Articolo n. 500 del blog di Fumettomania Factory!

Dopo un po’ di tempo torna a scrivere, in questo blog, Domenico Alesci uno dei soci più attivi dell’associazione culturale Fumettomania. Domenico si sofferma su Halloween e sui alcuni fumetti (e non solo fumetti) che in qualche modo sono legati a questa festività anglosassone. Ci piacerebbe  conoscere l’opinione di chi leggerà questo intervento e magari completare l’articolo, con un approfondimenti anche su altri fumetti legati ad Halloween.
Buona lettura
Mario Benenati

Halloween è una festività di origine celtica che nasce più di 2000 anni fa.

I celti festeggiavano il Capodanno il giorno del primo Novembre e la notte del Samhain (31 Ottobre) si credeva che le anime dei morti ritornassero sulla Terra.
Negli anni la tradizione è andata diffondendosi e oggi si contano numerosi eventi legati a questa festività (come ad esempio la parata a Central Park; NY) che ogni anno coinvolge un giro di denaro di circa 6 milioni di dollari, spesi fra dolcetti e costumi.
Ovviamente anche nel mondo del fumetto e dell’animazione la festività ha contribuito a creare vere e proprie opere d’arte che non rimangono solo letture di nicchia per un determinato periodo dell’anno e non hanno nulla da invidiare a qualsiasi altro fumetto con temi sempre validi e quotidiani.
Molti registi e fumettisti hanno fatto di Halloween il loro “marchio di fabbrica”, basti pensare a Tim Burton che con i suoi lungometraggi animati in stop motion (ad esempio “The Nightmare Before Christmas”o “La Sposa Cadavere”) ha impostato tutti i suoi successivi film con lo stesso stile, un po’ creepy (dall’inglese spaventoso) ma allo stesso tempo leggero rendendo così la festività un evento dove è possibile ridere e scherzare con e delle proprie paure.

LOCANDINA DEL FILM DI TIM BURTON “THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS” GITATO INTERAMENTE IN STOP MOTION. IL PROTAGONISTA ABITA NEL VILLAGGIO DI HALLOWEEN E DURANTE IL FILM CERCHERA’ DI FAR CONOSCERE LA FESTA DEL NATALE AI SUOI COMPAESANI, TUTTI MOSTRI E FANTASMI.
Locandina del film di Tim Burton “THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS” girato interamente in stop motion. il protagonista abita nel villaggio di Halloween e durante il film cercherà di far conoscere la festa del natale ai suoi compaesani, tutti mostri e fantasmi.

Nella nostra penisola, questa festività non è molto sentita come succede in Inghilterra o in America, molto probabilmente perché non si sono mai verificati grandi incrementi di immigrazione dai paesi anglosassoni e di conseguenza celtici in Italia bensì è successo il contrario durante gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso quando numerosi cittadini italiani furono “costretti” ad emigrare oltreoceano nella speranza di un lavoro fruttuoso nelle industrie dei paesi americani che promettevano un guadagno sicuro ed una speranza di una vita migliore per tanti contadini.
Attualmente la festa di Halloween si sta diffondendo anche in Italia vuoi per i figli di quei contadini sopracitati che hanno conosciuto la festività in America e l’hanno “importata” nella nostra penisola, anche senza capirne il senso; vuoi per il fenomeno della globalizzazione che grazie ad Internet fa conoscere ai ragazzi culture lontane.
Anche se la nostra penisola quindi non ha mai avuto la tradizione della festività di Halloween, nel campo del fumetto si è distinta grazie ad un personaggio: Dylan Dog.
Dylan Dog, conosciuto anche come l’indagatore dell’incubo ha fatto la sua prima comparsa sull’albo “l’alba dei morti viventi” nell’Ottobre del 1986, storico numero a cui molti collezionisti ambiscono.
DD è un personaggio della Sergio Bonelli Editore, casa editrice italiana che proprio questo mese ha festeggiato i 30 anni di vita della serie a fumetti di questo personaggio.
L’indagatore dell’incubo spesso si è imbattuto in mostri, fantasmi e vampiri che spesso ricordano la tradizione di Halloween, o addirittura alcune sue storie sono ambientate proprio nella notte della festività.

COPERTINA DEL PRIMO NUMERO DI DYLAN DOG
Copertina del primo numero di Dylan Dog, intitolato “L’ALBA DEI MORTI VIVENTI”, evidente citazione al film del regista G. Romero “LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI” usci’ nelle edicole italiane nell’ottobre del 1986.

Mentre in Italia tutto questo rappresentava una novità nel 1986 in America la festività celtica era già affermata da molto tempo e presto si diffuse anche nel mondo del fumetto dei supereroi come ad esempio in Spiderman dove il nemico Green Goblin è solito scagliare contro l’eroe delle bombe simili a delle zucche di Halloween o al più recente “Batman: Il lungo Halloween” storia dell’uomo pipistrello ambientata proprio nella notte dell’omonima festività.

COPERTINA DEL NUMERO 17 DI THE HAUNT OF FEAR
Copertina del numero 17 di the HAUNT OF FEAR serie prodotta dalla ec COMICS durante gli anni ’50. Al suo interno erano raccolte brevi storie horror.

Anche durante la Golden Age del fumetto americano Halloween contribuì al consolidamento del fumetto horror americano così come lo conosciamo; nel maggio/giugno del 1950 arriva sugli scaffali delle edicole americane il primo numero di “The Haunt of Fear” (letteralmente il covo della paura) distribuita dalla EC Comics, testata contenente brevi storie, 10-15 pagine, che venivano introdotte dal ghigno malefico di una strega che spesso ne commentava anche il finale.

Successivamente sulle pagine della stessa testata comparirono anche “The Vault of Horror” e “The Crypt of Terror” entrambi molto simili alla testata originali e contenenti anch’essi come intuibile dal titolo storie di paura.
Anche se queste storie non erano strettamente legate ad Halloween è innegabile che abbiano contribuito alla sua accettazione e alla sua diffusione creando un microuniverso fumettistico a se stante dove il piacere della paura viene saziato attraverso piccole dosi della stessa(basti pensare che in una di queste storie lo sceneggiatore e lo scrittore si sono inseriti come protagonisti e sono stati costretti a firmare con la strega un contratto che li obbligava a pubblicare le sue storie del terrore).

L’animazione negli anni ha svolto e svolge ancora oggi un ruolo importante per la festività di Halloween in quanto fa conoscere ai bambini la festa in modo molto ravvicinato, che magari ad un primo approccio potrebbe sembrare un po’ macabra.
Prima ho citato il regista Tim Burton che sicuramente ha molti meriti in questo campo ma ora ci occuperemo di un fenomeno che ha influito in maniera, se non maggiore, al pari dell’animazione di Burton.
Sto parlando della serie di episodi speciali per Halloween della serie d’animazione americana dei Simpson.
I Simpson, serie d’animazione creata da Matt Groening altro non è che la raccolta di avventure in episodi da 20 minuti circa delle avventure di una famiglia americana.
La serie ancora oggi riscuote molto successo e quest’anno si giungerà in vista dell’episodio speciale di Halloween al seicentesimo episodio della serie.
Per questo episodio c’è molta emozione principalmente per due motivi: perché sarà una parodia/omaggio al film “Mad Max: Fury Road” del 2015 diretto da G. Miller e vincitore di sei premi Oscar e in secondo luogo perché tutti gli episodi di Halloween della serie formano una cultura d’animazione a se stante che ogni anno si arricchisce di un nuovo episodio(per la felicità degli amanti di Halloween).
Questa serie di episodi speciali si intitolano “The Treehouse of Horror” (anche se in italiano sono tradotti con “la paura fa novanta” anche se la traduzione letteraria sarebbe la casa sull’albero dell’orrore) a causa dell’ambientazione sulla casa sull’albero nel giardino della famiglia Simpson la notte del 31 ottobre.
Anche se il nome degli speciali rimarrà invariato durante il corso della serie l’ambientazione sulla casa sull’albero la troviamo solo nel primo episodio degli speciali dove troviamo Bart e Lisa impegnati a raccontarsi storie dell’orrore.

Treehouse_of_Horror
BART E LISA intenti a raccontarsi storie dell’orrore sulla casa sull’albero del primo episodio degli speciali di halloween dei simpson “the treehouse of horror”.

Ogni episodio conteneva tre storie brevi sceneggiate da diversi autori con temi horror appunto, ma anche fantascientifici e fantasy.
All’inizio di ogni speciale prima dei racconti Marge esordiva consigliando ai genitori di mettere al letto i propri bambini perché l’episodio era davvero molto terrificante.
Successivamente sia l’esordio di Marge che le tre storie furono cancellati e i successivi episodi appaiono senza esordio e con un’unica storia.
Inoltre esiste anche uno speciale di Halloween della stessa serie fuori stagione.

Treehouse_of_Horror_XXVI_Poster
Locandina di the TREEHOUSE OF HORROR XXVI

Questi speciali ogni anno sono un appuntamento fisso in quanto riescono a cogliere il significato più intrinseco della festività, dal superficiale raccogliere caramelle dei bambini alle più antiche e inquietanti leggende sulla caccia alle streghe e sulla morte.
Ogni anno centinaia di persone possono godere di 20 minuti pieni di Halloween in tutte le sue sfaccettature perché questi speciali rendono gradevole la festa più tenebrosa dell’anno creando una sottocultura che ci fa emozionare ogni volta che si rivede un episodio perché essi sono l’essenza della festività stessa in quanto sono riusciti ad assorbirla ed allo stesso tempo a penetrarvi diventando essi stessi la festività.
Concludo il discorso sull’animazione ricordando che anche la Disney e la Warner Bros. hanno omaggiato Halloween nei loro film o episodi dedicati come ad esempio “Paperino e le forze oscure” di Carl Barks o l’episodio dei Looney Toons dove troviamo Bugs Bunny rinchiuso nel castello del Conte Dracula.
Parlando del Conte Dracula approfitto per ricordare che anche la letteratura horror ha contribuito a creare leggende e tradizioni intorno alla festività esempi come Edgar Allan Poe, Bram Stoker, Mary Shelley, Lovecraft e il più recente Stephen King hanno trascritto la letteratura che si incastrerà come un puzzle nei tasselli della realtà nei momenti magici di quella notte mentre si intaglia la zucca e mentre si guardano film horror con i propri amici e il profumo dei biscotti alla zucca ti entra nelle narici mentre alla porta bussano bambini travestiti che chiedono caramelle e, a loro insaputa stanno rinnovando e migliorando un costume che dura da secoli e merita di essere ricordato e tramandato in quanto parte di una cultura particolare che ha origini oscure e segrete che ogni anno vengono esplorate per comprenderne le motivazioni di una festività tanto macabra quanto divertente e importante per la necessità dell’uomo (inteso come specie) di conoscere il proprio io, anche la parte più oscura e malvagia che magari possiamo “mostrare” mascherandoci la notte del 31 Ottobre.
Buon Halloween!

Domenico Alesci

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