HOWLIN’ COMMANDOS, a capo di una squadra militare multinazionale e multietnica, fortemente voluta da Stan Lee come veicolo per le sue idee liberal-umanitarie in sintonia col rapido mutamento di clima politico americano. Ma lo stesso Lee già a fine 1963 lo aveva portato nel tempo presente, a trascinare i Fantastici Quattro – il cui leader, Reed Richards, aveva incontrato sulle spiagge italiane durante un’azione di guerra, ma solo il mese prima nella realtà editoriale Marvel – in una bondiana caccia internazionale a un redivivo Hitler.

Come candidato al nuovo ruolo di superspia, un roccioso sottufficiale dei sobborghi di New York come Nick non era particolarmente attendibile: ed è quel che lui stesso disse davanti alla storica offerta di direzione dello SHIELD in STRANGE TALES #135.

Strange tales #135 - nick fury
Strange tales #135 – nick fury. Immagine utilizzata solo a fini divulgativi © degli aventi diritti

Ma presto Lee e Kirby lo adattarono al ruolo, o forse adattarono il ruolo a lui: ebbe la sua Spectre nell’Hydra, una setta paramilitare dedita alla conquista del mondo, e i loro fratelli minori ma anche più inquietanti dell’AIM, un clan tecnocratico dall’aspetto di apicoltori; più un cast simile a quello intorno a Bond, ma con un maggior peso dei comprimari, dal compare di risse e di guerre Dum Dum Dugan al protocollare Jasper Sitwell, da Gaffer che era la controparte del fornitore di ipertecnologia Q. E dopo un annetto di rodaggio, la calata di un talento irrefrenabile come Jim Steranko portò il decisivo cambio di passo, facendo di uno snellito Fury un Bond virato sulla fantascienza, tra fuochi d’artificio visuali, un piglio cinematico che portò alla prima pagina quadrupla della storia Marvel e a un circo di invenzioni e sequenze ultracinetiche che scrivevano la storia consapevoli di farlo.

Steranko riportò dagli anni ’50 anche il perfido Artiglio Giallo, Suwan, il nazista Voltzmann e Jimmy Woo, così come il letale Barone Strucker (apparso su SGT.FURY 5), anche lui passato dal Secondo Conflitto alla nuova guerra-ombra per il dominio della civiltà. E, dopo la scialba Laura Brown del primo periodo, la smagliante e aristocratica Contessa Valentina Allegro de Fontaine, palese upgrade dell’Ursula Andress uscita dalle acque del primo Bond, offriva un’ideale convergenza di lavoro e sentimento per un ruspante workaholic di borgata.

Il 1968 vedeva il ‘James Bond‘ della Marvel consacrato del successo di pubblico e promosso a un titolo solista su cui Steranko sarebbe rimasto per pochi ma memorabili numeri, iscrivendo nella storia del fumetto un’altra icona che, con qualche variazione, sarebbe poi passata anche alla grande stagione cinematografica che a inizi 2000 portò l’universo Marvel a numeri superiori a quelli della serie dello stesso James Bond, nel frattempo passato attraverso vari avvicendamenti di interprete rimanendo sempre e comunque uno tra i più popolari personaggi del ‘900, classificato al terzo posto nella graduatoria ufficiale degli eroi del grande schermo – nella versione originale di Sean Connery, naturalmente. 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

DARIO JANESE

Torinese, classe 1964, sociologo e storico americanista, Dario è dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture.

Per vari anni ha condotto un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.


NOTE EXTRA

Gli ultimi articoli precedenti di Dario

Nel 2023

https://www.fumettomaniafactory.net/tutto-quello-che-credevate-di-sapere-della-prima-marvel-ovvero-quando-litalia-supera-limmaginazione/

https://www.fumettomaniafactory.net/per-asgard/

La prima stagione di Lone Ranger (articoli di approfondimenti scritti da Dario) la potete approfondire in questa pagina del web magazine:

mentre la seconda stagione la potete rileggere in questaltra pagina del web magazine:


L’Associazione FUMETTOMANIA FACTORY – APS, che opera dal 1991 a livello nazionale – senza mai dimenticare le attività svolte nel territorio della propria sede operativa a Barcellona P.G., – ha come finalità la promozione, la divulgazione e la valorizzazione delle tematiche correlate al linguaggio del fumetto.
La “mission” di Fumettomania, è quella di attrarre ragazzi di tutte le età promuovendo progetti a loro dedicati, che parlino di argomenti attuali e coinvolgenti, utilizzando il fumetto, che si profila come forma d’arte autonoma che contiene in sé il codice linguistico della letteratura (le parole), le sue modalità di fruizione, ma anche la sequenzialità del cinema e l’attenzione figurativa delle arti visive tradizionali.
L’impegno dell’Associazione – a 33 anni dalla fondazione – è quello di continuare a diffondere la cultura del Fumetto, e di continuare i progetti culturali e sociali sul territorio con laboratori rivolti a giovani appassionati e alle scuole, mostre personali e collettive dedicate al fumetto, all’illustrazione e affini, presentazioni di fumetti ed incontri con gli autori.

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2023-11-21: SILVANO BELTRAMO

2023-11-14: (REVISIONE ED AMPLIAMENTO DEL PRECEDENTE ARTICOLO)

2023-11-03:

https://www.fumettomaniafactory.net/licence-to-kill-70-years-of-007-i-fumetti-prima-parte/

2023-10-26:

2023-10-18: PRIMO ARTICOLO

ARTICOLO INTRODUTTIVO
2023-10-06

https://www.fumettomaniafactory.net/70-years-of-007-agent-briefing-celebrazione-del-james-bond-day-by-ian-fleming-publications/

ARTICOLO INTRODUTTIVO
2023-08-12

https://www.fumettomaniafactory.net/agent-briefing-remembrance-looking-ahead-by-ian-fleming-publications/

ARTICOLO DI LANCIO DEL PROGETTO
2023-07-17


Fumettomania Factory – APS in short form

The Cultural Association Fumettomania Factory – APS, which has been operating nationwide since 1991, without ever forgetting the activities carried out in the territory of its operational headquarters, in Barcellona P.G. (Siciliy, Italy) – has as its purpose the promotion and enhancement of issues related to the language of comics.
The “mission” of Fumettomania is to attract children of all ages by promoting projects which talk about current and engaging topics. We have chosen to use comics, which contains in itself the code of literature (words) and traditional visual art (images), but also the mechanics of cinema (which is why it is also referred to as sequential art).
The commitment of the Association – 34 years after its foundation – is to spread the culture of Comics: we want to promote cultural and social projects with workshops aimed at young enthusiasts and schools, exhibitions and presentations dedicated to comics, illustration and similar, without forgetting meetings with authors!

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