immagine disegnata da Hugo Pratt

Quarto articolo di Dario Janese (dal suo blog Lone Ranger, di storia critica del fumetto) ri-pubblicato con l’aggiunta di immagini.
Oggi Dario continua il suo approfondimento su Peter Parker e sulla genesi editoriale di Spiderman, iniziato due settimane fa.
Buona lettura
Mario Benenati, Ideatore dei progetti culturali di Fumettomania Factory


da LONE RANGER,
un BLOG DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO

“DA UN GRANDE POTERE VENGONO GRANDI RESPONSABILITA'”

(Articolo originario del 10.09.12)

cover amazing spiderman #15 con le origini di spider-man

Questo è lo Spider-pensiero che Lee eleva a bandiera del nuovo personaggio, e che dall’inizio ne fa un eroe dell’era kennediana: l’uomo che non si chiede cosa l’America può fare per lui, ma il contrario; basterà questo
a fare di Spidey un’icona duratura della cultura democratica e radicale (l’idea di “sinistra” negli USA). Peter non combatterà mai contro spie sovietiche, dittatori cinesi e infiltrati comunisti come tra il 62 e il 68 faranno
suoi colleghi come Iron Man, Capitan America, Thor e i Vendicatori in alcune tra le più imbarazzanti e ideologiche storie mai pubblicate: lontano dall’anti-socialismo tipico dei personaggi più influenzati da Kirby, rimarrà sempre portatore dell’individualismo progressista e problematico di Lee, diffidente verso la politica vera e propria ma fortemente incline alle tematiche sociali.

Da subito Spidey avrà a che fare col disagio giovanile, l’emarginazione del diverso, la manipolazione dell’opinione pubblica da parte dei media (nel personaggio di J.J.Jameson, l’editore giornalista conservatore e fanaticamente ostile agli eroi in maschera), la necessità di un uso morale di scienza e tecnologia.

amazing spiderman #15: la sequenza delle origini di spider-man

Ma soprattutto, fin dai primi numeri di AMAZING Spidey si caratterizzerà come “eroe universale”, non limitato dalla specializzazione che caratterizzava tanti dei suoi predecessori: lo si può vedere fermare una rapina in un vicolo, sventare un’invasione aliena come fronteggiare cattivi sovrumani, spesso prendendo un sacco di legnate ma alla fine trionfando quasi mai grazie alla sua forza e agilità, ma in virtù di una mente pronta e scientifica. Tipico e tipizzante di lui sarà affrontare villains ben più forti , essendone talvolta del tutto surclassato, ma risultando alla fine sempre vincente di un’incollatura.
Lo scaltro Lee fin dall’inizio lo appoggerà agli eroi già noti e affermati del suo nuovo Universo Marvel: nel n.1 si presenterà ai Fantastici Quattro (già al loro numero 14, e dominatori delle classifiche di vendita) offrendosi
come membro salariato e facendo la figura del fesso; nel 5 verrà invece contattato dal Dottor Destino in persona, che ingannato dalla campagna diffamatoria del Daily Bugle di Jameson lo crederà un criminale con cui allearsi, e ne uscirà vivo a stento; nell’8 stabilirà una tradizione di rivalità adolescenziale con la Torcia Umana, il più popolare dei F4 e unico del gruppo ad avere per sè una testata (STRANGE TALES dal 101 al 134, sul cui Annual 2 ha già avuto un incontro/scontro con Spidey).

Due pagine consecutive, sempre da amazing spiderman #15.

Ma il tratto dominante e vincente sarà sempre il suo essere Peter Parker, il liceale imbranato e proletario che le ragazze snobbano e cui per aiutare la zia a pagare l’affitto tocca scattare foto di se stesso in costume da vendere al giornale che agli occhi di tutti fa di Spidey un reietto della società.


Addirittura, nel n.12 verrà sconfitto e smascherato in pubblico dal temibile dr. Octopus da lui affrontato durante una crisi influenzale…ma nessuno crederà che Peter possa essere l’Uomo Ragno, e Octopus stesso griderà: “BAH! lo sapevo che non poteva essere lui…è  solo quello sciocco ragazzino di Peter Parker!
A Superman o a Batman non sarebbe mai potuto succedere niente del genere.
E più Lee e Ditko infieriscono sul nostro eroe, salvo il fatto che ogni volta alla fine in qualche modo riesce ad avere la meglio sulla minaccia di turno, più l’identificazione del pubblico lo rende il supereroe del momento : la fine di Kennedy segnerà a fuoco un’America ancora ottimista ma colpita a fondo, imprimendo all’immagine dell’eroe sfortunato ma incorruttibile una valenza ancora più intensa e intima. Progressivamente Spidey diventerà “l'” eroe americano per eccellenza: integro e dolente, solo contro il mondo.

3 – continua

Dario Janese

BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.

GLI ARTICOLI PRECEDENTI DI DARIO, SU SPIDERMAN, SONO: