LUIGI BERNARDI. SENZA CONTI IN SOSPESO. di Michele Ginevra

Ricordi…

Oggi ricorre il quinto anniversario della morte di Luigi Bernardi.
Oggi esce in libreria “L’Intruso” (per DeA Planeta Libri), il romanzo inedito che Bernardi ha scritto durante il suo ultimo anno di vita, che sarà presentato alle ore 18, a Bologna presso Trame Libreria Bookshop in via Goito 3/c con una chiacchierata informale diretta da Alberto Sebastiani con Marco Bernardi , Patrick Fogli, Otto Gabos (copertinista del libro) e Stefano Izzo.

Sempre oggi, Fumettomania (che da due anni ripubblica alcuni testi del  compianto critico, editore, giornalista, scrittore, talent scout, etc., bolognese), presenta un nuovo intervento, un nuovo ricordo di Luigi. Do il benvenuto e ringrazio Michele Ginevra, responsabile del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” di Cremona (che proprio quest’anno compie trent’anni di attività), per aver partecipato con il suo ricordo a questo progetto su Luigi Bernardi.
Mario Benenati


Per chi ci legge per la prima volta.

La prima serie del progetto “Luigi Bernardi, da Nova Express ad Orient Express (19 puntate) l’ho pubblicata tra l’11 gennaio ed il 14 luglio.
Per chi non li ha letti, oppure per chi scopre questo progetto in questo momento ecco il link di questo blog dove sono elencati tutti i 19 articoli, https://fumettomaniafactory.net/appunti-di-critica-fumettistica/luigi-bernardi-e-nova-express-marzo-1991-novembre-1993/

Mentre i Ricordi precedenti, di quest’anno, sono stati dello scrittore Sacha Naspini , dell’editor Panini  Andrea Plazzi (curatore delle collane dedicate a Ratman), dell’autore ed editor Massimiliano De Giovanni (uno dei quattro mitici Kappa Boys, fondatore della Kappa Edizioni).
Oggi si aggiunge Michele Ginevra,
responsabile del Centro Fumetto “Andrea Pazienza di Cremona.


LUIGI BERNARDI. SENZA CONTI IN SOSPESO.

Non è facile scrivere, mettere in bella, i propri ricordi su Luigi Bernardi senza accompagnarli da considerazioni varie, elogi e rimpianti.

Ho conosciuto Luigi Bernardi attraverso “Orient Express”. Sono un lettore di formazione bonelliana, ma in realtà sono onnivoro. Fu una pubblicità sulla quarta di copertina di “Ken Parker” a portarmi a scoprire la più rimpianta rivista del fumetto italiano. Era il giugno del 1983 quando acquistai quel numero 11  con la copertina dedicata a “Marvin il detective” di Berardi e Milazzo. Per me fu un salto di qualità importante il poter acquistare a diciotto anni, appena compiuti, una rivista specializzata che conteneva fumetti più adulti e maturi rispetto a quelli con cui ero cresciuto. “Orient Express” era soprattutto una vera scoperta per le tantissime informazioni per me completamente nuove sul mondo del fumetto, sui suoi autori e sulle iniziative. E il mese dopo usciva il numero con la copertina dedicata al Che Guevara di Magnus

Mi si aprirono mondi.
Di lì a poco mi iscrissi circolo Arcicomics, nato pochi mesi prima, cominciando così a conoscere il mondo del fumetto dall’interno. Avendo cominciato anche a frequentare la F.G.C.I. ebbi la possibilità di vedere poi alcuni dei supplementi della Città Futura, da lui precedentemente curati e che contenevano tra gli altri Panebarco e Giardino. Quindi già un embrione della splendida casa editrice L’Isola Trovata.

In quegli ormai lontani, e forse ancora romantici, anni ottanta, alcuni di quei nomi erano diventati i nostri principali riferimenti e numi tutelari. Rimasi colpito dalla disponibilità di questi personaggi, dallo loro informalità. Sergio Bonelli, Rinaldo Traini, Luca Boschi, Antonio Vianovi, Antonio Tettamanti, Lorenzo Mattotti e naturalmente Luigi Bernardi. Eravamo una piccola realtà locale, eppure queste persone ti rispondevano al telefono, ti dedicavano tempo, ti raccontavano i propri progetti e si concedevano senza problemi alle nostre iniziative. Oggi è un po’ diverso.

Non ricordo la prima occasione in cui lo incontrai di persona. Ricordo però che la prima impressione fu anche quella definitiva. Luigi Bernardi era quello con l’aurea più speciale. Era accogliente nella relazione, ma era anche spietato nei giudizi e per questo paradossalmente ti poteva mettere in soggezione, nonostante l’aspetto esteriore docile, in qualche modo addirittura carino. Mentre tutti gli altri percorrevano strade consolidate o facili da comprendere, Bernardi era sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e, se possibile, conflittuale con la situazione esistente. Penso che abbia contribuito in modo decisivo a formare una coscienza critica collettiva. Quando lo incontravamo avevamo il privilegio di entrare in sintonia con una persona molto acuta nello smontare i luoghi comuni più consolidati, come per esempio tutto quanto riguardava la bravura di Milo Manara. Che poi Manara era (ed è) davvero bravo. Ma la polemica verteva sul tipo di fumetto che faceva. Una discussione che creava inevitabilmente spartiacque piuttosto clamorosi.

Sempre in quei primi anni, ricordo con un certo imbarazzo una presentazione dedicata alla riedizione di Storia del West, presso una libreria cremonese che non c’è più (si chiamava Il Tarlo), alla quale avrebbero dovuto partecipare anche Gino D’Antonio e Sergio Tarquinio, coinvolti dallo stesso Bernardi. Ma pare, forse, che non fossero stati avvertiti. E il mio primo incontro da conduttore naufragò completamente quando arrivò Tarquinio (mio concittadino cremonese che in questi giorni ha compiuto 93 anni) con le sue leggendarie memorie e il suo disarmante disincanto sul fare fumetti. Forse mi sbaglio ma mi sembra che Bernardi non intervenne per portare avanti il suo punto di vista di editore moderno. I due personaggi rappresentavano veramente visioni opposte.

La rottura con Bonelli fu davvero traumatica. Ci sono varie versioni su questa vicenda. Ma rimane un vero peccato che le due personalità editoriali di maggior spicco del fumetto italiano non siano riuscite a proseguire insieme. Personalità troppo forti. Da una parte un milanese lettore diventato editore (definizione fin troppo auto riduttiva, ma intimamente vera) che credeva nel fumetto come intrattenimento popolare, come diversivo dalla vita quotidiana. Dall’altra un bolognese intellettuale dalle larghe vedute che vedeva un nuovo fumetto più in sintonia con la vita vera. Bonelli parlava ai suoi lettori di film e fumetti di fantasia. Bernardi parlava di amori, intrighi e avventure reali. Sono stati editori molto particolari, con un’idea di denaro del tutto distante da qualunque possibile forma di avidità. Il primo ha comunque costruito una ricchissima impresa, che probabilmente durerà ancora molti anni. Ma dureranno certamente ancora tanto anche gli autori e le storie che il secondo ha scoperto, incoraggiato, sfidato e pubblicato.

L’8 ottobre 1988 chiamammo proprio lui per pronunciare il discorso di inaugurazione della sede del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, discorso che ancora conserviamo e che ci portò fortuna.

Successivamente Bernardi si occupò della Glenat Italia. E qui ricordo un giorno che andai a trovarlo a Milano. In quelle stanze si producevano Lupo Alberto e la collana “Le avventure della storia”. Fantastico! Un paradiso! Eppure ad un certo punto Luigi se ne esce con una considerazione tra l’amaro e l’infastidito, sul fatto di essere un po’ il factotum della casa editrice… Non era contento. Era una sistemazione provvisoria e già aveva in mente altro.

Con la nascita di Granata Press finalmente il sogno sembrava realizzarsi. Progetto, professionalità, soci, catalogo, collane, grafica, nuovi autori, manga, americani, lunghe storie a fumetti raccolte in libri per le librerie… Anni straordinari, di grandi speranze. In un’unica sigla (granata!) buona parte di tutto il sistema fumetto che verrà da Coconino in poi. Putroppo quel maledetto sogno di fare la rivista… Quell’imprinting linusiano… Quel demone del fumetto che prevalse sulle ragioni editoriali… La distribuzione, i lettori…

Così tutto dovette finire e Bernardi prese altre strade, sempre di grande spessore.
Non lontane dalle precedenti.
Ma senza lasciare conti in sospeso.

L’ho rivisto e salutato in diverse occasioni. Qualche volta lo si vedeva anche a Lucca. Le parole erano ottimiste. Mi aveva parlato di voler fare delle antologie di fumetti. Quell’espressione carina si era però indurita negli anni e manifestava perplessità. Negli ultimi anni si era messo anche a scrivere su Facebook, penso divertendosi assai nel rapportarsi con questa nuova forma, spesso patetica, di umanità virtuale. Però c’era la malattia, con i suoi alti e bassi. E, proprio grazie a questo inaspettato canale di comunicazione, gli ultimi addii.

Maledizione. Non ho mai mantenuto la promessa di leggere quel libro che avevi definito “il romanzo italiano più importante del terzo millennio”, intitolato “Resistere non serve a niente”.
E non ricordo esattamente le parole di quella tua ultima bellissima struggente frase…
Ma c’è e ci sarà sempre tutto il resto.

Michele Ginevra
Cremona 16 ottobre 2018

ps: Luigi… allego una tua foto della serie degli “epigoni”… un gioco che avevo lanciato, originato da una qualche polemica forse scatenata da Boris Battaglia, a cui si sono prestati un po’ di miei amici del mondo del fumetto, tra cui anche te.

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BIOGRAFIA/BIOGRAPHY

Michele Ginevra è Istruttore Direttivo nel settore Cultura del Comune di Cremona ed è responsabile del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, di cui è tra i fondatori. Collabora a progetti come Alter Vox e la Self Area di Lucca Comics, l’Happening Underground del Leoncavallo, la collettiva Futuro Anteriore a Napoli Comicon. E’ membro di giurie e concorsi ed è stato Presidente di giuria a Lucca Comics & Games nel 2004. Nell’ambito della didattica conduce laboratori e corsi. Scrive rubriche e interventi per i siti e riviste specializzate, o saggi e prefazioni per volumi, tra cui “Sergio Tarquinio” (ANAFI, 2005), “Gipi” (ArteFumetto, 2007). Ha curato gli Archivi Bonelli per Rizzoli Lizard. Ha collaborato alla Guida del Fumetto Italiano. Ha esordito come sceneggiatore con “Stradivari. Genius Loci“, disegnato da Sakka per Kleiner Flug. E’ di imminente uscita per lo stesso editore “Monteverdi. Genius Loci”, disegnato da Francesca Follini.


ESTATE-AUTUNNO 2018 – I RICORDI DI ALCUNI AMICI DI LUIGI

https://fumettomaniafactory.net/2018/07/24/luigi-bernardi-un-ricordo-di-sascha-naspini/

https://fumettomaniafactory.net/2018/08/28/chiedi-chi-era-bernardi-di-andrea-plazzi/

https://fumettomaniafactory.net/2018/09/06/e-voi-dove-cazzo-vi-eravate-nascosti-di-massimiliano-de-giovanni/

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