KODOMO NO OMOCHA-IL GIOCATTOLO DEI BAMBINI (ROSSANA). Recensione

Anche se la Giornata Internazionale della Donna era ieri, torniamo a parlare di fumetto al femminile, di un shojo manga che può piacere anche ai maschietti.
Buon lettura
Pasquale Rasoli&Mario Benenati


Copertine del volume 1 di KODOMO NO OMOCHA-IL GIOCATTOLO DEI BAMBINI (ROSSANA)
 

Il giocattolo dei bambini

Autore: Miho Obana

Traduttore: S. Doi


Pubblicato in Giappone da Shueisha (1995-1999)

Editore in Italia:
Dynit (2002-2003)

10 volumi più uno speciale.


Costo per albo 3,90 euro

Su Amazon si trovano due box contenenti l’intera opera.

Recensione di Pasquale Rasoli

Una delle distinzioni di base che si applica tra i manga e generi artistici giapponesi è il target di riferimento a cui è destinato il prodotto. Ci sono manga per bambini, manga per adulti. Manga per adolescenti ragazze e per ragazzi. Gli shojo manga, ad esempio, sono indicati per le ragazze dai 10 ai 18 anni e trattano temi romantici con personaggi femminili come protagoniste principali.
Ma Kodomo No Omocha-Il giocattolo dei bambini, conosciuto in Italia con il nome di Rossana, nonostante appartenga ad un genere shojo manga, è un manga altamente riflessivo, che riesce ad affrontare tematiche mature ben differenti dai soliti shojo.
Non è una storia strappalacrime, poiché nonostante la presenza di un buon numero di momenti di sentimento, il particolare carisma dei protagonisti (e il loro esplosivo umorismo, che spesso sfiora la demenzialità) tende a concedere a quasi tutte le situazioni una grinta e un fervore che mal si concilierebbero con la commozione.
Nonostante quello che si potrebbe pensare a priori, la storia non è assolutamente di natura sdolcinata e svenevole, ma è anche vero che questo è un fattore di natura strettamente personale.

Tavola estratta da KODOMO NO OMOCHA-IL GIOCATTOLO DEI BAMBINI (ROSSANA)

Un errore comune che si può fare su questo manga, è quello di etichettarlo sulle basi dell‘anime; l’anime si concentra sulla figura della protagonista in una maniera completamente diversa rispetto al cartaceo.
La trama in se però delinea completamente l’importanza della storia e del significato che vuole trasmettere, anche se i fatti e gli avvenimenti che coinvolgono i personaggi sono completamente diversi rispetto il manga.

La storia si svolge in Giappone, una scuola elementare come tante, in una classe del sesto anno, dove Rossana (Sana Kurata), è costretta ad osservare i maltrattamenti che i maschi della classe, capitanati da un certo Heric (Akito Hayama), compiono nei confronti della giovane maestra; questo fino a quando la forte personalità della ragazza non ha la meglio sul suo buon senso e, a un certo punto, interrompe il “divertimento” dei compagni di classe, ponendosi in diretto contrasto con Heric.
E’ così che comincia la storia di due ragazzini che litigando, piangendo e aiutandosi a vicenda, inizieranno pian piano a crescere e a scoprire che il mondo non è solamente appannaggio degli adulti, ma è anche, in parte, come è citato nel manga, il giocattolo dei bambini.

un'altra tavola estratta da KODOMO NO OMOCHA-IL GIOCATTOLO DEI BAMBINI (ROSSANA)

Kodocho No Omocha è stato talmente stravolto nell’anime, da perdere il suo lato preponderante, quello prettamente drammatico, a favore di uno spirito più scanzonato.
Non che l’anime non meriti attenzione, ma l’ombra dell’originale cartaceo incombe con prepotenza su di esso. Infatti, a differenza dell’anime, con lo scorrere della trama vi saranno anche alcuni episodi di violenza, che sicuramente non rendono la lettura adatta al pubblico più giovane.
Non mancheranno ovviamente gli intrecci amorosi, si tratta pur sempre di uno shojo manga. Entreranno in scena personaggi coprotagonisti quasi concepiti per questo scopo, come Naozumi Kamura (Charles Lons nell’anime) e Fuka Matsui (Funny nell’anime).
Basta semplicemente pensare ad Akito, che è stato costretto a vivere tutta l’infanzia con un padre assente e una sorella che lo incolpa per la morte della madre (la madre muore dandolo alla luce); o la stessa Sana, la quale dovrà combattere con una grave forma di depressione. E ancora altri temi scottanti attraversano le pagine del manga: padri violenti, malattie mentali, tentativi di suicidio e di omicidio, tutti affrontati con estrema delicatezza, ma senza cadere mai nel banale.
Kodomo no Omocha è una storia indirizzata a un pubblico giovane, ma si rivolge ad esso con schiettezza, con messaggi immediati che non cercano di indorare la pillola, e lo fa attraverso personaggi così sfaccettati da sembrare reali.
Miho Obana in quest’opera riesce a illustrare perfettamente come i bambini abbiano, nonostante la giovane età, dei problemi più o meno gravi che non devono essere sottovalutati dagli adulti .

immagine estratta da KODOMO NO OMOCHA-IL GIOCATTOLO DEI BAMBINI (ROSSANA)

Fare una recensione di quest’opera è stato difficile, trovare le parole per descriverla significa solamente che ci si trova di fronte ad un autentico capolavoro. Personalmente lo considero uno dei manga più interessanti che abbia mai letto, nonostante sia un manga per ragazze, viene letto ed apprezzato con molta facilità anche da un pubblico maschile.
I disegni sono semplici, il tratto di Miho Obana può sembrare “bambinesco”, ma il contesto è una pura forma d’arte.
Lo considero il vero e forse unico, capolavoro di Miho Obana, a differenza delle sue altre opere, l’autrice riesce a centrare perfettamente l’obbiettivo di non risultare banale e di non creare una storia smielata.

DEEP CLEAR: Il manga col finale di Kodomo No Omocha

Copertina di DEEP CLEAR, Il manga col finale di Kodomo No Omocha

Pensavo che dopo aver letto la serie completa di Kodomo No Omocha-Il giocattolo dei bambini, composta da otto numeri, la conclusione fosse nell’ottavo numero.
Invece nel 2009, Miho Obana per celebrare i vent’anni di carriera, concluse Kodomo tramite un crossover con l’altra sua opera famosa Honey Bitter.
A differenza di Kodomo, l’opera Deep Clear, racchiude completamente lo spirito classico degli shojo manga, perdendo completamente lo stile e le tematiche che ne facevano da padrone.

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PASQUALE RASOLI

Nato a Cosenza il 20 Giugno dell’85 e residente a Genova da 26 anni.
Con i fumetti ho imparato a leggere. Tutto è cominciato da lì. Sfogliando i vecchi fumetti della collana Oscar Mondadori, dedicati a personaggi dei fumetti degli anni ’50 e ho cominciato ad appassionarmi sin da subito allo stile del compianto Mort Walker. Crescendo, la passione per i fumetti mi ha spinto a conoscere sempre piu’ generi. Avrò avuto circa dieci anni, quando ho sfogliato il mio primo fumetto su Plastic Man della DC Comics e Tex della Sergio Bonelli Editore. Due generi e stili completamente diversi che mi hanno appassionato nel corso degli anni, e che continuano ad appassionarmi. La passione, sopratutto per il genere supereroistico americano della DC Comics, mi ha portato a trasmettere le mie conoscenze tramite i social network e le varie piattaforme web.

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