Mio padre, quand’ero ragazzino, mi invogliava a leggere Emilio Salgari; oggi scopro con piacere che tanti autori di fumetti hanno attinto da uno dei miei scrittori preferitie, che il legame fumetti e narrativa è molto forte nella cultura fumettistica italiana.
Buon viaggio a tutti nel mondo di questo affascinante scrittore.

M.B. (30-07-2016)

Quando il fumetto scoprì Emilio Salgari

di Carlo Scaringi

(riproposta. prima pubblicazione 25-04-2011)

ct05_11_Foto di Salgari

Da Guido Moroni Celsi a Hugo Pratt, senza dimenticare Altan che negli anni Settanta propose una dissacrante interpretazione del mito di Sandokan, il mondo dei fumetti ha per molti anni estratto a piene mani dai romanzi di Emilio Salgari i soggetti per decine di storie disegnate. Lo scrittore veronese, nato il 21 agosto del 1862 e morto tragicamente il 25 aprile del 1911 a Torino, è stato uno dei più grandi narratori dell’avventura, quasi alla pari – al di là del suo stile semplice, scorrevole, quasidiscorsivo che faceva storcere il naso ai critici – con i maggiori autori del suo tempo, da Verne a Kipling, da Stevenson a London, ecc. Nei suoi romanzi l’azione, l’avventura, anche il mistero prevalgono sui sentimenti, o meglio quelli che si possono trovare nei suoi romanzi sono i classici ed eterni sentimenti universali: la lotta per la giustizia, la condanna della violenza e dei potenti, la sete di libertà dei popoli coloniali, un pizzico di amore e tanta tensione. Ingredienti presenti in tutti i suoi romanzi (82) e nei tantissimi racconti che ha scritto dall’inizio degli anni Ottanta fino alla vigilia della sua morte, senza alzarsi mai dalla scrivania, che abbandonava solo per andare in biblioteca a controllare l’esattezza delle sue intuizioni.
Salgari ha accompagnato milioni di lettori in un fantastico giro del mondo, quasi un viaggio straordinario che lui ha compiuto solo con la fantasia. I suoi romanzi sono ambientati in quasi tutti i Paesi del mondo, soprattutto in quelli più lontani e sconosciuti, praticamente ancora inesplorati. Dall’India e dalla Malesia del ciclo dei Tigrotti di Sandokan ai Caraibi del Corsaro Nero e altri pirati egualmente colorati, dal Far West dei pellerossa ai Poli, dai deserti africani ai sette mari, e così via. Nel corso degli anni i romanzi di Salgari hanno incuriosito sceneggiatori e registi di film più o meno riusciti, dal Sandokan televisivo con Kabir Bedi all’ironico sceneggiato firmato da Ugo Gregoretti con Gigi Proietti nel ruolo della ruggente Tigre della Malesia. Ma i disegnatori di fumetti sono stati forse i più attenti al mondo di Salgari, soprattutto Guido Moroni Celsi che già nel 1935 proponeva con “Ulceda, la figlia del Gran Sakem della prateria” un primo viaggio nel Far West salgariano. I tre romanzi del ciclo dei Pellerossa (Alla frontiera del Far West, Le scotennatrici e Le selve ardenti) fornirono al disegnatore lo spunto per una storia western – la prima del fumetto italiano – nella quale i personaggi salgariani restavano sullo sfondo, quasi messi in ombra della storia d’amore tra Vittorio Ranghi, un italiano capitato chissà come da quelle parti, e la giovane figlia di un capo pellerossa. L’amore farà cadere le barriere razziali, ancora forti in quegli anni, e la coppia vivrà felice, forse nell’Italia di allora, come volevano le regole del tempo. La storia di Ulceda è apparsa tra giugno e novembre del 1935 su “I tre Porcellini”, primo settimanale disneyano pubblicato da Mondadori che nell’estate dello stesso anno fece l’affare della vita acquistando Topolino all’editore fiorentino Nerbini che voleva puntare tutto sull’Avventuroso e i fumetti americani. Proprio su Topolino è partita dall’inizio del 1936 la saga dei pirati della Malesia, con una serie di storie – I misteri della Giungla Nera, Le due tigri, La tigre di Mompracem, e via così – disegnati con maestria da Guido Moroni Celsi, che è stato forse il più fedele a quel mondo selvaggio che nell’Ottocento alcuni ottimi illustratori avevano rappresentato all’interno dei libri. Giuseppe “Pipein” Gamba, Alberto Della Valle e Gennaro Amato furono i più bravi, insieme ad altri, con tavole in biancoenero, ricche di situazioni e personaggi, quasi sempre drammatiche, piene di belve feroci (serpenti velenosi, tigri ed elefanti senza controllo) e di scene quasi granguignolesche che dovevano incutere un terrore più tangibile di quello che evocavano le pagine dello scrittore.

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E’ difficile elencare tutti i romanzi salgariani che hanno avuto una o più riduzione a fumetti. Oltre a Moroni Celsi, sono entrati nell’universo salgariano Rino Albertarelli e Walter Molino, che spesso si sono alternati nelle storie del West o dei Corsari, Bernardo Luporini (Jolanda la figlia del Corsaro Nero e La regina dei Caraibi)Edgardo Dell’Acqua (Il re del mare e altre storie), Raffaele Paparella (Capitan Tempesta, Il leone di Damasco), Franco Chiletto (il ciclo dei corsari e non solo) e diversi altri che hanno spesso “riletto” le storie più classiche anche nella seconda metà degli anni Quaranta quando un settimanale (“Salgari”, appunto) ripropose per un paio di anni storie vecchie e nuove. Ma ormai nuovi autori e nuovi personaggi (Lavezzolo, Bonelli, Tex, Gim Toro, ecc.) offrivano altri spunti, insieme ai fumetti americani, che tornavano nelle edicole dopo il blocco imposto dal regime.

ct05_11_albi-Salgari: il corsaro nero n.15

Per saperne di più

Per molti – i più giovani o qualche distratto – gran parte degli autori salgariani possono essere illustri sconosciuti, o quasi. Rimediamo con brevi cenni biografici, in ordine alfabetico, e non di bravura, perché meritano tutti un ottimo voto. Rino Albertarelli (1908-1974) è uno dei maestri del fumetto italiano, vignettista umoristico ma soprattutto autore di Kit Carson, Dottor Faust e infinite storie western. Franco Chiletto (1897-1976) autore di storie avventurose sui maggiori settimanali dell’epoca. Edgardo Dell’Acqua (1916-1986) oltre a romanzi salgariani ha illustrato una celebre saga anteguerra (Il mozzo del sommergibile) e ha collaborato a Gim Toro e DiabolikBernardo Leporini (1903-1992) autore salgariano e disegnatore satirico, legato ai settimanali mondadoriani. Walter Molino (1915-1997) specializzato in storie d’avventura e western negli anni Trenta e poi autore di fotoromanzi a mezza tinta e tante copertine della Domenica del CorriereGuido Moroni Celsi (l885-1962) è il più famoso degli autori salgariani, nonché di molte altre storie, soprattutto negli anni Trenta. Raffaele Paparella (1915-2009) non è tra i maggiori del gruppo, ma in compenso ha disegnato a lungo Pecos Bill e altri personaggi western.

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