immagine disegnata da Hugo Pratt

Terzo articolo di Dario Janese (dal suo blog Lone Ranger, di storia critica del fumetto) ri-pubblicato con l’aggiunta di immagini e 900o articolo per questo nostro web magazine.
Oggi Dario continua il suo approfondimento su Peter Parker e sulla genesi editoriale di Spiderman, iniziato la settimana scorsa.
Buona lettura
Mario Benenati, Ideatore dei progetti culturali di Fumettomania Factory


da LONE RANGER,
un BLOG DI STORIA CRITICA DEL FUMETTO

“ANCHE SE IL MONDO PUO’ FARSI BEFFE DI PETER PARKER, IL TIMIDO TEENAGER….. PRESTO SBALORDIRA’ DAVANTI ALLA TREMENDA FORZA DELL’UOMO RAGNO!”

(Articolo originario del 09.09.12)

Così recita il testo sulla copertina di AMAZING FANTASY 15, dove un individuo alto e snello in posa plastica dentro uno stranissimo costume rosso e blu trasporta senza alcuno sforzo un figuro corpulento dall’aria losca, reggendosi a un’esile fune nera.

La prima pagina interna di amazing spiderman 01 che introduceva alla storia


E così, con scaltrezza inaudita da venditore, Stan Lee sbatte in prima pagina l’identità segreta di un nuovo eroe ancora prima che il lettore apra a pagina 1, ottenendo il duplice effetto di dare a ‘sto Parker la notorietà di uno che sembri obbligato a conoscere quasi fosse il tuo vicino di casa; e in secondo luogo dichiara che sotto la maschera di SPIDERMAN c’è un timido teenager che tutti prendono in giro…scatenando in tre parole un meccanismo di possente identificazione in tutti gli adolescenti d’America, in particolare l’enorme maggioranza degli “sfigati”. Un genio.


Davanti ai dati di vendita dell’albo Martin Goodman, per quanto non convinto, tenne fede all’impegno e concesse a “Parker” lo spazio lasciato libero da INCREDIBLE HULK. Impose l’aggettivo AMAZING nel titolo della serie per cercare di mantenere il pubblico (peraltro scarso) della vecchia rivista e lasciò carta bianca a Lee e al disegnatore Ditko, che aveva ideato al 100% l’aspetto del protagonista.

vignetta a pagina 3 di Amazing Fantasy 01 con Peter Parker che prende consapevolezza dei suoi nuovi poteri.


E così andò in scena la triste storia un 15enne orfano cresciuto da zii da libro Cuore, cui un caso della sorte dà gli stupefacenti poteri di un ragno, e che li usa come ogni adolescente  povero ed emarginato farebbe: per rivalsa, cercando attenzione e successo presso i media. Il che funziona per circa 5 minuti, sino a che Peter evita di intervenire nella fuga di un ladro inseguito da un agente….”è il tuo lavoro, non il mio:io d’ora in poi mi
occuperò soltanto di me stesso”… per poi scoprire che l’uomo che quella notte stessa ucciderà suo zio durante un furto in casa sua, è proprio il ladro da lui ignorato.

Penultima vignetta a pagina 11 di Amazing Fantasy 01 : con Peter Parker che prende consapevolezza dei suoi nuovi poteri.

Romanzo d’appendice, dite?
1 possibilità su milioni di abitanti a New York nel 1962?

Senz’altro…ma nel panorama dei modelli di eroe, Peter Parker è la Vittima del Destino, una variante di Edipo i cui poteri da dono sconfineranno sempre e di continuo nella maledizione. Non solo non gli migliorano la vita, ma sarà costretto a nasconderli per non dover rivelare alla zia superstite che la fine del marito è colpa sua.
Altro che Clark Kent che sorride da dietro gli occhiali, altro che Bruce Wayne che rimugina nella caverna sotto la sua enorme villa… Peter deve subire ogni giorno della sua vita il mobbing di bulletti che potrebbe
fare a pezzi in cinque secondi, farsi trattare come un disabile dalla zia senile e pantofobica, e dedicarsi anima e corpo ad assumersi le responsabilità che i suoi poteri comportano proteggendo gli innocenti dal crimine non solo senza venir neanche ringraziato, ma venendo trattato come una minaccia pubblica dalla stampa e dalla gente (grazie anche senz’altro al fatto che….tutti odiano i RAGNI!!!).
Ecco perché la natura di Peter di magnete naturale per la sfiga, il suo essere incompreso e infelice e disadattato a vita, causò l’immane risonanza di un pubblico che per la PRIMA VOLTA DI SEMPRE incontrava un eroe che non suscitava invidia ma compassione e condiscendenza: SPIDERMAN! THE HERO WHO COULD BE YOU!!
Stan Lee, un genio.

Dario Janese

2 – continua

BREVE BIOGRAFIA

Dario Janese, torinese, 1964, sociologo e storico americanista, dall’infanzia cultore del Fantastico in tutte le sue forme espressive. Scrittore, saggista e curatore di laboratori letterari e di informazione civile, ha tenuto cicli di divulgazione dell’opera di Lovecraft, Ballard e Pasolini e di lettura storica delle Scritture. Da vari anni conduce un blog (Lone Ranger) di storia critica del fumetto e vari gruppi Facebook sulle espressioni del Fantastico nella cultura popolare.