FUMETTOMANIA sta celebrando i 60 ANNI di DOCTOR WHO.

Terza ed ultima parte del lungo articolo dedicato al secondo episodio della terza stagione di Doctor Who, dopo il reboot dei primi anni 2000, dal titolo The Shakespeare Code, che viene pubblicata il giorno prima del nuovo episodio speciale che andrà in onda sempre su Disney+ e che vedrà in azione il nuovo Dottore.

L’autore è Fabio Ciaramaglia, nostro mitico socio e collaboratore, protagonista indiscusso degli approfondimenti su Dungeons & Dragons, che pubblichiamo ogni 15 giorni, ed anche di quelli su Tomb Raider (quest’ultimo in stand-bye da alcuni mesi per dare spazio allo speciale sui 50 anni di D&D); Fabio aveva firmato anche l’introduzione al progetto su DOCTOR WHO lo scorso 18 maggio.

Questa trilogia di Fabio abbiamo deciso di pubblicarla in maniera più ravvicinata, e dunque in due settimane (tra il 14, il 20 ed il 24 dicembre), così da essere maggiormente apprezzata. L’articolo come tutti quelli scritti da Fabio è bilingue, in italiano ed in inglese, a beneficio degli amici/che stranieri che ci seguono.

L’articolo odierno, inoltre, ha un compagno: il nostro socio Antonino Barreca presenza costante nei progetti di Fumettomania (compresa Anthropocene, la collettiva itinerante sui cambiamenti climatici, NdR).
Ringraziamo Antonino e Fabio.

Il Dottore è tornato, ed anche il suo pubblico!
Auguri per i suoi 60 anni.

Vi ricordiamo che l’elenco degli articoli pubblicati lo trovate in fondo. se qualcuno ne fosse interessato, sempre in fondo all’articolo, si trovano le informazioni per partecipare a questo speciale progetto di Fumettomania (in lingua italiana ed in inglese).

Nota bene: Doctor Who © 2023 BBC Studios. Le immagini che pubblichiamo sono solo a fini divulgativi.

Mario Benenati
Presidente di Fumettomania Factory APS
e direttore culturale del sito-magazine omonimo

P.S.: Continuiamo a ringraziare a John Freeman per la sua strip e per gli altri articoli e tutti gli altri amici ed amiche che pubblicheremo nelle prossime settimane: Elena Casagrande, Fabio Ciaramaglia (che pubblichiamo oggi), Bryan Talbot, Sonia Saturno, Alessandro Bottero, Luigi Iannelli, Antonino Barreca (che pubblichiamo oggi), Maria Celeste Arena, Gabriela Pinzaru, Damiano Gallinaro e, mi auguro, tanti altri artisti.
I nostri ringraziamenti sono molto sentiti, perché sappiamo bene che non è facile per un autore professionista partecipare a questi tipi di progetti, immerso com’è nei vari impegni di lavoro. Grazie di cuore a tutti.


WE CELEBRATE 60 YEARS OF DOCTOR WHO
(Celebriamo i 60 anni della serie televisiva Doctor Who)

Nuovo Banner promozionale per il nuovo DOCTOR WHO, in occasione dei 60 YEARS del DW © 2023 BBC Studios. Immagine utilizzata solo a fini divulgativi.

Il trionfo del postmodernismo in “The Shakespeare Code” (Doctor Who S3, E2)

Cast di The Shakespeare Code
Cast di The Shakespeare Code © degli aventi diritti

I riferimenti a Shakespeare e alle sue opere sono estremamente densi in questo episodio, non semplicemente perché il Bardo ne è co-protagonista. Ci sono riferimenti biografici e altri alle sue opere, con vere e proprie citazioni di versi. Il tutto è anche perfettamente contestualizzato e anche, se vogliamo, coerente con lo svolgimento dell’azione.

Partiamo dai riferimenti biografici che sono a tutti gli effetti ancora oggi oggetto di rivisitazioni fantasiose, poiché i dati concreti che abbiamo sono relativamente pochi e molta della vita e carriera di William Shakespeare è frutto di una ricostruzione basata in gran parte su ipotesi. Tra i pochi dati concreti ci sono quelli relativi alla messa in scena di alcune delle opere shakespeariane: la figura del Master of the Revels (maestro delle cerimonie) è fondamentale in questo poiché, fungendo da principale organo di censura, la sua approvazione con tanto di firma e sigillo fa sì che nei suoi registri, che sono arrivati in gran parte fino ai nostri giorni, risultino le date di stesura e quindi messa in scena di molte opere teatrali dell’epoca.

Si ricordi che all’epoca il teatro, sebbene intrattenimento popolare rivolto a tutti i ceti sociali, non era visto come un ambiente sano, anzi gli attori erano considerati quasi alla stregua dei criminali e in casi estremi non era consentito seppellire le loro spoglie su terreno consacrato; gli stessi teatri erano costruiti nelle periferie delle città o addirittura al di fuori di esse ed era assolutamente proibito alle donne di recitare, perché, appunto considerato un mestiere pari in morale a quello della prostituta.

Per chi avesse visto il film Shakespeare in Love, queste non sono informazioni nuove, considerato che molti degli snodi del suo intreccio narrativo coinvolgono proprio il Master of the Revels.

In effetti, lo stesso Shakespeare non si preoccupò di pubblicare in vita le sue opere teatrali che probabilmente egli stesso non considerava “letteratura”, e solo nel 1623 esse vennero pubblicate nel “First Folio”, per larga parte basata sulla ricostruzione dei copioni forniti ai singoli attori da parte dei membri della sua compagnia Heminge e Condell. Love’s Labour’s Won non compare né nel Folio né tanto meno nei registri del Master of the Revels, ma è noto tra gli studiosi shakespeariani come un “lost play”, un dramma perduto, poiché il suo titolo è presente su altri documenti dell’epoca proprio a firma di Shakespeare.

"The Shakespeare Code": Cover di una delle prime edizioni dei Sonetti di Shakespeare
Cover di una delle prime edizioni dei Sonetti di Shakespeare. © degli aventi diritti

Numerose teorie accademiche si sono susseguite nel tempo, come per esempio quella che fosse solo un titolo alternativo di altre opere, ma nessuna è mai stata definitiva. Il fatto che in questo episodio di Doctor Who si offra una interpretazione molto più fantasiosa è sicuramente un occhiolino al pubblico più colto della serie.

Shakespeare riteneva in qualche modo, ma erroneamente con il senno di poi, che la sua fama letteraria fosse legata alle sue opere poetiche: Venus and Adonis (1593) e The Rape of Lucrece (1594) sono le uniche opere pubblicate che effettivamente contengono la sua firma.

Era un periodo in cui i teatri erano chiusi per una pestilenza e in cui probabilmente lo scrittore poté dedicarsi alla scrittura poetica. Qui subentra un’altra questione filologica legata ai Sonnets: sebbene pubblicati nel 1609, con tutta probabilità senza il consenso dello scrittore, secondo fonti affidabili (Francis Mere) erano stati in gran parte scritti proprio tra il periodo dei due precedenti poemetti e poco prima del 1599, ovvero quando è ambientata questa storia.

Per chi non fosse addentro all’argomento, quasi tutti i Sonnets di Shakespeare sono dedicati a un “Fair Youth” (bel/biondo giovane) al quale il poeta si rivolge in principio per convincerlo a prendere moglie e procreare, in modo tale da preservare per il futuro la sua bellezza; ma successivamente, nello sviluppo narrativo della raccolta, questo amore platonico nei suoi confronti fa sì che la bellezza sia perpetuata proprio attraverso la scrittura poetica. Ciononostante, subentrano altri personaggi nella narrativa dei Sonnets, come la famosa “Dark Lady”, a cui ne sono dedicati svariati, per la quale il poeta prova attrazione e desiderio e al contempo gelosia perché anche lei coinvolta amorosamente con il Fair Youth.

Sono state fatte numerose illazioni sull’identità sia del Fair Youth che della Dark Lady. Sul primo forse ci sono teorie più concrete, anche per via della dedica a “Mr W.H.” che compare sul frontespizio della prima edizione, eppure ugualmente ha scatenato la creatività di scrittori come Oscar Wilde che con il suo The Portrait of Mr W.H. (1889) produce una biografia di fantasia densa anche di critica letteraria proprio sui sonetti shakespeariani.

Nel nostro caso sarebbe divertente pensare che quel nome sia solo un frammento di “WHO”, che però, è il caso di ricordare, è un epiteto che viene utilizzato praticamente mai nella serie. Lo Shakespeare rappresentato qua ha però una certa attrazione nei confronti del Dottore, ma anche nei confronti di Martha, che è il caso di ricordare ha la pelle scura. Verso il finale dell’episodio, con l’incipit del diciottesimo sonetto (“Shall I compare thee to a summer’s day…”), in qualche modo si ammicca a quel triangolo amoroso, tra platonico e carnale argomento noto dei Sonnets, con il Dottore nei panni del Fair Youth e Martha in quelli della Dark Lady.

"The Shakespeare Code": Freema Agyeman nel suo ruolo di Martha Jones
Freema Agyeman nel suo ruolo di Martha Jones. © degli aventi diritti

In tutto l’episodio ci sono poi delle citazioni letterarie specifiche a parte di famosi versi shakespeariani, che però, nel fictional gioco metaletterario, sembrano essere dei versi inventati dal Dottore e che poi Shakespeare ha, diciamo, preso in prestito -in un periodo in cui il diritto d’autore non esisteva, il plagio era effettivamente prassi.

È il caso di “The play is the thing” e “To be or not to be” e “All the world’s a stage” (da, rispettivamente, Hamlet e As You Like It, entrambi probabilmente scritti proprio in quel 1599), ma anche il “Once more to the breach my friends” (da Henry V), che però proprio Shakespeare riconosce come proprio -quell’opera è anch’essa probabilmente del 1599.

Nel finale, il Bardo ricorda la perdita del proprio figlio, Hamnet (riferimenti presenti anche in The Sandman), e forse, nella finzione narrativa della serie, l’incontro con il Dottore e con esseri sovrannaturali come le Carrionites, lo ispira a scrivere quel capolavoro di Hamlet, ma anche, successivamente, l’altro capolavoro Macbeth (che si apre proprio con tre streghe), che proprio sulla profezia, la parola, il tradimento e l’ambizione ha degli elementi cardine. Altro riferimento minore è alla parola Sycorax (un popolo alieno) che il Dottore usa e che Shakespeare gradisce così tanto che poi la usa come nome della madre di Caliban in The Tempest -sempre restando in questo ambito tra realtà e finzione.

Hamnet Shakespeare in The Sandman
Hamnet Shakespeare in The Sandman © degli aventi diritti

Lasciando da parte Shakespeare per un momento, bisogna aggiungere che i riferimenti al Bardo e alle sue opere non sono i soli in questo episodio, che ha in effetti, altri inside jokes verso la cultura popolare. Per esempio, in apertura di episodio, per spiegare a Martha degli effetti e le conseguenze sul futuro dei viaggi del tempo, il Dottore le menziona il film Back to the Future (1985) e di come Marthy McFly, dopo aver accidentalmente impedito ai propri genitori di conoscersi, gradualmente sparisce dall’esistenza nel proprio flusso temporale (inizia a sparire da una fotografia).

Nel momento topico dell’episodio, quello in cui Shakespeare improvvisando declama per intrappolare le Carrionites, ha una esitazione di troppo su come chiudere i propri versi, e lo aiuta Martha esclamando “Expelliarmus!” con chiaro riferimento all’incantesimo utilizzato più volte nella saga di Harry Potter (che pure era stato menzionato in precedenza in un dialogo). Infine, proprio nelle scene finali, la Regina Elisabetta I nel riconoscere il Dottore esclama “Off with his head!” con ovvio riferimento alla Regina di Cuori di Alice in Wonderland (1865), stranoto romanzo di Lewis Carroll anche nelle sue versioni cinematografiche (di lì a poco, nel 2010, uscirà la versione di Tim Burton).

Ci sarebbe molto altro da dire su The Shakespeare Code, come per esempio il riferimento nello stesso titolo al best seller di quegli anni The Da Vinci Code (2003) di Dan Brown, ma credo che ciò che abbiamo scritto finora sia sufficiente per comprendere quanto Doctor Who, come serie, sia plurisfaccettata e densa, seppur fruibile e godibile anche a un livello più basilare come prodotto di fantascienza.

Questo episodio, e la serie stessa, sono rivolti a un pubblico, diciamo “mid-brow”, ovvero è un prodotto che è prevalentemente di intrattenimento, ma riesce a mischiare elementi di cultura “bassa” e “alta” in una piena coerenza di stile e narrativa. Le citazioni shakespeariane colte si mischiano a quelle di prodotti più pop come Harry Potter, ma pure senza nessuna citazione la storia sarebbe stata lo stesso intrigante per un pubblico generico.

FINE DELLA TRIOLOGIA SU DOCTOR WHO DI FABIO C.

"The Shakespeare Code": Il riferimento a Harry Potter
Il riferimento a Harry Potter, © degli aventi diritti

Bibliografia minima

Parliamo qua principalmente di The Shakespeare Code, la cui prima messa in onda è stata nell’aprile del 2007 su BBC One. La regia è di Charlie Palmer, mentre la sceneggiatura è a opera di Steven Moffat, Sydney Newman e Gareth Roberts. Per una completa lista di chi ha collaborato, si veda la pagina IMDB https://www.imdb.com/title/tt0974729/ . Su Prime Video è possibile vedere l’episodio, ma sono state pubblicate anche versioni in DVD.

Una lista quasi completa dei film basati su Shakespeare e/o le sue opere è disponibile su Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_William_Shakespeare_screen_adaptations

Esistono molti studi su Shakespeare nel cinema, ne menzioniamo due:

Isabella Imperiali (a cura di), Shakespeare al cinema, 2000, Bulzoni

Robert Shaughnessy (a cura di), Shakespeare on Film, 1998, Bloomsbury

Ne esistono svariati anche su Shakespeare nei media, ma facciamo riferimento a uno specifico:

Richard Burt (a cura di), Shakespeare after Shakespeare, 2006, Greenwood

La metodologia usata in questo articolo e nei due successivi è la stessa che ho adottato nella mia tesi di dottorato, Shakespeare nella televisione italiana dal 1977 al 2003, 2005, disponibile nella Biblioteca Nazionale di Roma e quella di Firenze.

Biografia dell’autore

FABIO CIARAMAGLIA

Con una laurea in letteratura inglese con una tesi su Shakespeare nei fumetti (2000) e con un dottorato con una tesi su Shakespeare nella televisione italiana (2004), ho sempre cercato di occuparmi della relazione tra letteratura e altri media.

Ho collaborato con varie riviste di fumetti, da Fumo di China a Fumettomania nella sua precedente incarnazione, ma ho anche tradotto due fumetti per la Magic Press e alcune poesie inglesi.
Ho poi iniziato a insegnare inglese nelle scuole superiori prima a Roma e poi, dal 2015, a Trieste.

Non ho perso l’animo nerd nemmeno da insegnante, ma a partire dal 2006 ho virato più sul versante dei videogiochi, in alcuni dei quali, forse per deformazione professionale, ho riscontrato elementi degni di analisi che però prima di ora non avevo avuto il coraggio di affrontare con maggiore serietà.


ANTONINO BARRECA : Doctor Who a Barcellona Pozzo di Gotto (ME)

ANTONINO BARRECA

Antonio Barreca nasce a Milazzo (Me) il 06/09/1979.
Consegue un diploma tecnico di geometra e parallelamente alla sua professione, coltiva la passione per la scrittura e il disegno artistico.

Nel dicembre 2015 esordisce sulla piattaforma Amazon Kindle Direct Publishing, pubblicando la silloge poetica “Il severo monito degli angeli silenti”.
Nel giugno del 2015 pubblica l’antologia di racconti “Il sorriso dell’arcana regina” (Edizioni Montag).
Dopo una lunga gestazione, nel luglio del 2016 viene pubblicato il primo romanzo “Le imprescindibili trame del destino”, disponibile in formato digitale e cartaceo su Amazon Kindle Direct Publishing.

Nell’agosto del 2017, a due anni dall’uscita della prima silloge, pubblica ancora con Amazon “Malinconica rapsodia dei perdenti”, opera che raccoglie poesie composte in età adolescenziale e che rappresenta l’ideale seguito dell’antologia di versi che la precede.

Nel gennaio 2018, pubblica l’antologia di racconti d’ambientazione siciliana “Profumo di zagara” (ZeroUnoUndici Edizioni).
Sempre per ZeroUnoUndici Edizioni, il 29 marzo 2019 pubblica il romanzo western “Riverberi di Luna Comanche”.

NOTE A MARGINE

I precedenti lavori di Antonino potete ammirarli:

ENGLISH VERSION

The post-modernist triumph in The Shakespeare Code (Doctor Who S3, E2)

Cover dell'edizione italiana in DVD della terza stagione di Doctor Who
Cover dell’edizione italiana in DVD della terza stagione di Doctor Who. © degli aventi diritti

The references to Shakespeare and his works are extremely dense in this episode, not just because the Bard co-stars in it.

Some of them are to his life and others to his works, with literal quotations of lines. Everything is also perfectly in-context and consistent with the development of the plot. Let us begin with the biographical references which are still, at this day, origin for imaginative theories, because the actual data are not many and most of William Shakespeare’s life and career is a patched-up reconstruction based mainly on hypothesis.

Among the few factual data there are those related to the staging of some Shakespearean plays: the role of the Master of the Revels is crucial because, acting as the main censorship control, his approval with signature and official seal makes his registers, most of which available nowadays, the source for the dates of release and staging of many of the plays of that age. It is the case to remind that at that time theatre, though a successful form of entertainment for all social classes, was not seen as a healthy business, in fact the same actors were considered almost as criminals and in the worst cases their mortal remains could not be buried in holy grounds; the theatres themselves were built in the outskirts of the cities and it was absolutely forbidden for women to act, because that trade was considered almost as prostitution.

For those who have watched Shakespeare in Love this is not new information, considering that some parts of the plot involve the Master of the Revels.

As a matter of fact, Shakespeare himself did not care about publishing his plays during his life, maybe because he did not consider them “literature”, and they were published only in 1623 in the “First Folio”, based mostly on the reconstruction of the scripts by some actors of his company, Heminge and Condell. Love’s Labour’s Won is not included in the Folio nor in the Master of the Revels’ registers, yet it is known among Shakespearean scholars as a “lost play”, because the title is mentioned in other documents of those days with references to Shakespeare.

Several different academic theories have involved this play, such as that it was just an alternative title for another published work, but none of them can be considered final. The fact that this episode of Doctor Who offers us a possible interpretation, surely with a big use of imagination, is cheeky towards the more educated audience of the series.

Shakespeare likely believed, though not correctly with our hindsight, that his literary fame was linked to his poetry: Venus and Adonis (1593) and The Rape of Lucrece (1594) are the only works which were published with his own signature. It was a period when the theatres were locked down because of the plague and when the playwright could actually commit to writing poetry.

Here there is another philological matter linked to the Sonnets: though published in 1609, most likely without the writer’s permission, according to reliable sources (Francis Mere) they were written mostly in the same period of the aforementioned poems and shortly before 1599, that is when this episode is set. For those not familiar with this subject, most Shakespeare’s sonnets are addressed to a “Fair Youth” whom the poet tries to persuade at first to get married and have children, in order to extend through his spawn his own beauty, but then, in the narrative development of the collection, this platonic love tries to extend the beauty through poetry.

Nevertheless there are other characters in the storytelling of the Sonnets, such as the famous “Dark Lady”, the recipient of many of them and also the object of desire and attraction by the poet and, at the same time, of jealousy because she is involved as well in the lover story with the Fair Youth. Many theories have arisen on the identity of the Fair Youth and the Dark Lady.

On the former probably there are more substantial ideas, also because of the dedication to “Mr W.H.” which is on the cover of the first edition: however, even in this case it has inspired the creativity of writers such as Oscar Wilde who, in his The Portrait of Mr W.H. (1889), elaborates and imaginary biography, also full of literary criticism, on the Shakespearean sonnets. In our case it would be fun linking that name to “WHO”, but we have to remind that “Doctor Who” is something which is basically never used in the storytelling of the series. Yet, this Shakespeare somehow is attracted by the Doctor and also by Martha, who has some West Indies origins. Towards the end of the episode, with the beginning of Sonnet 18 (“Shall I compare thee to a summer’s day…”), somehow hints to that platonic and sensual love triangle, with the Doctor as the Fair Youth and Martha as the Dark Lady.

David Tennant nel suo Hamlet
David Tennant nel suo Hamlet. © degli aventi diritti

In all the episode there are also some literary quotations to some of the most famous lines by Shakespeare, which however, in the fictional meta-literary game, seem as if invented by the Doctor and that Shakespeare, let’s say, borrowed -in an age when the copyright did not exist, plagiarism was actually common. It is the case of “The play is the thing” and “To be or not to be” and “All the world’s a stage” (from Hamlet and As You Like It, probably both written in that year 1599) but also “Once more to the breach my friends” (from Henry V), which however Shakespeare acknowledges as his own -also that work was likely written around 1599.

In the final part of the episode, Shakespeare remembers his dead son Hamnet (these references are also in The Sandman, by the way), and maybe, in the fictional world of the series, the meeting with the Doctor and supernatural beings such as the Carrionites, he is then inspired to write that masterpiece of Hamlet but also, later, Macbeth (which begins with three witches), both works in which prophecy, betrayal and the power of the word are important elements. Another lesser reference is to the word Sycorax (some aliens the Doctor had met) which is used and Shakespeare likes it so much that eventually he uses it as the name of Caliban’s witch-mother in The Tempest in this meta-fictional game.

The Shakespeare Code,: Il trio protagonista e il Dottore con l'oggetto che sembra un Sycorax
Il trio protagonista e il Dottore con l’oggetto che sembra un Sycorax. © degli aventi diritti

Putting Shakespeare on a side for some time, we have to add there are several other types of references to popular culture in this episode. For instance, in the opening of it, the Doctor needs to explain Martha how time travel works, especially for the consequences of actions, and mentions the film Back to the Future (1985) and how marthy McFly, after having incidentally prevented the first meeting of his parents, begins to fade from his current timeline (he has proof of it with his fading in a family picture).

Towards the end, in the climax of the episode when Shakespeare improvises some lines to trap the Carrionites, he has a sudden hesitation and Martha helps him by shouting “Expelliarmus!”, with a clear reference to the spell used many times in the Harry Potter saga -which had been mentioned also earlier. Last but not least, in the final moments of the episode, Queen Elizabeth I, when she recognizes the Doctor, yells “Off with his head!!”, with obvious reference to the Queen of Hearts in Alice in Wonderland (1865), well known novel by Lewis Carroll also remade in several films (some years after this episode, in 2010, Tim Burton’s version is released).

There is more to say about The Shakespeare Code, such as the similarity to the title of the best selling novel of those years, The Da Vinci Code (2003) by Dan Brown, yet I reckon that what we have written so far is enough to understand how much Doctor Who, as a series, is multifaceted and dense, though wholly enjoyable on a lighter level as a science fiction product. This episode, and the series itself, is addressed mainly to a “mid-brow” audience, that is it is a product made mainly for entertainment but which mixes “high brow” and “low brow” keeping a narrative and stylistic consistency. The educated Shakespearean quotations mix with more pop ones such as those to Harry Potter, yet even without any quotation at all the story would be compelling also for a casual audience.

"The Shakespeare Code": Il riferimento a Harry Potter
Il riferimento a Harry Potter, © degli aventi diritti

Further readings

We speak here mainly of The Shakespeare Code, broadcast for the first time in April 2007 on BBC One. The direction is by Charlie Palmer and the script is by Steven Moffat, Sydney Newman and Gareth Roberts. For a full list of credits, check the IMDB page: https://www.imdb.com/title/tt0974729/ . The episode is available on Prime Video, but there are also DVD collections.

An almost full list of films based on Shakespeare and/or his plays is available on Wikipedia:

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_William_Shakespeare_screen_adaptations

There are several essays on Shakespeare and cinema, we just mention two of them:

Isabella Imperiali (ed.), Shakespeare al cinema, 2000, Bulzoni

Robert Shaughnessy (ed.), Shakespeare on Film, 1998, Bloomsbury

Also on Shakespeare in media there are several essays, but we refer to a specific one:

Richard Burt (ed.), Shakespeare after Shakespeare, 2006, Greenwood

The method of analysis used in this article and the next two is the same I have used in my Ph.D. dissertation on Shakespeare in Italian TV from 1977 to 2003 (2005), available in the National Libraries of Rome and Florence.

END TRYOLOGY OF FABIO C.

Biography

FABIO CIARAMAGLIA

With an M.A. degree in English Literature, with a dissertation on Shakespeare and comics (2000) and a Ph.D. with a dissertation on Shakespeare and Italian TV (2004), I have always tried to deal with the complex relationship between literature and other media.

I have written for comics magazines, such as Fumo di China and Fumettomania (in its previous printed version), but also translated into Italian a couple of American comics for the publisher Magic Press and some poems. Meanwhile I have begun teaching English language at High School, at first in Rome and then, after 2015, in Trieste.

I have never lost the nerdy attitude even as a teacher, but since 2006 videogames have attracted me more and in some of them, maybe for a personal inclination, I have found several elements which are worth of being analysed, though before this year I had never dared approaching more seriously.

NOTE A MARGINE

I FUMETTI DI DOCTOR WHO IN ITALIA

I fumetti di Doctor Who, attualmente sono pubblicati dall’editoriale Cosmo, digitando il link seguente vedrete quali sono i volumi in vendita e come acquistarli.

https://www.editorialecosmo.it/serie/doctor-who-editoriale-cosmo/


UN PO’ DI RASSEGNA STAMPA SUL LANCIO DEL NOSTRO PROGETTO SUI 60 ANNI DI DOCTOR WHO

Sul web

https://downthetubes.net/italys-fumettomania-factory-celebrates-60-years-of-doctor-who-and-announces-other-special-projects-devoted-to-the-ninth-art/

https://www.afnews.info/w22/2023/11/16/doctor-who-60-e-gli-altri-special-project-di-fumettomania-per-il-biennio-2023-24/

https://magazinepausacaffe.blogspot.com/2023/11/festeggiamo-i-60-anni-di-doctor-who.html

https://www.tempostretto.it/news/fumettomania.html

https://www.orawebtv.it/barcellona-pg-lultima-stagione-di-fumettomania/

https://24live.it/2023/09/28/lultima-stagione-di-fumettomania/

CONTINUA NELLA SECONDA PAGINA
CON LE NOTE EXTRA E LE REGOLE PER PARTECIPARE A QUESTO SPECIALE …


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