BRYAN TALBOT presenta GRANDVILLE MON AMOUR, LE NOTE. Quarta ed ultima parte

Si concludono le note sul secondo volume di “Grandville Mon Amour”, scritto e disegnato dal baronetto inglese Bryan Talbot .

Questa quarta ed ultima parte delle note al secondo volume sono tradotte ed adattate da Alberto Conte, sceneggiatore genovese, che ha già pubblicato dei fumetti in Italia ed in Francia negli anni scorsi.
Mario Benenati

BENVENUTI NELLE NOTE DI GRANDVILLE

di James Robertson e Bryan Talbot.
EDIZIONE ITALIANA
di Cesare Giombetti, Alberto Conte e Mario Benenati

Videata del Sito Ufficiale dedicato a Bryan Talbot, con l'inizio della prima parte di Grandville the Annotations

James Robertson, curatore del sito ufficiale dedicato a Bryan Talbot, ha iniziato a pubblicare le varie puntate di “Grandville Annotation” lo scorso 24 giugno 2018, ogni domenica, ed ha quasi completato l’intera saga; noi di Fumettomania abbiamo iniziato a farlo (nella versione in italiano), dal 16 novembre 2018 con una puntata ogni 14 giorni nello stesso ordine degli articoli in lingua inglese.

Questo delle Note (Annotation) è un concetto simile a quello di
DirectorsCut of Heart of Empire creato da Bryan e James Robertson: si tratta di un tentativo di rispondere all’eterna domanda “da dove prendi le tue idee?”, ed è un modo  per  presentarvi le influenze e le immagini che fanno parte della creazione dei 5 libri in cui è stato pubblicato Grandville.
Sotto trovate le note per le pagine da 61 fino alla conclusione di Grandville Mon Amour.


Le note a Grandville: Mon Amour,
Parte Quarta

a cura di Alberto Conte

Pagina 62

Vignetta 9
In Hansel e Gretel, la famosa fiaba per bambini, raccontata dai Fratelli Grimm, i due bambini lasciano una pista segreta di ciottoli bianchi, mentre attraversano il bosco, perché possano tornare a casa seguendola.

Pagina 64

Vignetta 6
Questa è una mappa del diciannovesimo secolo di Montmartre, dove possiamo vedere la chiesa del Sacro Cuore ed il bacino idrico LeBrock continua a camminare sino alla pagina successiva.
Incidentalmente, il “posto” che potete vedere anche qui ha preso ora il nome di “Piazza Louise Michel” dalla eroina anarchica ed insegnante che fu il soggetto della terza collaborazione ad una graphic novel di Mary ed io, The Red Virgin and the Vision of Utopia (La Vergine Rossa e la Visione di Utopia).

Mappa del diciannovesimo secolo di Montmartre, dove possiamo vedere la chiesa del Sacro Cuore ed il bacino idrico
immagine 1 di 5
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Pagina 65

Avevo già scritto l’intero volume ed ero nel processo del disegno quando ho cercato questa pagina ed ho improvvisamente realizzato che non avevo alcuna idea di come potesse apparire la fabbrica in questa prossima scena o come potesse essere preparata. Avevo soltanto l’idea che una sequenza drammatica in una fabbrica steampunk sarebbe stata molto bella. Avevo già molte foto di macchine alimentate a vapore che avevo raccolto durante le visite di ricerca al Museo della Scienza e dell’Industria di Manchester ed istituzioni similari, ma avevo disperatamente bisogno di capire come questa fabbrica fosse stata costruita, ed esattamente cosa sembrasse. Sono andato dritto alla ricerca per immagini su Google e comincia cercando “fabbriche vittoriane”. Devo avere trascorso un’ora a guardare fabbriche di tutto il mondo, da Chicago ad Hong Kong senza trovare nulla di adatto, eccetto qualche pezzo di interessante macchinario. All’improvviso vidi questa foto di qualcosa che sembrava quella di una navata gotica – con macchinari!

All'improvviso vidi questa foto di qualcosa che sembrava quella di una navata gotica - con macchinari!
Immagine 2 di 5
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Andando sul posto, ho scoperto fosse uno scatto di parte della stazione di pompaggio idrico di Ryhope, chiusa dal 1967, ma ora chiamato Museo dei Motori di Ryhope ed aperto ai visitatori solamente nei giorni festivi, composto da volontari che gestiscono le macchine vittoriane.

Non potevo crederci. Rhyope? Era solo in fondo alla strada dove vivo! Non solo questo, ma lunedì era festivo! Sono saltato in auto ed ero là in meno di dieci minuti. E’ un edificio incredibile e scattai una dozzina di foto utili per riferimenti. Questo mi diede un’idea chiara del luogo, annusando l’olio bollente ed ascoltando il forte clangore ed il suono sibilante dei pistoni giganti. Ho basato l’intero layout della fabbrica su di esso, rendendolo una versione di fantasia dell’originale – aggiungendo macchine, aumentando le dimensioni delle altre

Pagina 68

La “pistola ad armonica” di Mastock è basata su questa nel Museo della Prefettura di Polizia di Parigi.

La "pistola ad armonica" di Mastock è basata su questa, che si trova nel Museo della Prefettura di Polizia di Parigi.
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Qui c’è una sua foto di migliore qualità.

Qui c'è una sua foto di migliore qualità, della "pistola ad armonica" che si trova nel Museo della Prefettura di Polizia di Parigi.
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A pensarci bene, la pistola di Mastock a pagina 38 fu basata su un’altra dal medesimo museo. Avrei dovuto dirlo prima. Questo è il problema di postare queste annotazioni settimanalmente.

 A pensarci bene, la pistola di Mastock a pagina 38 fu basata su un'altra dal medesimo museo. 
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Immagine 5 di 5

Pagina 73

Se alcune scene in Grandville sono Tarantiniana, questo volume è decisamente hitchcockiano. L’intera sequenza drammatica nella fabbrica è certamente ispirata da Hitchcock, in particolare questa pagina

Pagina 77

La ragione per cui molti dei poliziotti francesi nei volumi di Grandville sono rondini è che “Les hirondelles” (Francese “le rondini”) è il vecchio slang per i poliziotti che indossavano mantelli, come quelli in questa pagina. Quando guidavano le loro biciclette di polizie, i mantelli presumibilmente sbattevano come ali

Pagina 81

Belier: francese per “Ariete”. Avrei dovuto dirlo prima anche questo!

Pagina 86

L’intera sequenza dell’Abbazia di Westminster – l’evento pubblico interrotto dal killer che viene denunciato in scena, e l’inseguimento in cima alla torre – è un finale molto alla Hitchcock.
La versione della bandiera dell’Unione, nel mondo di Grandville, è quella pre-napoleonica.

Pagina 94

La scena finale è ambientata nella strada all’esterno ed all’interno del grande cimitero Père Lachaise, a Parigi , ultima dimora di molte persone famose, compresi Oscar Wilde, Chopin, Yves Montand, Edith Piaf e Jim Morrison.


© Bryan Talbot and James Robertson 2009-19. All rights reserved.
Per gentile concessione di Bryan Talbot e James Robertson

Nuova pausa.
A maggio pubblicheremo
le note a Grandville Bête Noire
(terzo volume della saga).

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Le note al secondo libro Grandville:

Copertina del volume Grandville Mon Amour.

prima parte delle note di Grandville Mon Amour – pagine da 1 a 20

seconda parte delle note di Grandville Mon Amour – pagine da 21 a 40

terza parte delle note di Grandville Mon Amour – pagine da 41 a 60

Le note al primo libro Grandville:

prima parte delle note di Grandville – pagine da 1 a 20
seconda parte delle note di Grandville – pagine da 21 a 37
terza parte delle note di Grandville – pagine da 40 a 60
parte quarta delle note del primo libro – pagine 61 – 100

SOME IMPORTANT LINKS:

http://www.mary-talbot.co.uk (author’s website)

http://www.bryan-talbot.com/ (The Official Bryan Talbot fan page)

Le edizioni italiane dei primi due volumi di di Grandville, tra cui Mon Amour, sono acquistabili presso il sito di Comma 22, presso il sito Fumetto-online, su Amazon, e credo anche altrove, basta cercarli.

Recenti Articoli in questo sito, dedicati a Mary e a Bryan Talbot.

http://fumettomaniafactory.net/2013/11/anche-fumettomania-e-contro-la-violenza-sulle-donne/

http://fumettomaniafactory.net/2013/06/con-marybryan-talbot-barcellona-p-g-scopre-le-graphic-novel-i-romanzi-a-fumetti/

http://fumettomaniafactory.net/2013/06/leggendo-un-romanzo-a-fumetti-ovvero-marybrayn-talbot-a-barcellona-pozzo-di-gotto-me/

https://fumettomaniafactory.net/2012/10/06/grandiville-mon-amour-di-bryan-talbot/

NOTE BIOGRAFICHE

Per leggere  l’intera biografia di Bryan Talbot cliccare QUI


Alberto Conte

Ha lavorato in qualità di traduttore, sceneggiatore e ghost writer per cartoni animati e fumetti, inventandosi infine regista ed art director per un film d’animazione in 3D: progetto mai peraltro concluso.
Ha collaborato con quotidiani, riviste e webzine, scrivendo recensioni cinematografiche, musicali, letterarie e fumettistiche.
Venti anni fa ebbe un’illuminazione e scelse la via del facile guadagno, consapevole che i sacrifici dell’arte ed il panorama clownesco dell’editoria nostrana non facessero per lui. E’ stato trascinato nuovamente nel tunnel creativo dall’amico Luca Rossi, suo grande estimatore. Con Luca ha realizzato “Il capo”, una storia breve pubblicata per Alta fedeltà; quindi “In the blues”, un’altra storia breve pubblicata su Heavy Metal; i volumi “U.S.S.” e “L’ultimo della lista“, pubblicati da Magic Press e ripubblicati in Francia da Clair de Lune ed in USA da Caliber Comics, nonché “Le fauteuil du diable”, per i due editori citati. Ha partecipato con un breve saggio al volume celebrativo “Watchmen 20 anni dopo“, curato da SmokyMan per l’editore Lavieri. Per Tunué ha scritto “Ulisse”, una storia breve con Stefano Biglia; con Vincenzo Acunzo ai disegni ha pubblicato due volumi SF per Clair de Lune, dal titolo “Heroes for hire”; con Andrea Cuneo per le Edizioni San Paolo, ha scritto la storia breve “Gino Cilecca” e quindi il volume “I ragazzi di Villa Emma”. Di lui poi si sono perse le tracce: pare stia dedicandosi ai viaggi per il mondo, a sporadiche traduzioni per amici ed a serata alcoliche.

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