COMICS TRIBUTE 19 – IL 23 AGOSTO 2000 SCOMPARVE CARL BARKS

Paperino, Zio Paperone, la Banda Bassotti, Gastone, le Giovani Marmotte, Amelia la fattucchiera, Nonna Papera e John Rockerduck, non ci avrebbero appassionati nelle nostre letture adolescenti, se non fossero passati dalle mani di Carl Barks, uno degli autori fondamentali della Disney. 
 Nel 2015, tra l’altro, la Panini Comics ha pubblicato recentemente alcune delle sue opere nell’ottimo magazine Uack! (23 numeri usciti tra marzo 2014 e marzo 2016), che consigliamo a tutti gli amanti delle storie dei paperi. A sedici anni dalla sua morte, dunque, ricordiamo Barks in questo articolo di Carlo Scaringi.
M.B. (10-08-2016)

Copertina del n.1 della collana Uack
Copertina del n.1 della collana Uack

23 Agosto 2000: scompare Carl Barks,l’uomo dei paperi

di Carlo Scaringi

Aveva salutato in buona salute l’arrivo del Duemila, ma Carl Barks ha poi fallito, per pochi mesi, il prestigioso traguardo dei 100 anni, perché è scomparso il 23 agosto 2000, giusto sedici anni fa. Paradossalmente gli ultimi decenni della sua vita – quelli vissuti da pensionato – sono stati forse i più felici, perché Barks, libero dai vincoli delle vignette e delle storie, ha espresso nel modo migliore il suo talento di pittore, realizzando decine di quadri, quasi sempre su soggetti disneyani, valutati un mucchio di dollari, ma sempre meno di quelli posseduti da Zio Paperone.

ct19_10 Foto di Carl Barks
Foto di Carl Barks

Nel 1994, lui che non si era mai mosso dagli Stati Uniti (California e dintorni), ha affrontato un viaggio in Europa, con una lunga sosta in Italia, tra Milano e la Riviera Ligure, terra di molti autori – da Gianbattista Carpi a Luciano Bottaro, a Carlo Chendi, lo sceneggiatore che ha proseguito e arricchito il lavoro di Barks, creando altri paperi famosi – che in questi anni hanno portato la produzione italiana della Walt Disney ai vertici mondiali, o quasi.
Carl Barks è chiamato l’uomo dei paperi, perché nessuno come lui è stato capace di creare intorno al nevrotico e squattrinato Paperino e ai suoi tre nipotini, un universo apparentemente assurdo ma allo stesso tempo abbastanza verosimile, quasi uno specchio della nostra società. Tra il 1942 e il 1974, quando ha smesso ufficialmente di lavorare, Carl Barks ha disegnato quasi 700 storie, ovvero migliaia di tavole, perché ha realizzato solo comic-books, trascurando le strisce quotidiane, a differenza  di Floyd Gottfredsson che negli stessi anni produceva migliaia di strisce con Topolino e la sua allegra brigata. Barks ha rinnovato e ampliato il mondo di Paperino, che con lui non è più un personaggio nevrotico e sfruttato, ma viene proiettato in una dimensione quasi senza limiti, con storie ai confini dell’assurdo e altre legate alla realtà di quegli anni. Se quel taccagno di Zio Paperone – fortunata imitazione di Uncle Scrooge, l’avaro di Dickens – è senz’altro il personaggio più riuscito e più famoso tra i tanti ideati da Barks, non ne vanno dimenticati altri, egualmente indovinati, dalla Banda Bassotti all’eterno fortunato Gastone, cugino dello sfigatissimo Paperino, dalle Giovani Marmotte ad Amelia, la fattucchiera forse discendente dalla maga Circe, che vive sulla costiera amalfitana, da Nonna Papera a John Rockerduck, e via continuando.
Carl Barks ha fatto fare a Paperino mille lavori, qualcuno per hobby (pochi), molti per necessità, e sempre al servizio di quello spilorcio dello zio. Ha fatto l’allevatore di ranocchi, il mago della pioggia, il raccoglitore di alghe, l’esattore, l’incantatore di serpenti, il bagnino, il pagliaccio e altro ancora. Ma ha anche girato il mondo, viaggiando perfino tra i pianeti prima degli astronauti degli anni Sessanta. Una volta, in Perù, si è imbattuto in un mondo perduto, tra i discendenti degli antichi Incas che vivono in una dimensione dove tutto è quadrato, anche le uova delle galline. E’ stato un paio di volte anche in Italia, prima per recuperare la Numero Uno, la mitica monetina che Amelia aveva forse sottratto a Paperone, e poi a Venezia, fugace tappa di un “turismo veloce” con un imbranato Paperino che perde sempre i suoi compagni di viaggio mentre volano da una capitale europea all’altra. E’ una storia che ironizza, con un certo anticipo, sulla moda dei viaggi tutto compreso o “low cost” di oggi.

ct19_10 - Gemstone Carl Barks Collection1 (copertina)

In una storia del 1952, ‘Paperino scialacquatore di professione’, lo troviamo impegnato a dissipare il patrimonio dello zio, che non vuole spendere altri soldi per costruire nuovi forzieri. Paperino fa del suo meglio per spendere il superfluo, fa la bella vita, ma alla fine viene rimproverato dallo zio che si ritrova più ricco che pria, perché essendo il monopolista di Paperopoli, tutti i dollari spesi dal nipote ritornano a lui. E’ una bonaria satira del capitalismo, quasi un apologo sullo società dei consumi, anche se alla fine è solo il bel fumetto di un geniale autore. Per saperne di più Carl Barks era nato a Merrill nell’Oregon il 27 marzo 1901, in un anno fortunato per il mondo del fumetto. Pochi giorni prima, infatti, era nato (il 24 marzo) Ub Iwkers. I due qualche anno dopo avrebbero lavorato sotto le bandiere di Walt Disney, anche lui nato nello stesso anno, ma a metà dicembre. I primi a incontrarsi furono Iwkers e Disney, impegnati, già nei primi anni Venti, a produrre cortometraggi animati. Dalla loro collaborazione sarebbe nato Topolino, ovvero Mickey Mouse, dopo l’esperimento del coniglio Oswald, inserito in alcuni episodi di Alice’s Wonderland. Dai primi filmetti del 1928, nel 1930 Topolino sarebbe approdato nei fumetti, con le prime strisce scritte da Disney e disegnate da Iwkers. Ma questi non sopportava il peso, anche intellettuale oltre che organizzativo di Disney, e il rapporto si ruppe. Carl Barks arrivò alla Disney a metà degli anni Trenta, quando fu scelto per lavorare al film Biancaneve, il primo lungometraggio della Disney, uscito nel 1937. Si fece le ossa con l’animazione, e poi affrontò – con eccezionale successo, visti i risultati – il fumetto, restando a lungo nell’anonimato, perché questa era la regola, un po’ autoritaria, che regnava alla Disney.

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