BRYAN TALBOT presenta GRANDVILLE BETE NOIRE, LE NOTE. Terza parte

L’estate si sa non permette di essere sempre puntuali; il caldo, il mare gli impegni di lavoro e gli imprevisti sono delle variabili che colpiscono tutti anche noi di Fumettomania Factory. Questa premessa solo per annunciare che oggi leggerete la terza parte delle note al terzo volume di Grandville (Bête Noire), sempre scritto e disegnato da Bryan Talbot, invece della seconda parte. Bisognerà invece attendere settembre per leggere la seconda e la quarta parte delle note. Promesso.

Le note di questa terza parte sono tradotte ed adattate da Alberto Conte, sceneggiatore genovese, che ha già pubblicato dei fumetti in Italia, in Francia e negli USA, negli anni scorsi.
Mario Benenati

BENVENUTI NELLE NOTE DI GRANDVILLE

di James Robertson e Bryan Talbot.

James Robertson, che è il curatore del sito del sito ufficiale dedicato a Bryan Talbot, ha iniziato a pubblicare le varie puntate di “Grandville Annotation” nell’estate del 2018 ed ha completato l’intera saga; noi di Fumettomania abbiamo iniziato a farlo (nella versione in italiano), dal 16 novembre 2018 con blocchi di 4 puntata (ogni 14/15 giorni nello stesso ordine degli articoli in lingua inglese), siamo arrivati al terzo blocco.

EDIZIONE ITALIANA
di Cesare Giombetti, Alberto Conte e Mario Benenati

Pagina di apertura delle note al terzo volume di Grandville (Bête Noire), nel sito ufficiale di bryan talbot

Questo delle Note (Annotation) è un concetto simile a quello di
DirectorsCut of Heart of Empire creato da Bryan e James Robertson: si tratta di un tentativo di rispondere all’eterna domanda “da dove prendi le tue idee?”, ed è un modo  per  presentarvi le influenze e le immagini che fanno parte della creazione dei 5 libri in cui è stato pubblicato Grandville. Mario Benenati


Le note a Grandville: Bête Noire,
PARTE TERZA

a cura di Alberto Conte

Pagina 42

Vignetta 2 e 3

I consigli di Rodericks (corretti) sulla gestione di una sistemazione raffinata delle posate

Il suggerimento di Roderick è corretto.

Diagramma di come preparare un'elegante cena

Vignetta 4
Cherie inizia a flirtare: vedete pagina 38, note di vignetta 6s (questo link sarà inserito tra 15 giorni)

Vignetta 8-12
La gang del Kalahari viene introdotta qui, si vedrà più tardi nel libro. Sono suricati, i quali vivono veramente nel Deserto del Kalahari in tribù o “clan”. Ritornano a giocare un ruolo di fondamentale importanza nell’ultimo libro: Force Majeure.

Pagina 44

Vignetta 4
Vine introdotta la Professoressa Agatha Orsina. Prende il nome dalla “Regina del Crimine”, Agatha Christie, la incontriamo in realtà in Grandville Noël. Orsina: nome scelto perché a simile agli orsi (quale è lei).

Pagina 45

Vignetta 1
L’entrata est del Louvre.

Vignetta 4
Questa galleria è basata su una presente (esistente) nel Louvre.

Questa galleria è basata su una presente (esistente) nel Louvre.

I dipinti sono tutti adattamenti dalle opere di Pietro Paolo Reubens (1577 – 1640) di cui il Louvre ne possiede un buon numero. Ero abbastanza soddisfatto del pavimento in parquet, che ho fatto copiando un campione di un metro quadrato dalla pubblicità di un negozio di pavimenti, facendo una vasta area, duplicando ed adattando insieme sezioni, quindi mettendole in prospettiva ed aggiungendo i riflessi e le ombre.

Pagina 46

Vignetta 1-3
Ho pensato i tempi del fumetto funzionassero molto bene qui, in particolare nell’ultima vignetta, dove si trova una pausa notevole a causa del posizionamento del terzo balloon.

Ho pensato i tempi del fumetto funzionassero molto bene qui, in particolare nell'ultima vignetta, dove si trova una pausa notevole a causa del posizionamento del terzo balloon.

Vignetta 4
Questo posto è basata sulla Grande Galleria del Louvre.

Questo posto è basata sulla Grande Galleria del Louvre.

Il grande dipinto è una versione antropomorfa de La zattera della Medusa (Le Radeau de la Medusa) di Théodore Géricault (1791 – 1824), che è appesa al Louvre.

Il grande dipinto è una versione antropomorfa de La zattera della Medusa (Le Radeau de la Medusa) di Théodore Géricault (1791 – 1824), che è appesa al Louvre.
Il grande dipinto è una versione antropomorfa de La zattera della Medusa (Le Radeau de la Medusa) di Théodore Géricault (1791 – 1824), che è appesa al Louvre.

Per gli altri dipinti, vedete le note di pagina 49, vignetta 3.

Pagina 48

I dipinti:

Lo Stagno Incantato di Edward Henry Potthaste (1857 – 1927)

La famosa Olimpia di Édouard Manet (1832 – 1883). Molto adatto a Billie rappresentando una prostituta,  e fu estremamente scioccante per il pubblico ai suoi tempi.
La famosa Olimpia di Édouard Manet (1832 – 1883). Molto adatto a Billie rappresentando una prostituta,  e fu estremamente scioccante per il pubblico ai suoi tempi.

La famosa Olimpia di Édouard Manet (1832 – 1883). Molto adatto a Billie rappresentando una prostituta, e fu estremamente scioccante per il pubblico ai suoi tempi.

Evening Mood di William-Adolphe Bouguereau (1825 – 1905)

Vignetta 3
Tutte le immagini di Rocher, ed i simboli raffigurati sono corretti.

Vignetta 5
Nel caso ve lo steste chiedendo, il dipinto sullo sfondo è il Giuramento degli Orazi di Jacques Louis David (1748 – 1845)

 il dipinto sullo sfondo è il Giuramento degli Orazi di Jacques Louis David (1748 – 1845)

Pagina 49

Vignetta 3
Il dipinto qui sullo sfondo e nella vignetta 7 è tratto da La Contessa del Carpio, Marchesa de la Solana di Francisco Goya (1746 – 1828), che è appeso anch’esso nel Louvre.

Vignetta 6
Come già detto, lo scimpanzè è una presa in giro di Toulouse-Lautrec, che fu davvero un uomo per le signore (un dongiovanni).

Pagina 50

Vignetta 4
I tritoni crestati, molto comuni nei tratti d’acqua quando ero un ragazzo, sono una specie in via d’estinzione.

Vignetta 6
Il testo che viene sventolato è effettivamente una pagina dal Manifesto del Partito Comunista, manoscritto da Karl Marx.

Pagina 51

Tutti i dipinti sono composti da, o tratti da dettagli da vicino o dipinti figurativi ed armeggiati con Photoshop, ma dovrebbero essere simili a quelli di Gerhard Richter (1932)

Vignetta 2
Pollo: termine italiano per chicken. Si tratta ovviamente di uno scherzo che fa riferimento al nome del famoso artista astratto Jackson Pollock.

Vignetta 5
Come precedentemente detto nelle annotazioni di Grandville, Sarah Blairow (francese. Blaireau: tasso) era una versione di Sarah Bernhardt, che era nota come la “Divina Sarah”.

Pagina 54

Vignetta 1
Il vuoto vaniloquio della giraffa nel suo primo balloon è in realtà una citazione testuale da un invito ad un vernissage privato che ho ricevuto per una mostra dei lavori di un artista astratto poco conosciuto qualche anno fa, ho dimenticato chi (il nome). La recensione era così ridicola che la ricopiai al tempo.

Il vuoto vaniloquio della giraffa nel suo primo balloon è in realtà una citazione testuale da un  invito ad un vernissage privato che ho ricevuto per una mostra dei lavori di un poco conosciuto artista astratto qualche anno fa, ho dimenticato chi (il nome). La recensione era così ridicola che la ricopiai al tempo.

Vignetta 2
La rissa fra i tradizionalisti e la “New Wave” è stata ispirata da un evento realmente accaduto: la rivolta che scoppiò durante il debutto a Parigi compositore sperimentale George Antheil nel 1923, che coinvolse diversi artisti famosi. Qui trovate la pagina che la riguarda, dalla prima graphic novel che ho disegnato su testi di mia moglie Mary, Dotter of Her Father’s Eyes.

La rissa fra i tradizionalisti e la “New Wave” è stata ispirata da un evento realmente accaduto: la rivolta che scoppiò durante il debutto a Parigi compositore sperimentale George Antheil nel 1923, che coinvolse diversi artisti famosi. Qui trovate la pagina che la riguarda, dalla prima graphic novel che ho disegnato su testi di mia moglie Mary, Dotter of Her Father’s Eyes.

Vignetta 4
EEE-URP! : Mi chiedo se qualcuno abbia capito questa? E’ una citazione di un episodio de Gli Avengers del 1967, intitolato Il Vendicatore Alato. Ispirato dalla popolarità di allora della serie TV Batman con Adam West, presentava un omicida che si vestiva come l’eponimo criminale dalla testa di falco di un fumetto ed includeva illustrazioni del veterano grande artista di fumetti Frank Bellamy. Il suo urlo di battaglia era “EEE-URP!”, qualcosa che gli sceneggiatori dovevano avere pensato suonasse fumettoso.

E' una citazione di un episodio de Gli Avengers del 1967, intitolato Il Vendicatore Alato. Ispirato dalla popolarità di allora della serie TV Batman con Adam West, presentava un omicida che si vestiva come l'eponimo criminale dalla testa di falco di un fumetto ed includeva illustrazioni del veterano grande artista di fumetti Frank Bellamy. Il suo urlo di battaglia era “EEE-URP!”, qualcosa che gli sceneggiatori dovevano avere pensato suonasse fumettoso.

“Verruche e tutto il resto” (nel bene e nel male/pregi e difetti): questa frase è presumibilmente cosa Oliver Cromwell, “Signore Protettore” dell’Inghilterra dopo la Guerra Civile Inglese, disse all’artista Peter Lely mentre iniziava a dipingere il suo ritratto. Si vedeva come un uomo d’armi e, piuttosto che avere una rappresentazione lusinghiera, come nei dipinti della famiglia reale che Levy aveva precedentemente realizzato, volle qualcosa di semplice e realistico. Ciò che fu riportato disse fu: “Signor Lely, desidero usi tutta la sua abilità per realizzare un ritratto proprio come sono, e senza lusingarmi affatto; ma osserva tutte queste ruvidità, brufoli, verruche e tutto il resto come mi vedi, altrimenti non pagherò neppure un peto per esso”.

Pagina 55

Vignetta 1
“Esiste un posto in Francia dove le signore danzano nude”: un verso tratto dalla versione oscena dei testi della ballata del 1890 ballad The Streets of Cairo. La canzone non è più celebre, ma scommetto potreste riconoscere il motivo. Come indizio, è spesso nota La canzone del Serpente Incantatore.

Vignetta 6
Tali sforzi avrebbero vinto le orecchie di Plutone, per avere piuttosto liberato, la sua semi svenuta Euridice”. John Milton (1608 – 1674).
Come un aristocratico, il tritone avrebbe avuto il vantaggio di un’educazione classica.

Vignetta 7
La pistola ad aria compressa è basata su quella di cui ho fatto qualche scatto nel Museo della Polizia di Parigi (Le Musée de la Prefecture), che è ospitato nella stazione di polizia della quinta circoscrizione, essere dentro al quale è un poco snervante, dato che è brulicante di sospetti e criminali che i poliziotti hanno arrestato o portati per un interrogatorio. E’ severamente vietato scattare foto all’interno, motivo per cui gli scatti sono un poco sfocati, presi con il flash spento e tenuto in modo da non essere individuato dalle telecamere di sorveglianza.

La pistola ad aria compressa è basata su  quella di cui ho fatto qualche scatto nel Museo della Polizia di Parigi (Le Musée de la Prefecture), che è ospitato nella stazione di polizia della quinta circoscrizione,  essere dentro al quale è un poco snervante, dato che è brulicante di sospetti e criminali che i poliziotti hanno arrestato o portati per un interrogatorio. E' severamente vietato scattare foto all'interno, motivo per cui gli scatti sono un poco sfocati, presi con il flash spento e tenuto in modo da non essere individuato dalle telecamere di sorveglianza.
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La pistola ad aria compressa è basata su  quella di cui ho fatto qualche scatto nel Museo della Polizia di Parigi (Le Musée de la Prefecture), che è ospitato nella stazione di polizia della quinta circoscrizione,  essere dentro al quale è un poco snervante, dato che è brulicante di sospetti e criminali che i poliziotti hanno arrestato o portati per un interrogatorio. E' severamente vietato scattare foto all'interno, motivo per cui gli scatti sono un poco sfocati, presi con il flash spento e tenuto in modo da non essere individuato dalle telecamere di sorveglianza.
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Pagina 56

Questo scenario (ambientazione) è basato visivamente sul giardino del Louvre e sul Jardin des Tuileries (letteralmente “Giardino delle Tuileries”) accanto ad esso. Nella pagina successiva, LeBrock si riferisce ad esso come i “Giardini Tilery ”, mantenendo la presunzione, che scorre attraverso la serie, che tutti parlino francese e stiamo “ascoltando” un’ininterrotta traduzione.

Pagina 57

Vignetta 5
Misurando l’altezza di una persona dall’osservazione della lunghezza del passo fra le impronte è una deduzione Holmesiana che ho preso proprio dal primo racconto di Holmes, Uno studio in Rosso (1887). Ho aggiunto la misura dello stivale.

Vignetta 4
Waterloo Boulevard: in questo mondo alternativo, Napoleone ha vinto la battaglia di Waterloo e sembra probabile che avrebbe potuto dare il nome alla strada che conduce al monumento dell’Arco di Trionfo, che commissionò ed onora i caduti combattendo per la Francia, dopo la sua grande vittoria. Si tratta, ovviamente, degli Champs-Élysées.
Krapaud Tower (Torre): prende il nome dalla Trump Tower

Vignetta 6
Ancora un altro esempio del mantenere una sorpresa per i lettori sino a quando girano la pagina, cosa che faccio, dove possibile, per tutta la serie. E’ davvero importante mantenere nascoste le “rivelazioni”. Durante la lettura di un fumetto, leggiamo il testo in modo lineare, ma i nostri occhi prendono entrambe le pagine contemporaneamente. Non possiamo impedire loro di svolazzare (guardarsi in giro).
Gli accademici (studiosi) del fumetto francese chiamano questo fenomeno “glissage” (scorrimento). E’ anche per questo che è importante progettare le pagine adiacenti contemporaneamente, per garantirsi che funzionino insieme, entrambe visivamente ed in termini di narrazione.

Pagina 59

Vignetta 1
Ed ecco gli Champs-Élysées, con l’Arco di Trionfo sullo sfondo, che risulta essere la posizione di Toad Hall.

Ed ecco gli Champs-Élysées, con l'Arco di Trionfo  sullo sfondo, che risulta essere la posizione di Toad Hall.

© Bryan Talbot and James Robertson 2009-19. All rights reserved.
Per gentile concessione di Bryan Talbot e James Robertson

Le note a Grandville Bête Noire
(terzo volume della saga)
continuano a settembre con la seconda parte
(pagg. 21-40) e la quarta parte (pp. 60-96) !

Le note al terzo libro di Grandville:

Prima parte delle note di Grandville Bete-Noire – pagine 1-20

Le note al secondo libro di Grandville:

Copertina del volume Grandville Mon Amour.

prima parte delle note di Grandville Mon Amour – pagine da 1 a 20

seconda parte delle note di Grandville Mon Amour – pagine da 21 a 40

terza parte delle note di Grandville Mon Amour – pagine da 41 a 60

quarta ed ultima parte delle note di Grandville Mon Amour

Le note al primo libro di Grandville:

prima parte delle note di Grandville – pagine da 1 a 20
seconda parte delle note di Grandville – pagine da 21 a 37
terza parte delle note di Grandville – pagine da 40 a 60
parte quarta delle note del primo libro – pagine 61 – 100

SOME IMPORTANT LINKS:

http://www.mary-talbot.co.uk (author’s website)

http://www.bryan-talbot.com/ (The Official Bryan Talbot fan page)

Le edizioni italiane dei primi due volumi di di Grandville, tra cui Mon Amour, sono acquistabili presso il sito di Comma 22, presso il sito Fumetto-online, su Amazon, e credo anche altrove, basta cercarli.

Recenti Articoli in questo sito, dedicati a Mary e a Bryan Talbot.

http://fumettomaniafactory.net/2013/11/anche-fumettomania-e-contro-la-violenza-sulle-donne/

http://fumettomaniafactory.net/2013/06/con-marybryan-talbot-barcellona-p-g-scopre-le-graphic-novel-i-romanzi-a-fumetti/

http://fumettomaniafactory.net/2013/06/leggendo-un-romanzo-a-fumetti-ovvero-marybrayn-talbot-a-barcellona-pozzo-di-gotto-me/

https://fumettomaniafactory.net/2012/10/06/grandiville-mon-amour-di-bryan-talbot/

NOTE BIOGRAFICHE

Per leggere  l’intera biografia di Bryan Talbot cliccare QUI


Alberto Conte

Ha lavorato in qualità di traduttore, sceneggiatore e ghost writer per cartoni animati e fumetti, inventandosi infine regista ed art director per un film d’animazione in 3D: progetto mai peraltro concluso.
Ha collaborato con quotidiani, riviste e webzine, scrivendo recensioni cinematografiche, musicali, letterarie e fumettistiche.
Venti anni fa ebbe un’illuminazione e scelse la via del facile guadagno, consapevole che i sacrifici dell’arte ed il panorama clownesco dell’editoria nostrana non facessero per lui. E’ stato trascinato nuovamente nel tunnel creativo dall’amico Luca Rossi, suo grande estimatore. Con Luca ha realizzato “Il capo”, una storia breve pubblicata per Alta fedeltà; quindi “In the blues”, un’altra storia breve pubblicata su Heavy Metal; i volumi “U.S.S.” e “L’ultimo della lista“, pubblicati da Magic Press e ripubblicati in Francia da Clair de Lune ed in USA da Caliber Comics, nonché “Le fauteuil du diable”, per i due editori citati. Ha partecipato con un breve saggio al volume celebrativo “Watchmen 20 anni dopo“, curato da SmokyMan per l’editore Lavieri. Per Tunué ha scritto “Ulisse”, una storia breve con Stefano Biglia; con Vincenzo Acunzo ai disegni ha pubblicato due volumi SF per Clair de Lune, dal titolo “Heroes for hire”; con Andrea Cuneo per le Edizioni San Paolo, ha scritto la storia breve “Gino Cilecca” e quindi il volume “I ragazzi di Villa Emma”. Di lui poi si sono perse le tracce: pare stia dedicandosi ai viaggi per il mondo, a sporadiche traduzioni per amici ed a serata alcoliche.

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