Finalmente possiamo svelarlo …

Il terzo nuovo progetto di quest’anno di Fumettomania Factory – APS è dedicato a Lucio Dalla!

Nell’anniversario degli 80 anni dalla sua nascita, noi di Fumettomania vogliamo ricordare e celebrare Dalla con un progetto al quale potranno partecipare tutti gli artisti e i giornalisti, con cui siamo in contatto, realizzando illustrazioni, fumetti brevi (4 pagine al massimo), articoli ed approfondimenti sulle sue canzoni e sull’autore.

Le opere che arriveranno entro fine settembre 2023 diventeranno una mostra espositiva che, per la prima volta proporremo nell’autunno del 2023 nella città di Messina, in collaborazione con Officina del Sole ed altri amici messinesi.

Dopo “Sulla stessa barca (2013-15)” ed “Anthropocene, ovvero… Possiamo salvare il nostro Pianeta (2021-23)”, tutt’ora in corso, torniamo a dedicarci ad un progetto che mette insieme la musica ed il fumetto.
Era già successo nel 2011-12, con il tributo al mitico Eric Woolfson (co-fondatore di Alan Parsons Project), ma stavolta siamo più coinvolti perché Lucio Dalla è stato un grande autore di testi musicali, uno dei più innovativi e versatili autori e interpreti della canzone italiana, edd un poeta
che ha parlato al nostro cuore.

Vi lascio al bellissimo testo introduttivo a cura dell’amico Fabrizio Scibilia, giornalista, autori di testi per il teatro e già direttore di testate giornalistiche nel ventennio scorso, che ringrazio per le stupende parole che mi hanno emozionato e spero vi emozioneranno.

Ci rileggiamo tra 15 giorni, dopo il termine del crowdfunding con il comunicato stampa ufficiale di questo progetto.

Mario Benenati,
ideatore dei progetti culturali di “Fumettomania Factory- APS”

Comunicazione di servizio:
Fino al 12 marzo 2023 è attiva la campagna di Crowdfunding sulla piattaforma “Produzioni dal Basso”. L’obiettivo della raccolta fondi (con ricompense) è raggiungere 5000 euro poter completare l’acquisto delle scaffalature necessarie per la Biblioteca-Archivio del Fumettoche apriremo nella nostra città!
Ecco il link, https://www.produzionidalbasso.com/project/apriamo-l-archivio-del-fumetto-a-barcellona-pozzo-di-gotto/
Sosteneteci con una donazione libera oppure con una donazione ‘mirata’ per far vostra una delle 20 ricompense previste.

English version.
Service communication: Until to the 12 March 2023 the Crowdfunding campaign is active on the Italian platform “Produzioni dal Basso“. The goal of the fundraiser (with rewards) is to complete the purchase of the shelves needed for the Comics Library that we will open in our city!
Here is the link, https://www.produzionidalbasso.com/project/apriamo-l-archivio-del-fumetto-a-barcellona-pozzo-di-gotto/
Support us with a free donation or with a ‘targeted’ donation to make one of the 20 rewards available yours.

Foto di Lucio Dalla © deglia venti diritti

L’Artista.

Questo è stato Lucio Dalla, con l’articolo determinativo che ne cristallizza l’universalità, al di là dello specifico cantautorale.

Perché è stato allo stesso tempo poeta, autore di versi sinceri, profondi, visionari; musicista –compositore e polistrumentista (ma in particolare clarinettista) – capace di sperimentare di un inedito e supermoderno mix di generi inconsueti per l’Italia come il jazz, lo stomp, il soul, con spruzzate di ritmi e melodie tipicamente nostrane e spesso ravvivate dalla tradizione popolare; intellettuale visionario capace di contaminarsi fecondamente con una delle firme più preziose dell’intellighenzia “impegnata” del nostro Paese, come Roberto Roversi, ma nello stesso tempo voce “stradaiola” e genuina delle inquietudini di un’Italia immersa nel guado; e poi genio umile, amico dei colleghi e spesso incline alle collaborazioni, e dunque abile scopritore di talenti;  e ancora showman istrionico e spontaneamente portato a sfruttare le sue sembianze giullaresche per performance ai confini del cabarettistico. Insomma, Dalla personaggio –anche- un po’ da “fumetto”.

Per questo Fumettomania Factory ne ricorda la figura, che oggi appare di immensa importanza nella cultura e nello “spirito del tempo” del nostro Paese in quella delicata e irripetibile fase di passaggio tra gli ultimi rantoli di un mondo morente –quello precedente all’industrializzazione ed al suo lato oscuro cantato nella trilogia “roversiana”- e i primi vagiti dell’era del riflusso nel privato, dell’edonismo e dell’individualismo consumistico degli anni Ottanta, nella quale non sembrava potersi offrire alcun altro orizzonte se non una confusa e disomogenea anticamera dell’attuale “società liquida”, propria di tempi tecnologicamente iperconnessi e sviluppati quanto esistenzialmente smarriti e impauriti.

Tempi che ormai da 11 anni devono fare a meno del Genio di Bologna, della sua capacità di lettura, di interpretazione della realtà e del cuore dell’uomo, del suo talento nella trasfigurazione poetica…

Eppure, in quel 4 marzo di ogni anno che lo ricorda immancabilmente grazie ad uno dei suoi più noti capolavori, noi lo sentiamo sempre vivo in noi. Ci sentiamo ancora una volta come i gatti neri o come i cattivi pensieri, in un mondo che va al contrario di come vorremmo: ma sappiamo che “siamo noi, siamo in tanti”. E grazie a Lucio, in fondo, possiamo guardare al futuro “aspettando che ritorni una luce, di sentire una voce, aspettando senza avere paura… domani”.

Fabrizio Scibilia

IL TESTO DI “4 MARZO 1943”

Dice che era un bell’uomo e veniva, veniva dal mare

parlava un’altra lingua, però sapeva amare

e quel giorno lui prese a mia madre, sopra un bel prato

l’ora più dolce, prima d’essere ammazzato.

Così lei restò sola nella stanza, la stanza sul porto

con l’unico vestito, ogni giorno più corto

e benchè non sapesse il nome e neppure il paese

mi aspettò come un dono d’amore, fino dal primo mese.

Compiva sedici anni, quel giorno la mia mamma

le strofe di taverna, le cantò a ninna nanna

e stringendomi al petto che sapeva, sapeva di mare

giocava a far la donna, col bambino da fasciare.

E forse fu per gioco, e forse per amore

che mi volle chiamare, come Nostro Signore

della sua breve vita il ricordo, il ricordo più grosso

è tutto in questo nome, che io mi porto addosso

e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino

per la gente del porto io sono, Gesù Bambino

e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino

per la gente del porto io sono, Gesù Bambino.

Per un primo approfondimento su Lucio dalla vi invitiamo a leggere questo l’articolo

<< Lucio Dalla
Tra la via Emilia e la Luna

di Claudio Fabretti

Formatosi nelle orchestrine jazz dei 60’s, Dalla è divenuto uno dei cantautori italiani più geniali e versatili, attraverso un universo poetico capace di spaziare dalla canzone politica a memorabili ballate. Anche nella fase di declino non è mancato qualche colpo di coda. La sua morte in Svizzera, durante un tour europeo, ha privato la musica italiana di una delle sue colonne ..>>

L’articolo continua al link https://www.ondarock.it/italia/luciodalla.htm

e

questo articolo dell’anno scorso pubblicato su tg24.Sky.it

FABRIZIO SCIBILIA

Breve biografia

E’ nato nel 1968 a Milazzo, di fronte alle Eolie, dove oggi vive con la moglie e la figlia Eva, di cinque anni, in una casa di pietra e legno. Di formazione umanistica, ha studiato a Messina (lauree in Legge e in Storia e filosofia), Roma, Napoli e Oxford, esordendo nella scrittura alla fine degli anni Ottanta come cronista di provincia in Sicilia, fino ad arrivare al mondo della grande industria giornalistica milanese una decina d’anni dopo. In mezzo, la Val d’Elsa Toscana, il Ponente Ligure, tre lingue imparate e tanta voglia di riprendere a scrivere in modo più autentico, creativo e libero: anche dalla dittatura della tecnologia e della virtualità, dalla connessione continua, dall’alienazione sociale…

Così, dal 2003 è tornato nell’isola-continente a cui appartiene, dirigendo giornali indipendenti e legati al territorio, scrivendo testi di “teatro sociale” e progettando sviluppo di comunità, collaborando a varie produzioni filmiche, in particolare di tipo documentaristico tra Messina e Palermo.

Dopo avere cominciato come maestro nelle scuole primarie della provincia di Messina, insegna ora Storia e Filosofia al liceo e passa il tempo libero a vedere film, vecchie antologie del calcio e ascoltare musica, fantasticando su improbabili supergruppi e le migliori formazioni pallonare di sempre.

Ma il suo vero tridente dei sogni è formato da Danilo Dolci, Lorenzo Milani e Gianni Rodari.

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